5 dic 2019

V Podpolici po kampu odprli še prenovljen gostinski lokal



Potem ko so v Podpolici pri Podbonescu avgusta po dveh letih končno spet odprli kamp ob Nadiži, so danes, 4. decembra, odprli še bližnji gostinski lokal, ki so ga medtem prenovili. Kamp in lokal bo upravljal Evgen Marcola, ki že več let uspešno vodi Kamp Nadiža v Podbeli pri Kobaridu. Zbrane na odprtju sta poleg upravitelja nagovorila še podboneški podžupan Mirko Clavora in župan Kobarida Marko Matajurc, pristona pa sta bila tudi župan Sv. Lenarta Antonio Comugnaro in nekdanji načelnik Upravne enote Tolmin Zdravko Likar.

http://novimatajur.it/senza-categoria/v-podpolici-po-kampu-odprli-se-prenovljen-gostinski-lokal.html

3 dic 2019

Tečaj slovenščine za odrasle v Vidnu - Da lunedì corso di sloveno a Udine


V ponedeljek, 9. decembra, ob 20. uri bo stekel brezpalčni tečaj slovenskega jezika za odrasle v Vidnu. Obvial se bo v dvorani zadruge Beivars (ulica Bariglaria 224). Združenje Blankin, ki je organizator tečaja, vabi vse, ki jih pobuda zanima, da se prijavijo na elektronski naslov blankin@dom.it ali pokličejo na telefonsko številko 0432732500 (od ponedeljka do petka med 8.30 in 16.30). Tečaj bo potekal do konca maja ob ponedeljkih med 20. in 22. uro v župnjiski dvorani v kraju Godia. Za dodatne informacije je na razpolago Rino Laurencig, mobilni +39 3387409132, elektronska pošta laurencig@alice.it.
Conoscere la cultura, la storia, le tradizioni slovene, l’ambiente e la vita quotidiana come elemento di valore interculturale. Scoprire gli innumerevoli punti di contatto con le nostre radici storiche. Il tutto con l’opportuno supporto linguistico dello sloveno, che è anche una delle lingue minoritarie del Friuli Venezia Giulia. Inizierà a Udine lunedì 9 dicembre, alle 20, nella sala della Cooperativa Beivars (via Bariglaria 224) il corso di lingua e cultura slovena per adulti organizzato dall’ associazione don Eugenio Blanchini. Per le adesioni gli interessati possono rivolgersi all’indirizzo di posta elettronica blanchini@dom.it o telefonare al 0432732500 (dal lunedì al venerdì tra le 8.30 e le 16.30). La partecipazione è gratuita. Per ulteriori informazioni si può contattare  Rino Laurencig (+39 3387409132 – laurencig@ alice.it).

