Ecco cosa serve per lo sviluppo turistico della Benečija

LA LETTERA Una struttura efficiente e organizzata è la premessa indispensabile al decollo di un’attività economica fondamentale
Giorno dopo giorno siamo subissati dalle fantastiche proposte- idee-progetti che faranno rifiorire la Benečija. Si accendono i fari, si da fiato alle trombe dell’informazione per annunciare la mirabolante iniziativa, che, inesorabilmente, si ridurrà ad un lumicino, per spegnersi rapidamente. Perché in tutte le attività, iniziative, progetti ci sono delle opportunità. ma anche dei rischi, dei potenziali fallimenti.
Questi ultimi non vengono mai analizzati. Mai che si dica: questo progetto è marginale, è una bufala, è fatto solo per far parlare di sé. Mai che si faccia l’analisi dei risultati. Quasi mai si danno indicazioni su come dovrebbero funzionare queste fantastiche proposte-idee-progetti. Ci penseranno altri, fuori dalla Benečija, visto che qui ormai non esiste più un luogo, un centro, una istituzione in cui si possa dibattere di problemi esistenziali, di proporre soluzioni reali. I nostri Comuni, per le loro dimensioni, sono fuori gioco e gli enti superiori – vedi UTI – ci vedono come pesi inutili. Per non parlare dei partiti.
Questa lunga premessa per arrivare ad un tema oggi molto dibattuto, specie nelle osterie: il turismo. Questa attività economica, una delle poche tra quelle che potrebbero dare concrete possibilità di posti di lavoro, non ha alcuna possibilità di svilupparsi se mancano le fondamenta minime indispensabili.
I turisti non arrivano se non li cerchi, e per fare questo devi avere un centro/ ufficio efficiente ed organizzato. Un ufficio turistico, che alcuni confondono con lo sportello


informativo, può essere solo pubblico, perché è molto costoso (e nessuno dei nostri comuni è in grado da solo di permetterselo) e abbisogna di finanziamenti pubblici importanti. Sono decenni che questo sistema funziona in tutte le zone turistiche. Perché invece di proporre idee strampalate non si studia, magari in poche settimane e a pochi chilometri, come funziona il turismo nella vicina Valle dell’Isonzo? Lì la crescita spettacolare è basata su sistemi semplici e consolidati: i comuni (che non sono microscopici) o le associazioni intercomunali (LTO) hanno un ufficio del turismo con personale qualificato, intraprendente e motivato, finanziato dal Governo e con gli introiti della tassa di soggiorno. La Benečija potrebbe beneficiare di questo ricco e vicino bacino, ma oggi nessuno se ne interessa.
In conclusione: i nostri Comuni da soli sono troppo piccoli per attivare un ufficio del turismo adeguato, ma non pensano neppure ad una soluzione associata. Ci si illude che i comuni di pianura, che hanno già le loro strutture funzionanti, si interessino di questi montanari. È una pia illusione, forse ci si dovrebbe ricordare di come è finito il vecchio consorzio Arengo (che si interessava del turismo delle Valli del Natisone). Dopo un avvio promettente è stato chiuso dopo la cooptazione di Cividale, che aveva preteso che a dirigerlo fosse proprio un amministratore della città.
Fabio Bonini

dal Dom del 31/08/2019

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