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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2017

CORSO DI SLOVENO PER PRINCIPIANTI 2017

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Il Comune di Lusevera intende organizzare un corso di sloveno gratuito per principianti aperto a tutti, a partire dal 14 marzo 2017 (data della prima lezione).  ... Altro... Sito web ufficiale del Comune di Lusevera: CORSO DI SLOVENO PER PRINCIPIANTI 2017 Sito Ufficiale COMUNE.LUSEVERA.UD.IT

Sostengo la libertà di espressione in internet

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                Preleva il banner dell'iniziativa realizzato da  Ofelia Deville  del blog  Pride

150 anni dalla morte di Pietro Zorutti

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Pietro Zorutti (Pieri Çorut)  ( Lonzano del Collio ,  27 dicembre   1792  –  Udine ,  23 febbraio   1867 ) è stato un  poeta   italiano . La sua fama è dovuta soprattutto alla pubblicazione ogni anno dal  1821  al  1867  degli  almanacchi   lunari  ( Strolics , in friulano) dove riportava le sue composizioni poetiche in lingua friulana, di solito di soggetto naturalistico od ironico. La sua poesia più famosa rimane  Plovisine , scritta nel  1831 ; Zorutti è sempre stato considerato come il miglior raffiguratore letterario della vita della gente friulana e per questo è uno dei poeti friulani più conosciuti ed imitati; i suoi componimenti partivano da un'ambientazione  pre-romantica , perché Zorutti era affascinato dai poeti del  romanticismo  e questo gli valse da un lato l'elogio di letterati come Tommaseo e Carducci, dall'altro l'aspra critica degli esponenti della nuova poesia friulana del secondo dopoguerra, fra cui  Pier Paolo Pasolini  che lo considerav

PUST: 2017 CARNEVALE RESIANO

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La 2ª guerra mondiale a fumetti - 2. svetovna vojna v stripu (43)

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Nel 70° della fine della seconda guerra mondiale (1945), Moreno Tomasetig ha trasformato in fumetto i diari del parroco di Lasiz, don Antonio Cuffolo (1889-1959). In questa puntata.   Il 15 agosto 1944 la radio annuncia lo sbarco degli Alleati nel sud della Francia e la presa di Nizza e Marsiglia. Intanto nella valle gli scontri tra partigiani, tedeschi e repubblichini sono quotidiani. Il 7 settembre per errore si accende una furiosa battaglia tra i tedeschi di Ponte San Quirino e gli italiani di San Pietro. I repubblichini contano otto ferti gravi. I più giovani, esaltati dai successi dei partigiani, desiderano di avere mitragliatrici, cioccolato e sigarette. «Dio ci aiuti», commenta il sacerdote. Da volatini lanciati da un veivolo inglese, don Cuffolo il 6 settembre apprende che il maggiore Ballantine, che aveva nascosto e aiutato a fuggire verso la Dalmazia con altri compagni di prigionia, è in salvo. I repubblichini a Ponte S. Quirino sequestrano tutti i viveri destinati alle V

Il governo austriaco contro il baratto tra Slavia e Cervignano

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L’ANNIVERSARIO A 150 anni dall’annessione del Friuli e della Slavia al Regno d’Italia con il plebiscito del 21 e 22 ottobre 1866 Il luogotenente del Litorale sosteneva che il fiume  Nella foto: confine presso Cervignano. Isonzo non rappresentava un vero confine naturale, visto che su entrambe le sponde abitavano numerosi sloveni Giorgio Banchig Nel suo importante studio sul plebiscito in Veneto e sulla delimitazione dei confini lo storico sloveno Jaromir Beran (Plebiscit, cit., pp. 113119) ricorda che prima e dopo l’armistizio di Cormons del 12 agosto 1866 circolavano ipotesi e notizie contraddittorie a proposito della definizione dei confini tra Italia e Austria. Allarmato da queste notizie, – racconta Beran – intervenne in veste ufficiale il luogotenente imperiale per il Litorale, Ernst Leopold Kellersperg, deciso a conservare l’integrità del Goriziano e respingere le richieste e le mire dell’Italia riguardo il nuovo confine. Il 14 luglio 1866 inviò una lettera al mi