La Costituzione sconosciuta - Ne poznajo italijanske ustave


Non è per entrare in dirompenti questioni politiche, ma su un argomento particolarmente dibattuto come quello sulla proposta di una nuova legge per la cittadinanza, ovviamente, «italiana», una qualche riflessione non pare priva di senso. Come prima questione va osservato quanto i cittadini de facto italiani, sappiano cosa significhi essere cittadini italiani ed abbiano un’idea almeno approssimativa su chi, come persona, è portatore di questo diritto, cui conseguono anche i relativi doveri. Chiunque sbraiti, più o meno a vanvera, su questo concetto dovrebbe fare il minimo sforzo di leggere i primi articoli della nostra ignorata Costituzione, che è il vangelo laico cui dovrebbe uniformarsi. Quando uno mi chiede se sono sloveno «o» italiano, ad esempio, per via di quell’ «o» dimostra la totale ignoranza delle basi della sua barcollante cittadinanza, per non avere neppure visto da lontano gli articoli 2 e 3 della Costituzione, che, guarda caso, sono definiti fon-da-men-ta-li.
L’art. 2 «riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali» e l’art. 3 afferma che «tutti hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».
E l’articolo non si ferma lì, specifica e ribadisce
ben altro ancora che dovrebbe essere preso in debita considerazione. Eclatante, a questo riguardo, lo strafalcione del noto polemista, ben identificabile dall’epiteto «capra» attribuito a ripetizione a malcapitati di diverso parere dal suo. Secondo lui il «cittadino Balotelli» – e lasciamo perdere altri connotati e ruoli – non corrispondendo ai suoi particolari canoni di italianità, «è cittadino del nostro Stato, (sic!) ma non è italiano!».
Credo che Sgarbi conosca gli articoli fondamentali della Costituzione, ma ciò non gli impedisce di fare banali discriminazioni, come volesse impostare una graduatoria per definire a modo suo l’italianità. Un sofisma malefico il suo. Se proprio si volesse creare ad arte una classifica, la si dovrebbe impostare sulla fedeltà dell’«italiano» ai suoi doveri civici, «doveri inderogabili di solidarietà politica economica e sociale» (art. 2). Perché addirittura «compito della Repubblica è rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana » (art. 3).
Citazioni, queste, che andrebbero lette e meditate, soprattutto dai mestatori dei social media, che troppo spesso, proprio dal mezzo stesso, dimostrano che manca loro la base linguistica, la quale, guarda caso, sarebbe uno dei tratti distintivi dell’appartenenza all’italianità.
E qui vorrei aprire un argomento correlato, che è oggetto attuale di dibattiti spessissimo fuorvianti: lo jus culturae. Oggi, un bimbo nato in Italia da genitori non cittadini italiani, può richiedere la cittadinanza solo al compimento si 18 anni, ma tutti vissuti in loco. Qui vale lo jus sanguinis, il diritto è di chi nasce da cittadini italiani. Punto. E che ce ne facciamo dei nati altrove, ma viventi qui, studenti qui, bisognosi di quanto serve per vivere qui degnamente come ogni uomo ha diritto? Niente. Stati come gli USA attuali hanno lo jus soli, secondo cui chi nasce in territorio statunitense diviene cittadino per diritto. Perché è nato lì. Da noi si rifletteva su queste cose già tempo addietro, ma la perdurante ventata politica anti-immigratoria, fomentata ad arte come da venti boreali di stravolgimento del reale, da mistificazioni di fatti e di dati statistici, lascia presagire battaglie preelettorali tutt’altro che rispondenti a parametri di pacatezza, onestà o oggettività. In una politica malata avviene come per le temperature, ma esasperato come fenomeno sociale, vale a dire, ciò che si vuole suscitare nella gente è la sensazione non il dato di fatto: temperatura 25 gradi, percepita 30°. Il diverso, per pelle, lingua, scelta politica, religione e quant’altro, non è visto per quello che è oggettivamente: magari figlio, adottato da genitori italiani – ma essendo nero, mulatto, orientale, magari sloveno o indiano, viene identificato come pericoloso, inaffidabile, delinquente, stupratore e assassino, come l’avesse stampato in fronte. Basta una qualche evidenza di diversità e parte subito, senza alcuna riflessione, l’istinto di difesa e di offesa del branco. C’è molto da riguadagnare in dignità proprio dai cittadini italiani che si definiscono doc.
Una revisione della legge sulla cittadinanza, comunque, è necessaria, visti i tempi storici, le convulsioni economiche, politiche e militari di questi tempi duri, constatata anche la débâcle demografica dei nostri cittadini nudi e puri. Le proposte politiche di un governo costantemente in bilico di caduta rovinosa, proprio in ragione di questo pericolo – ed in ciò concordo con il filosofo Cacciari – vista la probabile malparata, tanto vale che faccia qualcosa di coraggioso, di forte, di eclatante, ma che metta pure realmente in crisi le coscienze, con un ultimo atto di coraggio. Coraggio diverso da chi ostenta gesti e parole che ogni momento cozzano violentemente contro la vera nozione dell’Italianità – con la I maiuscola, quella della Costituzione, del buon senso, della pacificazione, del dialogo e della collaborazione auspicati dal Papa, dal Presidente della Repubblica (Sergio Mattarella nella foto) e da tutte le persone che non hanno perso la vera dignità dell’italianità fondata sui valori umani e cristiani.

