Incredibili possibilità e opportunità

Grande partecipazione sabato, 18 gennaio, al Kulturni dom di Kobarid in occasione del 50. Incontro d’inizio anno degli sloveni della provincia di Udine e del Posočje.
Moderato da Cecilia Blasutig e Matej Kavčič, l’evento è stato arricchito dalle poesie della pluripremiata Andreina Trusgnach nonché dai canti delle Buške čeče, del coro di Sv. Anton e del coro Fajna banda.
Quale oratore ufficiale è intervenuto il presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor, che ha esortato i presenti a concentrarsi sulle incredibili opportunità e possibilità offerte dalla zona transfrontaliera. Negli ultimi anni ci sono stati molti cambiamenti in meglio, anche se non tali da essere percepiti dagli abitanti sul territorio. Un po’ di delusione, quindi, può essere comprensibile. Tuttavia, ha proseguito il presidente, ogni volta che sopraggiunge lo sconforto bisogna continuare a impegnarsi per le future generazioni, coltivando la propria identità e l’identità europea nell’ambito della comune casa europea.
Portando al pubblico il valore e le criticità della collaborazione nella comune zona transforntaliera sono intervenuti anche il dirigente della scuola bilingue di San Pietro al Natisone, Davide Clodig, e il sindaco di Kobarid, Marko Matajurc.
Il presidente sloveno Borut Pahor, che già nel proprio intervento aveva messo in risalto il ruolo avuto in 50 anni dai Comuni di Bovec, Kobarid e Tolmin nel tessere legami con gli sloveni della provincia di Udine, ha conferito degli attestati di ringraziamento ai tre rispettivi sindaci, Valter Mlekuž, Marko Matajurc e Uroš Brežan.
Nell’ambito della manifestazione sono stati, inoltre, conferiti i due riconoscimenti Gujonovo priznanje. Ogni anno vanno a due singoli o organizzazioni della zona d’insediamento della minoranza slovena, impegnati nella vita culturale e sociale degli sloveni della provincia di Udine. Quest’anno il sindaco di Kobarid, Marko Matajurc, e l’ex prefetto di Tolmin, Zdravko Likar, li hanno consegnati a Ada Tomasetig, scrittrice e collaboratrice del Dom, e all’Istituto per l’istruzione slovena/Zavod za slovensko izobraževanje di San Pietro/Špietar, rappresentato da Igor Tull.
In conclusione di serata il Comune di Kobarid ha conferito un dono anche a Likar, a riconoscimento della sua opera e del ruolo ponte che ha giocato negli ultimi 50 anni da entrambe le parti dell’ex confine.
Il programma culturale si è concluso sulle note di Pojdem v Benečijo, cantata da Dante Cencig e da tutti i cori riuniti.

«Quest’incontro denota come tutti noi non siamo indifferenti al futuro di queste zone». Importante è anche il destino di lingua e cultura slovene e anche per questo va cercata una collaborazione nel campo dell’economia e del turismo. Ha esordito così il sindaco di Kobarid, Marko Matajurc, salutando i presenti all’incontro tra gli amministratori dell’alta Valle dell’Isonzo e della Slavia, i rappresentanti delle organizzazioni confederative della minoranza slovena, Sso e e Skgz, e il presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor. All’incontro, che si è svolto, sabato 18 gennaio, al municipio di Kobarid prima del 50. Novoletno srečanje, hanno presenziato anche la senatrice Tatjana Rojc, il console sloveno a Trieste, Vojko Volk, e il ministro per gli sloveni d’oltreconfine e nel mondo, Peter Jožef Česnik.
Il presidente sloveno, Borut Pahor, ha effettuato un bilancio degli ultimi 15 anni. «Abbiamo fatto parecchio e realizzato molte delle aspettative dei popoli sloveno e italiano ma mi sento di dire che avremmo potuto fare ancora di più». Le cose, però, dipendono dalla volontà, come quella espressa dalle stesse presenze all’incontro in municipio, ha proseguito Pahor: «Non ho chiesto il parere all’amico Mattarella, ma sono certo che sarà d’accordo con me se esprimo la gratitudine a tutti voi per tutto ciò che stiamo facendo in questo senso. M’incontrerò con lui giovedì e sarà mio piacere raccontargli di questo incontro». Le possibilità di sviluppo dipendono molto dalla comune atmosfera europea, in questo periodo caratterizzata dalle tematiche dei sovranismi e della Brexit. «Ogni volta che siamo presi dalla sfiducia e pensiamo di non poter fare più di tanto, in questi momenti dobbiamo ricordarci che abbiamo figli e nipoti», ha esortato Pahor.
A confermare la voglia di progetti comuni a nome dei sindaci da parte italiana è stato il sindaco di San Pietro al Natisone, Mariano Zufferli, che Pahor ha, tra l’altro, ringraziato per l’attenzione alla locale scuola bilingue. «Abbiamo la possibilità di gestire e realizzare progetti sotto il tetto comune della casa Europa. Per questa strada intendiamo continuare, per garantire un migliore futuro alle nuove generazioni. Il desiderio di collaborazione, progettazione comune e realizzazione comune d’iniziative c’è da tempo e sarà così anche nel futuro. Speriamo nel vostro sostegno e nel sostegno della Regione».
Oltre a auspicare la valorizzazione del territorio attraverso i finanziamenti europei, la senatrice Rojc ha espresso il bisogno di creare sul territorio una scuola superiore bilingue, che offrirebbe una nuova forma di sviluppo per queste valli. A Pahor Rojc ha chiesto, inoltre, di mettere al corrente il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, delle aspettative della comunità slovena circa una rappresentanza parlamentare garantita.
continua in sloveno

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