UNA PROPOSTA QUASI INDECENTE

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Era da qualche tempo che non avevamo notizie di iniziative sulle “lingue delle Valli del Natisone, del Torre, della Valcanale e Resiano che non hanno nulla a che fare con lo sloveno”. Era stata una sorpresa positiva, per noi, il fatto che tutte le amministrazioni delle Valli del Natisone avessero sottoscritto (e in molti casi votato all'unanimità in Consiglio comunale) un documento in cui si richiamava la legge 38/2001 sulla minoranza slovena per chiedere maggiore autonomia per questo territorio nell'ambito delle riforma degli Enti locali. Abbiamo raccontato negli ultimi mesi un clima più pacifico e dialogante che si era determinato sull'annosa questione identitaria della fascia confinaria della provincia di Udine. Che dire quindi della proposta del nostro vecchio conoscente, il consigliere Roberto Novelli, di realizzare un Istituto che promuova e tuteli le ‘varianti locali’ di questo territorio? Nella conferenza stampa con cui ha presentato la sua proposta, Novelli, c

Carnevale sloveno a Udine - Slovenski pust v Vidnu

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Alcune maschere tradizionali delle Valli del Natisone (Blumarji e Pustje) scenderanno a Udine per festeggiare il carnevale (pust) con i bambini che nel capoluogo friulano frequentano l’attività in sloveno per bimbi in età prescolare. L’appuntamento è lunedì 27 febbraio alle 17 nei locali della parrocchia di San Quirino (via Cicogna 25). L’iniziativa delle associazioni don Eugenio Blanchini e Alpi è aperta anche a chi non frequenta regolarmente l’attività, previa comunicazione (per motivi organizzativi) tramite posta elettronica all’indirizzo  blanchini@dom.it  entro le 14 di lunedì 27 febbraio. I partecipanti sono invitati a mascherarsi. Giunta al terzo anno, l’attività in lingua slovena per bimbi dell’età della scuola dell’infanzia a Udine è raddoppiata. Quest’anno ci sono, infatti, due appuntamenti settimanali per avvicinare i più piccoli alla lingua slovena, ogni lunedì e mercoledì dell’anno scolastico dalle 17 alle 18.30. L’educatrice propone ai bimbi giochi e attività vari

Un nuovo CD di musica resiana - Rezijanska glasba v novi zgoščenki

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D omenica 26 febbraio alle ore 11.00 al centro culturale  « Rozajanska kultürska hïša » di Prato di Resia/Ravanca  sarà presentato il nuovo CD di musica resiana realizzato da Paolo Valente e Denis Naidon, dal titolo «Dej kopari, ćewa dät šćë dno!». Il nuovo CD contiene  una raccolta di brani della tradizione resiana. Resia è famosa per il suo particolare patrimonio culturale immateriale. Nell’ambito di questo patrimonio, molto importante è la musica popolare. La musica e le danze tradizionalmente tramandate e vive in Val Resia sono considerate molto antiche. La piccola orchestra resiana conta due soli strumenti: il violino o meglio  cïtira  in dialetto sloveno resiano e il violoncello, detto  bünkula . Il terzo strumento usato dai suonatori per scandire il ritmo è il battito del piede, che accompagna la musica. La tradizione della musica resiana non viene tramandata tramite una scuola, ma trasmessa naturalmente ai più giovani, che imparano a suonare «a orecchio», ascoltando i più

APPUNTO

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“La mente bilingue per poter gestire entrambi i linguaggi impara giocoforza a risparmiare risorse e questo si rivela un vantaggio non da poco anche quando l’impegno cognitivo è diverso dal parlare o leggere.” Da un’indagine pubblicata su Journal of Neurolinguistics N.M del 22 /02/17