La Regione con la scuola plurilingue

Regionalizzare il sistema scolastico o elaborare e sottoscrivere un accordo quadro tra tutti gli enti coinvolti, che possa fare da cappello al progetto d’insegnamento plurilingue. Oppure entrambi. Queste sono le proposte emerse alla seconda riunione della Commissione scientifica internazionale per una scuola plurilingue in Valcanale, che si è svolta nella sala consiliare del Comune di Tarvisio/Trbiž lunedì 25 e martedì 26 novembre.
Alla riunione hanno presenziato i membri della commissione Alexandra Krause dell’Università di Vienna, Davide Zoletto dell’Università di Udine e Walter Tomada del Centro di documentazione sull’insegnamento della lingua friulana. Assente per altri impegni, invece, il membro dell’Università di Lubiana (nonché presidente del Centro culturale sloveno Planika), Nataša Gliha Komac.
La riunione, che ha rappresentato un’occasione per delineare lo stato dell’arte relativamente alla sperimentazione d’insegnamento plurilingue nell’ambito dell’Istituto omnicomprensivo di Tarvisio, ha visto anche la partecipazione dei promotori, gli assessori alla cultura dei Comuni di Tarvisio e Malborghetto-Valbruna, Barbara Lagger e Alberto Busettini, della dirigente dell’Istituto omnicomprensivo di Tarvisio, Doris Siega, delle insegnanti Donatella Sacchet e Annamaria Tributsch, che hanno presentato una panoramica delle attività svolte finora e delle loro ricadute e criticità, nonché Walter Bandelj, presidente della Confederazione delle organizzazioni slovene-Sso. Per l’anno scolastico in corso, grazie a un contributo di 80.000 euro stanziato dal Consiglio e dalla Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia in base alla legge di tutela della minoranza slovena, il progetto plurilingue non è più attuato solo nel plesso scolastico di Ugovizza, ma anche negli ultimi anni dei plessi d’infanzia e nei primi di quelli primari del Comune di Tarvisio. Il contributo sarà assegnato anche per il prossimo anno scolastico e il progetto si estenderà alle classi successive. Ricordiamo che, accanto all’italiano, secondo il progetto sono lingue d’insegnamento anche sloveno, tedesco e friulano. Ai bambini è insegnato anche l’inglese.
I fondi sono ripartiti tra le associazioni Kanaltaler Kulturverein e Don Mario Cernet, che pagano rispettivamente gli esperti di lingua tedesca e slovena.
Nell’ambito dei lavori, la giornata di lunedì è stata riservata allo studio di aspetti positivi e criticità sulla base dell’attività in più lingue svolta finora; la mattinata di martedì è stata, invece, riservata al confronto della commissione con le associazioni linguistiche Don Mario Cernet e Kanaltaler Kulturverein.
Nella giornata di lunedì, alla presenza dei sindaci di Tarvisio, Renzo Zanette, Malborghetto-Valbruna, Boris Preschern, e Pontebba, Ivan Buzzi, è intervenuta alla riunione anche l’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen. Per portare a casa il risultato di una scuola plurilingue per la Valcanale punta alla regionalizzazione del sistema scolastico. Il procedimento ora è fermo in attesa del rinnovo della Commissione paritetica Stato-Regione.
Come proposto dalla dirigente scolastica, Doris Siega, su suggerimento della direttrice dell’Ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia, Patrizia Pavatti, una strada che potrebbe creare ulteriore sostegno attorno al progetto potrebbe essere la sottoscrizione di un accordo quadro tra gli enti coinvolti nel progetto plurilingue.
Il progetto plurilingue, del resto, sembra essere già noto al nuovo ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, che l’ha citato in un’intervista al Corriere della Sera. Non da ultimo, il progetto  è stato portato anche all’attenzione del ministro sloveno degli Esteri, Miro Cerar, nell’ambito della recente seduta del Comitato congiunto Friuli-Venezia Giulia-Slovenia, che si è svolta a Capodistria/Koper il 19 novembre. Il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, ha spiegato a Cerar che il progetto gode del sostegno dell’amministrazione regionale....continua in sloveno https://www.dom.it/dezela-fjk-za-vecjezicno-solo_la-regione-con-la-scuola-plurilingue/

