24 gen 2019

SLAVISMI NELLA TOPONOMASTICA

Gradisca di Spilimbergo
Gradisca di Spilimbergo, Passarizza, Postoncicco e Redenzicco
Colonie slave sul Tagliamento non lontano da Spilimbergo
Credibile risulta collegare i toponimi a un’immigrazione basso medievale slovena da un Canal del Ferro ancora quasi interamente slavofono
Maurizio Puntin
GRADISCA
Gradisca di Spilimbergo-Pn /fr.
Gradìscja) - 1342 Matias quondam Grisey de Gradischa; 1343 Galmarius de Gradisca; de Gradischa de ultra Tulumento; 1345 quondam Losiç de Gradischa; Petrus dictus Vuassinith … de Gradischa (BS nn. 39, 69, 118, 162). Almeno una decina i toponimi di questa serie in regione, con base grad ‘castello’ ma anche ‘vallo di un castelliere’, ‘zona recintata’ ecc. (B I: 196). Secondo alcuni la forma slovena originale sarebbe gradištje ( gradíšče, P I: 243). Secondo altri un’originaria aggettivizzazione gradíška ‘possessi di un castello’ o ‘terreni racchiusi da un recinto’, che sarebbe confermata da tutte le dizioni storiche friulane ( Gradiscja, Grediscje con – ca- palatalizzato). Per questa seconda ipotesi cfr. toponimi come Gradiška in Slovenia, Nova e
Stara Gradiška in Croazia, Bosanska Gradiška in Bosnia. Gradisca di Spilimbergo ha toponimi interni antichi come Tarnicis (sec. XVI, da slavo *Trnice ‘spineto’)..
PASSARIZZA
Passarizza in comune di Codroipo- Ud – 1300 quinque mansos in villa Pasarize; item unum sedimen molendini et unam silvam in dicta villa Pasarize (dP: 129). Villaggio scomparso (forse durante le scorrerie turche) da situarsi forse a nord-ovest di Codroipo. Sembra che si possa aggiungere alla serie individuata e spiegata dal Torkar (Torkar 2007): Passariano (1200 Presewrian di Lonca), Persereano (fr. Passariàn) e Perserean di Campolongo. Da un’antica base slava *syr- ‘palude, prato umido’, con preposizioni locative ( Pre, Po) e formanti diminutive (- ica; *Posyrica). Nel caso invece dei vari *Preserjan- si tratta di antichi suffissi (- jane / - jani) indicanti un insediamento, all’incirca ‘coloro che abitano presso una realtà indicata dall’elemento precedente’: es. Tapogliano da un Topoljane ‘quelli che stanno presso un pioppeto’. Ma per Passarizza risulta plausibile anche una seconda ipotesi, *Pozariza ( Požârica), da una voce slov. požâr ‘incendio’ (P II: 206), allusiva dell’antica pratica del debbio su terre da dissodare.
POSTONCICCO
Postoncicco è una frazione di S. Martino al Tagliamento-Pn (fr. Pustunçìc) – 1204 Postonzichi; 1290 Pustinzich (CHD: 675); 1344 Amicus de Pustuncicho (BS n. 98). Da una forma originaria slava romanizzata
*Pustenza + suffisso - ik (< pustinica, pustina; B II: 128-29). Per la base cfr. sloveno pûst ‘deserto, abbandonato, incolto’ (P II: 364), che si continua nell’aggettivo friulano pustòt ‘terreno abbandonato’, molto frequente nella vecchia toponomastica regionale.
REDENZICCO
Redenzicco è una frazione di Sedegliano- Ud (fr. Ridinçìc) – 1268 in Ridincicho; 1300 in villa de Redenzich