PÜSTAWA WUŽA, KI JÜDI SO PËLI ZA SE ZVASALËT - Canto popolare del Pust

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http://rezija.com/2014/02/18/mascherata-a-tolmezzo/img_1945/  Marïja Öjskina (1908-2003), conosciuta a Solbica/Stolvizza con il nome di    Šimiljonawa cantò  questa antica canzone del Pust nel 1999 Rejnica Marïja Öjskina (1908-2003), znota ta-na Solbici po jümano Šimiljonawa, lëto 1999 na bila mi zapëla no staro püstawo wužo. Isa kratka wužica na lëpo zdila kapyt, da kako počnüwel püst. Ćon radë jo napïset itako, da wsak jo morëj spoznet ano, zakoj në, pa jo pët. Na lëpo se pasina, ko ni cïtirajo to  Püstawo. Da plešta, plešta moškire ko na ki vï sta štopine vï sta wse čïsto sedine mo naa fïlija wašaa. Da plešta, plešta kukaci ko na ki vï sta valïdavi vï sta wsy čïsto skröjani tasta ta ïši se prablić. Nu prïdita oblačany oblačany di maškarun tadej mï ćemo pleset wkop tadej mï ćemo pleset wkop. Ći nïmata za se oblić tasta vïdët ta-po vasy ki ko bo püst tu-w vasy tadej mï ćemo pleset wkop. Ano ko püst bo se rivel ćemo wratit wsaka swö ki muka ta posojana na praja rüdi w

TA DIUIA ŽENA

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Prato di Resia/Ravanca Val Resia (in sloveno Rezija), valle alpina in notheast Italia photo:  Ziga  08:20, il 9 febbraio 2007 (UTC) racconto a puntate in dialetto sloveno dell'Alta Valle del Torre (dal calendario del Centro ricerche culturali di Bardo/Lusevera ... Žena na nosila dan ark napnet  ta za na ram anu na pobierala ajodice ali trave. Ko na vidala muščene na hitro uzela kolonco hčeratico anu na utekla tou bošk. Muščeni so jo tieli spoznati,ma nu nieso maj revali jo parbližati za jo kej uprositi. To šlo nekej časa ,ko dan muščen u vidou hčeratico samo,ki na brala čarnice nu frambuje čie par Ravancah... ...La donna potava un arco legato sulla spalla e raccoglieva fragole ed erbe quando vide alcune persone di Musi. In fretta prese la bambina e scappò nel bosco.Quelli di Musi volevano conoscerla,ma non arrivarono ad avvicinarsi  per parlarle.Passò un po' di tempo quando un abitante di Musi vide la bambina da sola mentre raccoglieva lamponi presso Prato di

La ricerca (etno)linguistica nelle Valli del Torre da Badouin de Courtenay (BdC) ai giorni nostri

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Tralasciando le altre pubblicazioni dedicate al resiano (del 1875, del 1876 e del 1913), come pure le due sul dialetto di Bohinj (del 1876) e rispettivamente di Circhina/Cerkno (1884), andrà ricordata invece la seconda ed ultima pubblicazione dedicata al tersko, la riedizione del cosiddetto Catapan di Cergneu (Registro dei pii lasciti della Confraternita di S. Maria di Cergneui), un documento trilingue (italiano - latino - tersko) degli anni 1459-1585 (BdC 1906; cf anche Mikhailov 1997: 84-88; 125-145). Questo documento, le cui vicende si intrecciano stranamente con quelle di BdC sul piano dei rapporti con l’intelligencija del luogo e con Vatroslav Oblak (cf Spinozzi Monai 1994b), andrebbe collegata alle sue convinzioni sul carattere čakavo del tersko, una questione che non possiamo affrontare qui, ma che è stata dibattuta tra gli slavisti fin quasi ai giorni nostri (cf Lenček 1978; Bonazza 1988). Dopo BdC, le Valli del Torre, oltreché diventare sempre più vuote (cf Spinozzi Monai