2 dic 2019

In musica il Natale delle nostre valli


Višarski oktet ter Mojca Skočir z Liso Mario Negro/L’Ottetto Lussari e Mojca Skočir con Lisa Maria Negro
Canebola/Čenijebola in festa domenica, 24 novembre. Nel tardo pomeriggio la comunità ha ospitato il primo concerto nell’ambito della rassegna curata dall’Associazione/Združenje Don Eugenio Blanchini di Cividale, che accompagnerà diversi paesi dalla Valcanale alle Valli del Natisone al cuore del periodo natalizio e oltre.
In collaborazione con l’Associazione culturale Lipa di Canebola e col patrocinio del Comune di Faedis, nella locale chiesa di San Giovanni Battista si sono esibiti davanti a un numeroso pubblico i giovani allievi della Glasbena matica di San Pietro al Natisone/Špietar e l’Ottetto Lussari.
Come spiegato da Rino Petrigh a nome dell’associazione Lipa, l’occasione ha rappresentato in qualche modo un bel regalo di Natale, un piacevole momento di ritrovo per i canebolani.
Per la Glasbena matica si sono esibiti Nikita Predan alla fisarmonica e Lisa Maria Negro al piano, che ha poi accompagnato anche il flauto traverso di Mojca Skočir. Oltre al loro impegno, il pubblico ha molto apprezzato anche le piacevoli melodie vocali dell’Ottetto Lussari, che proviene dalla Valcanale. Ne rappresenta in qualche modo un ambasciatore, visto che si esibisce sempre con un repertorio nelle quattro lingue lì parlate – in italiano, tedesco, sloveno e friulano. E tre di queste, ha notato il sindaco di Faedis, Claudio Zani, rappresentano una ricchezza del territorio di Faedis, che è un comune trilingue, visto che vi si parlano italiano, sloveno dialettale e friulano. Anche il parroco di Faedis, don Federico Saracino, che nella chiesa di Canebola ha ospitato l’evento, ha sottolineato l’importanza della valorizzazione e del mantenimento delle culture locali, oltre a quella della creazione di una cultura musicale tra i giovani.
Come in diversi altri paesi delle Valli del Torre e del Natisone, infatti, un tempo anche nella zona montana di Faedis si cantava molto di più. Riunirsi per cantare è diventato, negli anni, sempre più raro.
L’evento, presentato da Luciano Lister dell’associazione Don Eugenio Blanchini, ha voluto rappresentare un momento di aggregazione per la comunità paesana, ma anche un’esortazione alla trasmissione delle lingue e culture locali.
Dopo questo primo successo, la rassegna musicale, organizzata dall’Associazione Blanchini in collaborazione con le comunità locali della zona montana al confine con la Slovenia, prosegue. Una prima Messa con concerto è in programma per domenica, 8 dicembre, alle 10.15 nella chiesa di Subit/Subid; una seconda per domenica, 15 dicembre, alle 14.30 a Porzus/Porčinj, nella ricorrenza patronale di Santa Lucia. I due eventi si svolgeranno in collaborazione, rispettivamente, con le Pro loco di Subit e Porzus. Domenica, 22 dicembre, saranno celebrate ben due Messe con concerto. La prima inizierà alle 11.00 nella chiesa di Masarolis/Mažeruola; la seconda alle 11.15 in quella di Platischis/Plestišča. Anche in queste località gli eventi si svolgeranno in collaborazione con le locali Pro loco e realtà associative. In concomitanza della Messa, a Platischis sarà ricordata anche la figura di don Antonio Cuffolo, nato il 15 settembre di 130 anni fa proprio in quel paese.
...continua in sloveno https://www.dom.it/z-melodijami-do-bozica-v-nasih-dolinah_in-musica-al-natale-delle-nostre-valli/