 Dom del 20-12-2018
(CHD: 727); 1342 decimas scitas in villa Ridicichi (BS n. 39).
Come nei casi precedenti di Postoncicco e Bonzicco la pronuncia friulana con formante -ìc intatta non permette la riproposizione di ipotesi del tipo dei prediali latini in -icum (oggi con esito friulano -ì, -îs, -ìns).
Il nome del paese sul Tagliamento si spiega bene invece con la base nominale slava Rado. Da confrontare con l’antico idronimo della Franconia, di epoca carolingia, Radenz (nei documenti erano nominati i Winidi / Slavi del fiume Radenz, in una regione poi germanizzata - Pritsak: 390), i toponimi Radenci, Radenski vrh, Radenščica
( potok) in Slovenia, Radenići, Radenčići in Croazia, ecc (2 – fine)
BIBLIOGRAFIA E ABBREVIAZIONI B = Bezlaj F., Slovenska vodna imena, I e II, Ljubljana, 1956, 1961.
BS = Bortolami S. (a cura di), Spilimbergo medioevale Dal libro di imbreviature del notaio Supertino di Tommaso (1341 – 1346), Sequals. CHD = Cinausero Hofer B., Dentesano E., Dizionario toponomastico. Etimologia, corografia, citazioni storiche, bibliografia dei nomi di luogo del Friuli storico e della Provincia di Trieste, Palmanova, 2011.
dP = Di Prampero A., Glossario Geografico Friulano, dal VI al XIII secolo, Venezia, 1882.
DV = De Vitt F. (a cura di), Il Registro battesimale di Gemona del Friuli 1379-1404, Tavagnacco, 2000.
KA = Kronsteiner O., Die alpenslavischen Personennamen, Wien, 1981.
P = Pleteršnik M., Slovensko – nemški slovar, I e II, v Ljubljani, 1894.
Pritsak O., The Slavs and the Avars, in Gli Slavi occidentali e meridionali nell’alto medioevo, Settimane del Centro ital. di studi sull’alto medioevo, XXX (Spoleto, 1982), Spoleto, 1983: 353-435.
Puntin M., A proposito dell’assimilazione delle colonie slave medievali nel Friuli centrale: il caso di Turrida di Sedegliano, in Sot la Nape, 1-2, 2006: 37-42.
Puntin M., La prima colonizzazione slava del Friuli nella toponomastica, in Dom, nn. 17, 18, 19, 20, 21, Cividale del Friuli, 2009: p. 3.
Torkar S., Toponim Preserje in slovansko-romansko prepletanje pripon -jane in - anum, in “ Merkujev zbornik”, Ljubljana, 2007: 481-492.
Wiesflecker H., Die Regesten der Graefen von Goerz, I Band, II Band, 1949, 1952.


23 gen 2019

»S projekti glejmo 30 let naprej« »Servono progetti per 30 anni e più«


22 gen 2019

Cinema sloveno, tanti i progetti per il 2019

La direttrice del Centro sloveno per la cinematografia Nataša Bučar ha presentato recentemente i progetti per il 2019. Otto i film di cui inizieranno le riprese e due i documentari in programma. Nove sono le pellicole che dovrebbero essere terminate, tra cui il film del regista sloveno di Trieste Martin Turk ed il lungometraggio di Gregor Božič “Zgodbe iz kostanjevih gozdov (Storie dai boschi di castagne)”, girato nelle Valli del Natisone. Quattro invece i film che andranno in distrubuzione, tra cui “Izbrisana” di Miha Mazzini, in programma anche stasera 21 gennaio al Trieste Film Festival. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Mazzini, che racconta la vicenda dei Cancellati sloveni attraverso gli occhi di una madre nubile, Zala (Ana nel film), che nel 1992, alla clinica di maternità di Lubiana, dove si è recata per partorire, scopre di non fare più parte del sistema informatico e quindi di non esistere ufficialmente. Né lei né il suo bambino appena nato esistono nei documenti di nessun paese. È il destino di oltre 25 mila sloveni nati nel posto sbagliato, in un paese disintegrato. L’anno scorso Bottega Errante ha pubblicato il libro di Mazzini in lingua italiana nella traduzione di Michele Obit.
http://novimatajur.it/cultura/cinema-sloveno-tanti-i-progetti-per-il-2019.html