Grandi novità al Museo dell’arrotino

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Dallo scorso dicembre anche il Museo dell’Arrotino di Stolvizza/Solbica, dedicato all’antico mestiere tramandato per generazioni fino a oggi, ha un suo dipendente. Quest’importante realtà espositiva della Val Resia, che valorizza le attrezzature un tempo usate dagli arrotini della valle per svolgere il loro lavoro ambulante, necessitava della presenza di una persona fissa, che garantisse l’apertura e la continuità delle attività in tutto l’anno. A contribuire quotidianamente alla crescita del museo è stata chiamata Mara Paletti Bertulawa di Prato di Resia/Ravanca, già segretaria del C.A.M.A. (Comitato Associativo Monumento all’Arrotino), che ne è il gestore e che per molti anni ha fatto parte del Gruppo Folkloristico Val Resia. Grande svolta questa, che, oltre a creare un posto di lavoro in valle, mira a far crescere ulteriormente la collezione e a incrementare le visite, con circa 3000 presenze raggiunte lo scorso anno. Da quest’anno, inoltre, per questo museo sarà importante la c

INTERVALLO FOTOGRAFICO

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       Timidi fiorellini che bucano la neve preannunciando la primavera/velazim

Roberto Dapit "La Slavia friulana - Beneška Slovenija "

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Roberto Dapit "La Slavia friulana - Beneška Slovenija" Lingue e culture: Resia, Torre,Natisone Bibliografia ragionata E' possibile che al linguista non slavista il titolo non dica gran che. Eppure, per merito anche del linguista polacco Jan Baudouin de Courtenay, il dialetto sloveno di Resia, del Torre e del Natisone, queste parlate slovene sono fra le più studiate, anche dai linguisti stranieri: De Courtenay, poi, più recentemente Gian Battista Pellegrini, Giuseppe Francescato, Giovanni Frau, Antonio Maria Raffo da parte italiana e friulana; per la parte slovena possiamo ricordare Karel Štrekelj, Fran Ramovš, Tine Logar, Pavle Merku, Neva Godini, Liliana Spinozzi-Monai, Rado Lenček. E' doveroso, poi, citare l'americano Bric Hamp e l'olandese Han Steenwijk. Un posto a parte spetta a Milko Matičetov perchè congiunge gli interessi linguistici con quelli etnologici. Roberto Dapit è un giovane studioso, oriundo di Gemona, vissuto nella Val Canale,laureatosi

L’istituto per i dialetti c’è già

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«A San Pietro al Natisone da tempo opera con successo l’Istituto per la cultura slovena, che, nell’ambito della promozione della presenza storica degli sloveni in provincia di Udine, si adopera per la valorizzazione della ricchezza culturale rappresentata dai dialetti sloveni caratteristici delle valli del Natisone e del Torre, della Valcanale e della Val Resia. La proposta di emendamento alle legge regionale 26/2007, che ha quale primo firmatario il consigliere di destra Roberto Novelli, è perciò inutile. Conoscendo Novelli, il vero senso e obiettivo della proposta è, con ogni probabilità, molto diverso dall’amore per i dialetti e le tradizioni slovene», evidenzia il consigliere regionale della Slovenska skupnost e vicepresidente del Consiglio regionale, Igor Gabrovec. «Ancora una volta l’uomo politico cividalese si mette in mostra con la teroria secondo la quale non esisterebbe alcun legame tra il resiano e gli altri dialetti e l’area slovena, per cui sarebbero lingue autonome,

“An nov Inštitut za promovirat izike” - Un nuovo Istituto per promuovere le lingue minoritarie

