1 lug 2019

Novega seznama ne bo, kaj pa zdaj? - Niente nuovo registro, e ora?


L’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, che ha la delega alle identità linguistiche, durante la seduta del Consiglio regionale del 21 giugno, ha ritirato la proposta di modifica alla legge regionale 26/2007 di tutela della minoranza slovena inserita nell’ambito della legge omnibus. La proposta mirava alla creazione di un nuovo albo delle associazioni impegnate nella tutela delle varianti linguistiche di Valcanale, valli del Natisone e del Torre. Contro la modifica si era espressa la Commissione consultiva regionale per la minoranza slovena.
«Il nuovo registro creerebbe nuovi attriti nel territorio della provincia di Udine, nel quale si applica la legge di tutela 38/2001, fatto che danneggerebbe pesantemente la comunità slovena. Se l’amministrazione regionale desidera sostenere le associazioni di cui sopra, è libera di farlo, ma non stravolgendo la legge regionale di tutela», avevano evidenziato le organizzazioni di raccolta della minoranza slovena, Sso e Skgz.
In luogo dell’albo separato, è stato deliberato un contributo straordinario di trentamila euro a favore delComune di Resia, del circolo culturale Jacopo Stellini, dell’Istituto Slavia Viva, del Forum per la Slavia, della Pro Loco Stregna, dell’associazione Slavia friulana nel mondo e del Circolo culturale e assistenziale Valli di San Leonardo.
«Abbiamo trovato un importante e per centri versi inedito punto di incontro tra le componenti della minoranza linguistica slovena iscritte all’albo delle associazioni slovene e quelle delle Valli del Natisone e della Val Resia che per scelta non lo sono e che fino adesso rimanevano penalizzate nei finanziamenti», ha commentato l’assessore Roberti, mentre il consigliere della Slovenska skupnost, Igor Gabrovec, ha salutato positivamente la decisione di «non cambiare la legge senza il coinvolgimento della minoranza cui la legge è riferita».
Gabrovec ha anche aggiunto che «il dialogo sul tema della promozione dei dialetti con i soggetti interessati e le istituzioni è la scelta migliore ». Roberti ha fatto sapere, infatti, che giovedì 27 giugno si terrà un tavolo di lavoro, con la presenza anche delle istituzioni dello Stato sloveno, per un confronto finalizzato alla soluzione «di un problema storico – ha detto l’assessore – che riguarda la tutela di una lingua che è patrimonio del Friuli Venezia Giulia». (R. D.)

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