La palestra di arrampicata a San Leonardo

palestra di San Leonardo
VALLI DEL NATISONE
Una struttura che rappresenta un’opportunità di valorizzazione di tutto il territorio
La palestra di arrampicata di San Leonardo è nata a cavallo tra 2011 e 2012 grazie all’iniziativa di più associazioni sul territorio che si sono radunate e su richiesta della precedente amministrazione del sindaco Giuseppe Sibau che ha dato la disponibilità di un contributo per la costruzione ex novo della struttura. Alcuni anni è rimasta chiusa. L’attuale amministrazione del sindaco Antonio Comugnaro, a sua volta, continua a credere molto nell’iniziativa, tant’è che ha destinato importanti risorse all’ampliamento della palestra, con 18 nuove vie tracciate durante la pausa natalizia, per un numero totale di itinerari giunto a 55.
«La palestra di arrampicata farà conoscere tutto il territorio delle Valli – ha spiegato il sindaco Comugnaro – perché diventerà, anche grazie alle innovazioni che abbiamo apportato ultimamente, una delle strutture più attrezzate del Friuli Venezia Giulia. Se toccheremo delle presenze importanti potremo avere delle soddisfazioni ». Il sindaco ha concluso notando come si debba cercare di puntare su quelli che possono essere gli interessi delle persone, tra i quali anche quelli sportivi.
Il direttore tecnico è la guida alpina, Massimo Laurencig: «Si tratta di una palestra attrezzata solamente per l’arrampicata, l’unica altra in regione si trova a Codroipo». L’arrampicata può essere di tipo Lead o Boulder, ossia con l’impiego della corda o meno; può essere anche di tipo Speed, per misurare la velocità impiegata ad arrivare in cima a un tracciato. In Regione sono presenti molte sale Boulder – alte non più di 4 m, arrivati in cima si salta sul materasso – e qualche palestra di arrampicata con la corda in verticale: una a Tarvisio, una a Codroipo, a Trieste ve ne sono due; solo quelle di san Leonardo e di Codroipo, però, sono costruite appositamente per l’arrampicata, a Tarvisio e a Trieste sono ospitate nei palazzetti sportivi. Laurencig, incaricato di occuparsi dell’ampliamento, ha iniziato con delle ricerche di mercato, facendosi fare dei preventivi, e trovando poi un’azienda disponibile a procedere a un ampliamento a lotti. Nella palestra vengono organizzati anche corsi: per tenersi informati sulle attività che vi si svolgono, oltre alla pagina Facebook – Valli del Natisone Climbing –, si può consultare il sitowww.vallidelnatisoneclimbing. it. Nelle strutture Indoor i corsi sono a cadenza trimestrale, quelli autunnali cominciano a ottobre e finiscono a dicembre; dopo una pausa invernale, si riprende in primavera, da marzo fino a maggio. Nella sessione invernale si fa solo Indoor,ossia solo arrampicata sportiva; nella fase primaverile si fa Indoor in abbinamento alle uscite sulle falesie naturali.
«Per anni io ho dovuto fare chilometri per raggiungere palestre attrezzate – ha spiegato Laurencig –. Questa palestra nasce in primis per il territorio, per le persone rimaste nelle Valli. So cosa vuol dire dover percorrere lunghe distanze per poter assecondare una passione, la palestra più vicina la avevo a Sesto in Pusteria. Si tratta di dare una possibilità di aggregazione in più ai ragazzi».
La palestra di San Leonardo ha raggiunto un buon afflusso di gente, che però viene per lo più da fuori perché nelle Valli non è presente una sviluppata cultura di arrampicata. «Per far conoscere questo sport ai nostri ragazzi organizziamo corsi con le scuole – ha raccontato Laurencig –. Nell’estate 2018 abbiamo tenuto un centro vacanze. I corsi di quest’anno sono stati prevalentemente orientati ai ragazzi, per capire a chi poteva piacere e per poi poter coltivare «la materia prima».
«Voglio sottolineare ciò che il sindaco Comugnaro ha fatto, non so chi altro avrebbe avuto il suo coraggio – ci ha tenuto a dire Laurencig –. A Tolmezzo hanno una sala Boulder, ma, nonostante siano molti gli interessati, non riescono a farsi concedere degli spazi dal comune».
Veronica Galli
dal dom del 15-01-2019