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An avtonomen Inštitut, ki bo gledu promovirat rezijanščino an variante iziku Kanalske, Terskih an Nediških dolin an ki bo referenčna točka (punto di riferimento) za vse tiste, ki se v telih krajih ob meji niemajo za Slovienje. De bi opravju suoje dielo, bi muorla Dežela FJK Inštitutu dat 150 taužint euru v lietih 2017 an 2018, lieta 2019 pa doluožt še drugih stuo taužint euru. Tuole piše v predlogu, ki ga je 16. februarja predstavu čedajski deželni svetnik, konsilier, Roberto Novelli (Forza Italia), de bi popravu zakon 26/2007 za Slovienje. V pandiejak, 20. februarja, pa so Novelli, šindik Rezije Sergio Chinese an podšindik Podbuniesca Mirko Clavora o teli iniciativi spreguoril še na konferenci za medije. Novelli je razluožu, zaki je tajšna ustanova potriebna. “Nieki kor absolutno naredit, zak če ne bo slovienski izik nadomestiu izike, ki jih nucajo prebivauci Rezije, Terskih an Nediških dolin. Je potriebno valorizat tele izike, sevieda v spoštovanju do tistih ljudi, ki

‘Istituto comprensivo Paolo Petricig / Večstopenjska šola Pavel Petričig.

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L’ufficialità dell’intitolazione della scuola bilingue di S. Pietro al suo fondatore è arrivata con la firma apposta sul decreto lo scorso 3 febbraio dai dirigenti dell’Ufficio scolastico regionale. Sabato 11 marzo, giorno dell’inaugurazione degli spazi ristrutturati di viale Azzida (per la quale è prevista la presenza del presidente della Repubblica slovena, Borut Pahor, ma anche della ministra italiana dell’istruzione, Valeria Fedeli), sarà anche la giornata in cui la scuola riceverà il nome di Petricig, pedagogo, pubblicista, attivo nel mondo culturale e in quello politico, non solo della Benecia. La richiesta dell’intitolazione a Petricig era stata fatta due anni fa prima dal collegio docenti e poi dal consiglio d’istituto, un anno fa anche la giunta comunale di S. Pietro aveva espresso parere favorevole. http://novimatajur.it/attualita/la-scuola-bilingue-intitolata-al-suo-fondatore-paolo-petricig.html

Ribaltata la scala dei valori umani

l’Opinione di  Riccardo Ruttar Sì, il mondo sta cambiando. Più in fretta di quanto possiamo renderci conto,  chiusi come siamo nella nostra superficialità e inghiottiti nel vortice degli  eventi da cui ci sentiamo sommersi quotidianamente. Ed allora fuggiamo nel  fantastico, nell’irrealtà, nella ricerca di elementi che ci distraggano dalla  concretezza. Che sia quel che sia Sanremo, credo non se ne possa sottovalutare  l’effetto oppiaceo per i quattro giorni intensi di stordimento e con gli annessi  prodromici e sequenziali all’evento mediatico. Indici d’ascolto stratosferici,  valanghe di parole, fiumi di inchiostro... Ovviamente il ritorno alla normalità riaccende preoccupazioni, paure e speranze;  la politica nostrana in fibrillazione, che non riesce a trovare uno sprazzo di lucidità  incapace di interpretare il ruolo di guida che la «Polis», il Paese richiede. Non  mi pare il caso di elencare le criticità che di giorno in giorno si evidenziano  d

IL 21 FEBBRAIO È LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE

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Viene celebrata ogni anno a partire dal febbraio 2000 per promuovere la diversità e il multilinguismo.  È la Giornata Internazionale della Lingua Madre, proclamata dalla Conferenza Generale dell’Unesco per tramandare e preservare la propria lingua natia. Si va verso la globalizzazione e parlare alcune lingue sotto molti aspetti è diventato fondamentale, eppure è proprio per questo motivo che l’Unesco celebra questo evento. Secondo un suo studio, nel giro di 50 anni la metà delle lingue parlate nel mondo, scompariranno: le 83 considerate dominanti sono parlate dall’80% degli abitanti del pianeta mentre il restante 20% si divide le oltre 6.900 rimaste, ma di queste, secondo i linguisti, ne moriranno 25 all’anno (una lingua muore quando viene assorbita da quella di una cultura più potente o quando scompare l’ultimo uomo che la parla). Attraverso quest’iniziativa si vuole invece sviluppare la consapevolezza delle tradizioni di ogni popolo in modo da ispirare solidarietà, toller