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20 apr 2018

Intolleranza etnica nel codice di procedura penale


MINORANZE LINGUISTICHE

Nella modifica verrà inserito un apposito articolo

Su disposizione del Parlamento, il Governo italiano ha integrato il codice di procedura penale. Così facendo, ha messo i puntini sulla i alla riforma della giustizia del ministro Andrea Orlando, dal momento che nel codice ha incluso anche leggi e atti giudiziari, che finora alleggiavano confusi nell’ampio scenario legislativo italiano. Nel nuovo codice penale è inserita anche la norma sulla propaganda avversa e sull’induzione all’intolleranza razziale, etnica e religiosa. Se il Governo non avesse inserito questa norma nel nuovo codice, queste forme d’intolleranza non sarebbero state legalmente perseguibili. I trasgressori, che diffonderanno odio razziale ed etnico continueranno a essere puniti con il carcere fino a un anno e mezzo e con un’ammenda di 6000 euro. Maggiore è la pena prevista per chi provoca o induce ad atti violenti sulla base di intolleranza razziale, etnica, nazionale o religiosa. In questo caso per il trasgressore è prevista la detenzione fino a quattro anni, che si aggrava ulteriormente in caso di esaltazione di casi di genocidio o della Shoah. È interessante che la nuova legge entrerà in vigore il 6 aprile. Esattamente sei anni prima due persone a San Giovanni in Tuba-Štivan imbrattarono le scritte slovene sui cartelli. Al processo, che si è concluso nella primavera del 2014, sono intervenuti anche gli avvocati Peter Močnik e Marko Jarc, che a nome della Confederazione delle organizzazioni slovene-Sso e dell’Unione culturale economica slovena-Skgz hanno persuaso il giudice di Trieste a pronunciarsi anche sulla base della legge sull’intolleranza (la cosiddetta legge Mancini del 1993). Da qui l’imputazione dell’aggravante dovuta all’intolleranza manifestata contro la minoranza slovena. «Allora ci siamo appellati all’art. 23 della legge di tutela», ricorda l’avvocato di Trieste Peter Močnik, che riconosce che si sono imbattuti in un giudice comprensivo e che anche il pubblico ministero non era da da meno. Per questo motivo l’appello alle norme di tutela ha avuto esito positivo, nonostante la traballante base giuridica.Con il decreto legge integrato, che entrerà in vigore tra una settimana, non cambia nulla. Ma almeno non peggiora. Il Governo non ha dimenticato l’intolleranza razziale e nazionale e anche nel codice penale ha inserito i dettami della convenzione contro l’intolleranza, che sono stati approvati nel 1965 a New York dalle Nazioni Unite. L’Italia ha rettificato il testo nel 1975 e la legge Mancino in sostanza lo riprende. «L’Italia però aveva attinto al testo originale, modificandolo in più parti. Per le forme gravi di intolleranza prevedeva, per esempio, solo un’ammenda in denaro, con la quale si risolve la questione velocemente», sottolinea Močnik. Peter Verč
 (Primorski dnevnik, 28. 3. 2018)
da Slovit http://www.dom.it/wp-content/uploads/2018/04/Slovit-3-31.03.2018.pdf

3 commenti:

  1. Cara Olga, questo è il problema di ogni regione confinante!!!
    Ciao e buon pomeriggio con un forte abbraccio.
    Tomaso

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