Eventi

Izlet v Slovenijo/Gita in Slovenia

2 Febbraio 2019 - 06:00

>> KMEČKA ZVEZA
>> v saboto, 2. febrarja,
parpravja izlet v Slovenijo, ob sejmu kmetijske in gozdarske opreme Agritech v Celju. Za informacije in de bi se upisal’, pokličite od pandiejka do sabote, od 8.30 do 12.30, na 0432 703119 al’ pišite mail na kz.cedad@libero.it.
>> KMEČKA ZVEZA
>> sabato, 2 febbraio,
organizza una gita in Slovenia alla fiera di attrezzature agricole e forestali Agritech a Celje. Per informazioni e iscrizioni, chiamate da lunedì a sabato, dalle 8.30 alle 12.30, lo 0432 703119 o scrivete una mail a kz.cedad@libero.it.

La Regione per la scuola plurilingue-Dežela FJK za večjezični pouk


A. Rosolen, I. Gabrovec e W. Bandelj alla scuola di Ugovizza/A. Rosolen, I. Gabrovec in W. Bandelj v ukovški šoli
Lingue e internazionalità, sport e natura. Secondo l’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen, bisogna scommettere su questi tre punti di forza per evitare il declino della montagna in Valcanale e Canal del Ferro. Rispetto alla conoscenza delle lingue, durante la visita di lunedì, 14 gennaio, ai plessi di Pontebba, Ugovizza/Ukve, Tarvisio/Trbiž e Tarvisio Centrale, l’assessore ha potuto constatare con mano la bontà dei metodi di insegnamento delle lingue minoritarie nell’ambito dell’Istituto omnicomprensivo di Tarvisio.
Nel corso della mattinata, l’assessore Rosolen ha incontrato i rappresentanti delle locali amministrazioni comunali, tra cui il sindaco di Pontebba, Ivan Buzzi, col vicesindaco Sergio Buzzi e l’assessore alla cultura Arianna Donadelli, il sindaco di Malborghetto-Valbruna, Boris Preschern, gli assessori all’istruzione di Malborghetto-Valbruna/Naborjet-Ovčja vas e Tarvisio, Alberto Busettini e Barbara Lagger, il dirigente dell’Istituto omnicomprensivo di Tarvisio, Antonio Pasquariello, diversi membri del corpo docente e alcuni rappresentanti dei sodalizi delle minoranze slovena e tedesca, Don Mario Cernet e Kanaltaler Kulturverein.
Hanno partecipato alla visita anche il presidente della Confederazione delle organizzazioni slovene-Sso, Walter Bandelj, il consigliere regionale Igor Gabrovec, nonché, per un saluto nel plesso di Ugovizza, il vicepresidente del Consiglio regionale, Stefano Mazzolini.
Durante la mattinata, Rosolen ha anticipato alcuni dei temi rispetto a cui la Regione intende attivarsi per ottenere dallo Stato più attenzione per il plurilinguismo della zona. Più attenzione, in Valcanale, è chiesta dalla stessa comunità locale, che per i propri figli ogni anno si avvale quasi all’unanimità dell’insegnamento delle lingue del territorio.
Nel plesso di Ugovizza, l’assessore Rosolen ha potuto conoscere da vicino la sperimentazione plurilingue lì giunta al secondo anno di svolgimento – col concreto sostegno del Comune di Malborghetto-Valbruna e in collaborazione coi sodalizi delle comunità linguistiche tedesca e slovena. Sulla scuola trilingue, l’assessore intende richiedere al ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, il riconoscimento della sperimentazione.
Con gli 80.000 euro a valere sulla legge di tutela della minoranza linguistica slovena previsti dalla legge di stabilità, prevedibilmente da febbraio, la sperimentazione plurilingue sarà estesa anche all’ultimo anno delle scuole d’infanzia di Camporosso/Žabnice, Tarvisio/Trbiž e Tarvisio Centrale e alle classi prime delle scuole primarie di Tarvisio e Tarvisio Centrale; a Pontebba, invece, nel corso dell’anno scolastico 2019-2020, sarà potenziato l’insegnamento del tedesco.
