Vie e strade sono importanti

Al consorzio vicinale di Ugovizza/Ukve il presidente è Daniele Zelloth, mentre il vicepresidente è Cristian Kanduth, che ha 44 anni e vive a Ugovizza. Sposato, ha tre figli – due figlie di 14 e 9 anni e un figlio di 5 anni. Sua moglie, Katia Morassi, ha 36 anni ed è originaria di Camporosso/Žabnice.
Di mestiere è agricoltore. Ha un’azienda agricola con 55 capi di bestiame, 5 ettari di bosco, 5 ettari di campi da fieno e altri 40 ettari, in affitto, di campi da fieno e da pascolo. L’azienda si occupa di mucche da carne. Lì si allevano vitelli; una volta che questi hanno compiuto 10-12 mesi, sono macellati e la carne viene venduta. Qualche anno fa la famiglia ha costruito una macelleria ed è molto soddisfatta.
In Valcanale esistono i consorzi vicinali, che in altre zone della nostra regione non tutti conoscono. Potrebbe spiegare ai lettori cosa sono?
«In Valcanale, da Pontebba a Coccau, mi sembra ci siano 14 consorzi vicinali, praticamente uno per paese. Qui abbiamo fatto parte dell’Austria e, ancora all’epoca di Maria Teresa, a tutti coloro che avevano una casa o una proprietà, è stato assegnato diritto di pascolo, di legname, di ghiaia, di calce, di pietre, e all’intero paese è stata assegnata un’intera malga, per poter nutrire il bestiame nel corso dell’anno. Il bosco e la malga vanno mantenuti; c’è anche qualche terreno per quanti hanno bisogno di lasciarvi della legna per qualche tempo. A Ugovizza abbiamo circa 250 ettari di malga e foresta, 115 da parte austriaca e 140 da parte italiana, tre ricoveri, una stalla e quella che noi chiamiamo la vecchia latteria. Lì, una volta, c’era la latteria, che dopo l’alluvione è stata ricostruita. Ora ospita una sala per attività culturali, due appartamenti, un archivio, magazzini per i circoli e la sede del Circolo culturale sloveno Planika. Oggi come una volta il consorzio vicinale ha un direttivo – con un presidente, un vicepresidente, un tesoriere, un segretario e l’Almmeister, responsabile della malga. Sono eletti dall’assemblea e amministrano tutto il possedimento, la foresta, la malga, le strutture, le strade e si prodigano – si battono anche – affinché tali diritti siano mantenuti».
Cos’è il diritto di servitù?
«I diritti di servitù sono stati concessi da Maria Teresa per facilitare le condizioni di vita alla gente che abita in questi luoghi. A chi possedeva una casa o una proprietà, a seconda dell’entità, veniva assegnato un determinato quantitativo di legno per riscaldare, da costruzione, per mantenere i recinti; ghiaia; pietre per costruire; calce per imbiancare e pascolo per il bestiame».
Nell’autunno dell’anno scorso il maltempo ha provocato danni nella Foresta di Tarvisio/Trbiž. Molte piante, tra l’altro, in precedenza erano già state danneggiate dal bostrico. Qual è la situazione a Ugovizza e negli altri paesi?
«Per quanto riguarda il bostrico, ci sono sicuramente dei problemi, però devo dire che a Ugovizza ancora ci siamo; rispetto agli altri paesi siamo più fortunati. Un po’ perché quasi tutti fanno autonomamente la servitù e il legname viene portato via dal bosco velocemente, un po’ perché molto bosco è privato e tutti cercano di mantenere in buono stato la proprietà. Quando c’è stato il vento, in autunno, a Ugovizza le conseguenze non sono state così negative».
Cosa si dovrebbe fare per risolvere le problematiche?
«Secondo me la cosa più importante sono le vie e le strade. Con una strada puoi fare legna velocemente e anche portarla via, è già una buona cosa. Oggigiorno il clima sta cambiando e le calamità saranno sempre di più; tali calamità non vengono sistemate velocemente se il bosco non è sano. E, se guardiamo al prezzo, quando non hai il legname vicino alla strada, ha poco valore – perché il lavoro di una catasta costa».
Quanto tempo ci vorrà prima che il bosco si riprenda?
«Non saprei dirlo. Da una parte si dice che la natura provvederà da sé, dall’altra dovremo anche aiutarla. Ciò significa che, in quei boschi in cui il danno è significativo, di un ettaro o più, dovremo piantare alberi. Se aspetteremo che crescano da soli, infatti, ci vorranno venti, trent’anni, prima che si veda qualche cespuglio e cento anni o più, prima che ci sia di nuovo un bosco»
La Foresta e i diritti di servitù sono importanti per l’economia locale?
«Certo, che sono ancora importanti, soprattutto per quelle persone che di questo ci vivono; per coloro che sono nati, cresciuti e hanno vissuto qui. Oggi che è tutto così moderno, queste cose ti legano alla tua terra, alla tua cultura e alla tua casa».

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