29 ago 2018

L'Europa,le frontiere e i muri

Le abbiamo abbandonate troppo in fretta le frontiere, forse sarebbero state un buon antidoto contro l’epidemia di muri che si sono riprodotti in tutta Europa”. Paiono una provocazione, le parole dello scrittore e giornalista Paolo Rumiz che accompagnano in queste settimane – lo scorso 1º agosto le abbiamo ascoltate nella bellissima serata che si è tenuta a Kobarid – la musica dell’Orchestra sinfonica giovanile europea nei luoghi dove si è combattuta la Prima guerra mondiale. E invece provocazione non lo sono tanto. Raccontano invece una verità e uno scoramento. La verità è che non è bastato togliere una sbarra per cancellare le differenze da una parte e costruire dall’altra un sentimento comune. Lo percepiamo e vediamo ogni giorno leggendo i giornali o ascoltando i notiziari. Non c’è notizia più triste di quella che racconta come il problema dell’arrivo degli immigrati via mare si risolve spostando la terra d’approdo un po’ più in là. Se li tengano pure in Spagna, se si dichiarano così generosi e disponibili. Questa è oggi l’Europa senza frontiere ma piena di muri, costruiti più con l’ignoranza e l’egoismo che con i mattoni. Questo è lo scoramento. “Forse c’era più Europa al tempo dei passaporti”, ha detto ancora Rumiz. Che è un modo per dire che no, l’Europa allora nessuno statista o semplice politico pensava di costruirla, ma lo facevano, probabilmente senza neanche rendersene conto, le persone che avevano voglia di collaborare, di dare, di conoscere, di aprirsi. Ce ne sono state e ce ne saranno. Bastava, a Kobarid e altrove, vedere i giovani provenienti da una dozzina di nazionalità raccontare, con i propri strumenti musicali, un sentimento comune. È a esperienze come quelle, fatte non da chi ha in mano i tasti del comando ma da chi passo dopo passo vuole costuire e non demolire, che dobbiamo riporre la nostra fiducia. (m.o.)
Novi Matajur ( agosto 2018)

1 commento:

  1. Cara Olga, le cose si complicano sempre di più su questa Europa inquieta!!!
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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