Nella nuova legge regionale sull’istruzione, l’assessore Rosolen intende inserire un articolo che stabilizzi la sperimentazione già in atto – con la partecipazione comune degli organismi delle comunità slovena, tedesca e dei fondi per la lingua friulana. L’operazione sarebbe condotta di concerto con l’assessore alle Identità linguistiche, Pierpaolo Roberti, e con l’aiuto del consigliere regionale Igor Gabrovec, in un’ottica trasversale.
Nel corso della mattinata gli assessori Busettini e Lagger hanno ricordato la grande opportunità che una scuola plurilingue rappresenterebbe per gli allievi, mentre il sindaco di Malborghetto-Valbruna, Boris Preschern, ha sottolineato la sua importanza per salvare l’identità locale: «Le nostre lingue stanno scomparendo velocissimamente e chiediamo alla Regione Friuli Venezia Giulia e al ministero dell’Istruzione, università e ricerca un intervento».
In alcuni ambienti gira ancora voce che l’insegnamento plurilingue non esista, ma Preschern e Bandelj hanno ricordato come, già da alcuni anni, esista in Val di Fassa. La sperimentazione linguistica della Valcanale ne rappresenta un’implementazione. (Luciano Lister)
Po deželni odbornici za šolstvo Alessiji Rosolen naj bi na gorskem območju Kanalske in Železne doline morali staviti na jezike in mednarodnost, šport in naravo. Rosolenova se je v ponedeljek, 14. januarja, mudila v Kanalski dolini, da bi obiskala šolska poslopja na Tablji, v Ukvah, na Trbižu in na Centralnem Trbižu. Še posebej je lahko ugotovila, kako se otroci v okviru Večstopenjskega zavoda Trbiž naučijo domačih jezikov. Na Tablji so nanjo v šoli čakali župan Ivan Buzzi, podžupan Sergio Buzzi in odbornica za kulturo Arianna Donadelli; v Ukvah sta nanjo čakala župan Boris Preschern in odbornik za šolstvo Alberto Busettini; na Trbižu pa še odbornica za šolstvo Barbara Lagger z ravnateljem Albertom Pasquariellom.
Rosolenova je v okviru dopoldneva v Kanalski dolini lahko tudi spoznala učno osebje in predstavnike društva nemško govorečih Kanaltaler Kulturverein ter slovenskega Združenja Don Mario Cernet.  Obiska so se udeležili tudi predsednik Sveta slovenskih organizacij Walter Bandelj in deželni svetnik Igor Gabrovec ter podpredsednik deželnega sveta Stefano Mazzolini.
Rosoloneva je namignila na strategijo, ki jo bo Dežela izbrala, da bi pritegnila večjo pozornost Države na domačo večjezičnost. V Kanalski dolini že leta skoraj vsi starši prijavljajo otroke k pouku domačih jezikov, zato lahko upravičeno govorimo o želji po pozornosti, ki prihaja s teritorija. Rosolenova je spomnila, kako sta v okviru deželnega proračuna za leto 2019 deželni odbor in deželni svet Furlanije Julijske krajine z amandmajem odobrila financiranje, da bi zagotovila nadaljevanje in širitev poskusnega večjezičnega pouka.
Tako naj bi ga že februarja uvedli v otroške vrtce v Žabnicah, na Trbižu in na Centralnem Trbižu in v prve razrede osnovnih šol na Trbižu in na Centralnem Trbižu. V okviru projekta bi med drugim v naslednjem šolskem letu okrepili poučevanje nemščine v šolskih poslopjih na Tablji. Vse to bo omogočil zaščitni zakon za slovensko manjšino, na podlagi katerega so Medobčinski teritorialni uniji za Železno in Kanalsko dolino podelili prispevek v višini 80.000 evrov, da bi v okviru Večstopenjskega zavoda Trbiž poučevali jezike.
Odbornica Rosolenova bo prosila za uradno priznanje večjezičnega eksperimentiranja v okviru Trbiškega večstopnejskega zavoda italijanskega ministra za izobraževanje Marca Bussettija. V novi deželni zakon o šolstvu namerava pa za zdaj vnašati člen, ki bo učinkoval tako, da bo večjezično ekperimentiranje postalo stalno – sicer v sodelovanju z organi slovenske in nemške skupnosti in s podporo sredstev za furlanski jezik.
Pobudo bodo izvedli v sodelovanju z odbornikom za jezikovne identitete Pierpaolom Robertijem in s pomočjo deželnega svetnika Igorja Gabrovca.

