La nostra lingua si salva usandola


L'opinione di Riccardo Ruttar
Ma sì, ha ragione Ferruccio Clavora quando preconizza la progressiva estinzione degli «Slovenj» della Schiavonia/Slavia Veneta, o Benečija, sia per la forza cogente delle istituzioni, sia per l’inesorabile emorragia demografica e la secolare crisi identitaria. Solo che sbaglia nell’indirizzarne la causa.Assomiglia, il suo, al grido profetico di Lao-coonte, personaggio dell’Eneide che fu stritolato dai serpenti coi figli per aver messo in guardia i Troiani dall’accogliere nelle mura della città il famoso cavallo coll’avvertimento: «Timeo Danaos et dona ferentes – temo i Greci anche quando offrono doni». Per non esser stato ascoltato, i troiani subirono la distruzione della città. Clavora presenta come causa e mezzo dei processi emorragici e assimilatori dei sedicenti Natisoniani, Resiani, Ponassiani, ai sostenitori dei diritti della comunità/minoranza slovena della Regione, definendoli come inveterati nazionalisti sloveni, intenti a svendere la Benečija alla Slovenia, denunciando a più riprese la colpevole passività delle istituzioni italiane nella difesa dei sacri confini.
Non è, a suo parere, la pressione assimilatrice della matrigna patria italiana, ma la Slovenia, con il suo sostegno alla tutela dei dialetti sloveni locali, il nemico occulto da cui difendersi. Non per niente il Clavora cita spesso testi di mire «titine» dei tempi di Kardelj e del secondo dopoguerra. E conseguentemente è passato all’azione politica in questa battaglia da Batracomiomachia (l’omerica lotta dei topi e delle rane), lanciando l’offensiva a livello regionale quando il Consiglio del FVG si accingeva ad approvare un emendamento alla legge regionale di tutela della minoranza slovena peristituire un «Albo delle associazioni che promuovono la tutela delle “varianti linguistiche” delle Valli del Natisone, del Torre della Val Canale e di Resia, distinguendo le stesse associazioni da quelle che operano per la diffusione, nello stesso territorio, della lingua nazionale slovena». Detto in parole semplici, la legge avrebbe dovuto sostenere direttamente (e non più tramite progetti finanziati dai Comuni e dalle Uti) le iniziative per le cosiddette varianti linguistiche valligiane (definite dai linguisti chiaramente slovene) in quanto a detta dello stesso sarebbero varianti che nulla hanno a che fare con i dialetti sloveni dello stesso territorio.
Il disegno stava per riuscire e, in vista della discussione in aula dell’emendamento proposto, Clavora inviava un’accorata missiva ai sindaci, ai consiglieri comunali e agli operatori culturali delle comunità interessate, affinché cogliessero la palla al balzo «Per garantire la presenza, nella sede del Consiglio regionale dei rappresentanti istituzionali delle nostre comunità, con la fascia tricolore… per garantire anche un certo numero di cittadini delle nostre Valli». E dava dettagliate indicazioni organizzative per fare dell’evento l’ennesima occasione per fomentare estemporanee diatribe, spargere inchiostro e ulteriori dissapori.
Sindaci o altri esponenti dei Comuni in fascia tricolore non si sono visti, ma l’assessore Pierpaolo Roberti, penso per puro e semplice buon senso, ha ritirato l’emendamento, cogliendo il senso strumentale di quelle rivendicazioni. Insomma, c’è un articolo della Costituzione che tutela le minoranze linguistiche (art.6), c’è una legge dello Stato che tutela la minoranza slovena (38/2001), c’è la legge regionale (26/2007) che regola la distribuzione degli aiuti finanziari a chi ne ha diritto. Bisogna rimboccarsi le maniche e, in base al lavoro documentato, chiedere ciò che spetta.
Clavora non deve preoccuparsi. Comunque non verranno dal mare serpenti mandati da qualche nume adirato, ma almeno così insieme cercheremo di salvare la nostra Troia assediata coll’aiuto di chi ce lo può dare. E usiamolo, senza remore e paure quel che lui chiama Natisoniano. È lo stesso dialetto sloveno che io uso da sempre nelle trasmissioni della Rai in lingua slovena e in ogni possibile occasione pubblica e privata. La lingua si salva usandola, non facendone un casus belli.
dal Dom del 30 luglio 2019

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