20 gen 2019

Ob respectum gentium barbarorum – La Slavia veneta Massimo Zoppi

Ob respectum gentium barbarorum – Per timore delle barbare genti / La Slavia veneta 1420-1797
Čedad – Cividale del Friuli 2012
Editore: Most società cooperativa a r.l.
Pagine: 185
Prezzo: 12,00 euro
Il libro è in italiano.
Eravamo convinti che sull’autonomia della Slavia sotto la Repubblica di Venezia fosse stato già ricercato e scritto tutto il possibile, a partire da Carlo Podrecca alle ultime tesi di laurea e gli interventi ai Beneški kulturni dnevi. Invece no: sotto questo aspetto c’è ancora tanto di nuovo nel volume di Massimo Zoppi «Ob respectum gentium barbarorum – Per timore delle barbare genti / La Slavia veneta 1420-1797», edito dalla cooperativa Most di Cividale. C’è di nuovo non tanto nel delineare i tratti fondamentali dell’impianto istituzionale dell’autonomia e dei privilegi goduti dagli Schiavoni in quei 377 anni di dominio veneto, quanto nella messe di fonti provenienti dagli archivi di Stato di Venezia e di Udine e da pubblicazioni, anche antiche, che fin qui sono rimaste sconosciute o inaccessibili ai cultori e ricercatori di storia locale.
La struttura dell’opera (che ha avuto origine dalla tesi di laurea discussa dall’autore all’Università di Padova con il prof. Jože Pirjevec) è alquanto lineare e allo stesso tempo complessa, arricchita com’è da appendici ad ogni paragrafo che riportano documenti, tabelle, prospetti ed approfondimenti della ‘narrazione’ sviluppata nei testi dei capitoli.
Il volume si apre con il corposo capitolo «Diritti, privilegi e immunità» nel quale vengono approfondite l’origine e la funzione della gastaldia di Antro, di origine longobarda confluita poi in quella di Cividale nel XVI secolo, delle vicinie paesane, della vicinia grande e dell’arengo della Schiavonia, che rappresentano i tre gradi dell’autonomia amministrativa, delle giurisdizioni private acquisite solitamente da ricchi borghesi o nobili cittadini, delle investiture, in particolare quelle concesse a Clemente Gallanda nel 1626 che contemplavano le Banche di Antro e Merso, ma anche quella di Drenchia, la quale giudicava in «prima istanza civile, e criminale nei casi lievi». Nello stesso capitolo vengono approfonditi i temi delle esenzioni da tributi, servitù e prestazioni d’opera da parte dei sudditi della Schiavonia e degli obblighi da essi dovuti nei confronti di Cividale o di provvedere alla manutenzione della strada del Pulfero. Alquanto approfondito e documentato è il paragrafo dedicato ai giudizi esercitati dalle Banche di Antro e di Merso, la cui istituzione, funzioni e prerogative sono di molto antecedenti all’estensione del dominio veneziano sul Friuli e la Schiavonia come testimoniano i verbali dei processi tenuti ad Antro nel 1306 e nel 1401. Ai giudizi delle Banche si aggiungevano quelli dei giurisdicenti privati, che però si limitavano alle cause civili e penali con l’esclusione dei reati capitali.
Il capitolo secondo, più breve rispetto agli altri, parla del territorio, della popolazione e delle risorse prodotte nella Schiavonia. Per avere un quadro esauriente della situazione demografica, della ripartizione del suolo risultano molto utili le tabelle riportate in appendice al capitolo. I dati, «in sostanza – scrive Zoppi – mostrano una miseria meno disperata di quella del resto del Friuli, certamente grazie al commercio ambulante, un’attività simile a quella dei cramârs carnici, che alcuni indizi lascerebbero supporre fosse svolta sin dal medioevo» (p. 90).
La novità maggiore del volume è rappresentata dal capitolo terzo dal titolo «Difesa del confine», difesa che caratterizzò profondamente la storia degli Schiavoni e per certi versi fu all’origine e condizionò il particolare trattamento ‘privilegiato’ di questa comunità da parte delle autorità veneziane. Nel primo paragrafo vengono trattate le questioni relative alla strada del Pulfero e degli altri accessi – Luico, Clabuzzaro, Clinaz e San Nicolò – che portavano nelle valli dell’Isonzo e dello Judrio, alle fortificazioni, che in realtà non assunsero mai dimensioni e funzioni importanti, e al confine, che venne definitivamente tracciato nella seconda metà del XVIII secolo. La Schiavonia forniva duecento uomini per la sorveglianza dei cinque passi che portavano in territorio austriaco e questa incombenza rappresentava, per certi versi, il ricambio per i ‘favori’ che la Serenissima assicurava attraverso i ‘privilegi’ e le esenzioni dalle tasse. Interessante, infine, il capitolo dedicato alle battaglie che si svolsero nella Schiavonia o alle quali parteciparono i suoi uomini in armi. In particolare viene ricordata la resistenza del fortino di Robič all’assalto dei Turchi il 23 luglio 1478. In una ducale del 1492 il doge Barbarigo, in riferimento a questo fatto d’armi, conferiva agli Schiavoni il titolo di ‘fidelissimi’ e confermava loro le immunità affinché continuassero a vigilare il confine, come recita il titolo del volume, «ob respectum gentium barbarorum».

Massimo Zoppi
Ob respectum gentium barbarorum – Per timore delle barbare genti / La Slavia veneta 1420-1797
Čedad 2012
Založba: Most società cooperativa a r.l.
185 str.
Cena: 12,00 evrov
Publikacija je v italijanščini.
Mislili smo, da so že raziskali in napisali marsikaj o Benečiji pod Beneško republiko – ob upoštevanju raziskav Carla Podrecce, zadnjih diplomskih nalog in posegov v okviru Beneških kulturnih dnevov. Pa ne: s tega vidika je še marsikaj novega v knjigi Massima Zoppija z naslovom »Ob respectum gentium barbarorum – Per timore delle barbare genti / La Slavia veneta 1420-1797« (»Ob respectum gentium barbarorum – Iz bojazni pred barbarskimi ljudstvi / La Slavia veneta 1420-1797«), ki jo je izdala čedajska Zadruga Most. Marsikaj novega ni v orisanju temeljnih značilnosti institucionalne strukture avtonomije in privilegijev, ki so jih v 377 letih Benečani uživali pod oblastjo Beneške republike. Marsikaj novega je v obširnem številu virov, ki je bilo na razpolago iz državnih arhivov v Benetkah in Vidnu ter iz starodavnih publikacij, ki so doslej ostale neznane ali nedostopne raziskovalcem in gojiteljem na področju domače zgodovine.
Struktura publikacije (ki je nastala na podlagi diplomske naloge, s katero je avtor diplomiral na Univerzi v Padovi pod mentorstvom profesorja Jožeta Pirjevca) je precej linearna a tudi zapletena, saj jo obogatijo razni dodatki k vsakemu odstavku, ki vsebujejo dokumente, tabele, preglede in poglobitve “pripovedovanja”, ki se odvija po besedilu v treh poglavjih.


V začetku obravnava knjiga v prvem obširnem poglavju pravice, privilegije in imunitete (»Diritti, privilegi e immunità«). Drugo poglavje obravnava ozemlje, prebivalstvo in dobrine iz Benečije. Tretje poglavje pa obravnava obrambo ob meji, zaradi katere je domača skupnost uživala privilegije s strani osrednje oblasti v Benetkah.

ultimo post

auguri