1 dic 2019

Advent in Božič za poglobitev vere - Avvento e Natale con fede profonda

Čas duhovne in bogoslužne priprave na Božič začenjamo s praznovanjem prve adventne nedelje, ki bo letos 1. decembra, in ga sklenemo v tednu po četrti adventni nedelji na sveti večer, 24. decembra. Za razliko od postnega časa, ki ga obhajamo kot pripravo na Veliko noč in traja štirideset dni, adventni čas ni omejen na točno število dni.
Z adventnim časom v Katoliški cerkvi začenjamo novo cerkveno leto in neposredno pripravo na Božič. Gospodovo rojstvo in prazniki, ki mu sledijo (sv. trije kralji ali obisk treh modrih, Jezusov krst ter Gospodovo darovanje v templju ali svečnica), so priložnost za poglobitev vere. Veselje ob Novorojenem pomeni veselje ob novem življenju in lahko simbolično nagovarja tudi k radosti nad lastnim življenjem.
Simbolika rojstva in novega začetka je vtkana v potek celotnega cerkvenega leta. Dogodki ne pomenijo le spominjanja preteklih Božjih del v zgodovini odrešenja (o čemer poroča Sveto pismo) in poti skozi galerijo svetnikov, ampak tudi aktualizacijo Božjih sporočil za sedanji trenutek. Na večja praznovanja se kristjani pripravljamo v posebnih »pripravljalnih « časih (z adventnim časom na božič, s postom na veliko noč). K zunanjim in materialnim pripravam na cerkvene praznike sodi tudi duhovna priprava v osebni molitvi in duhovni poglobitvi, kar lahko vključuje prejem zakramenta sprave, razne odpovedi, post, dobra dela ali miloščino.
Latinska beseda adventus pomeni prihod. Poznamo dva Gospodova prihoda. Gospod je prvikrat na svet prišel kot človek, rojen iz Device Marije, njegov drugi prihod pa pričakujemo na sodni dan. Kristjani verujemo v Gospodovo nevidno prihajanje v srca ljudi po delovanju Svetega Duha oziroma v skrivnostno Božjo navzočnost v srcu vsakega človeka, kar lahko razumemo in dojemamo samo v moči vere. Adventni čas ima dvojen značaj: je čas priprave na slovesno praznovanje Gospodovega rojstva, 25. decembra, hkrati pa je to čas, ko nas spominjanje usmerja k pričakovanju drugega Kristusovega prihoda ob koncu časov.
Znamenje zunanje priprave na božič je adventni venec. Tradicionalno se pri nas v cerkvah in po domovih pripravljajo adventni venci s štirimi svečami. Naraščanje luči simbolizira rast dobrega v življenju.
Adventni venec je iz rastlinja spleten venec s štirimi svečami, ki ponazarjajo štiri adventne nedelje. Kot okras in liturgični simbol adventnega časa, prevzet od germanskih narodov, se je v Sloveniji uveljavil v osemdesetih letih 20. stoletja. Večji venec s štirimi svečami visi ali je postavljen v cerkvah na vidnem mestu v prezbiteriju, vsako adventno nedeljo pa na njem prižgejo dodatno svečo.
Liturgični adventni venec ima več simboličnih pomenov in razlag.
Okrogla oblika pomeni popolnost in večnost. Zimzelene veje govorijo o življenju, o Jezusu Kristusu, ki prihaja med nas. Simbolika vijolične barve predstavlja upanje, da bo tema premagana. Štiri sveče, ki so lahko samo v vijolični ali beli barvi, imajo posebno simboliko: predstavljajo štiri mejnike (stvarjenje, učlovečenje, odrešenje in konec sveta); predstavljajo štiri strani neba: sever, jug, vzhod in zahod, kar govori o univerzalnosti Kristusovega učlovečenja za ves svet in vse ljudi; predstavljajo štiri letne čase, kar pomeni, da je bilo Kristusovo rojstvo pomembno ne samo za tisti zgodovinski čas, v katerem je živel na Zemlji, ampak je pomembno za vse čase in vsako dobo; predstavljajo človekovo življenje; (ob rojstvu) prižgana sveča je vsak trenutek manjša, kar govori o tem, da smo vedno bliže sklepu življenja in nas spominja na tuzemsko minljivost.
Sveče prižigamo tako, da na prvo adventno nedeljo prižgemo prvo, na drugo adventno nedeljo poleg prve prižgemo tudi drugo – in tako naprej do četrte adventne nedelje, kar pomeni, da je v času, ko se bližamo rojstvu Jezusa Kristusa, v prostoru vedno več svetlobe. V duhovnem smislu to pomeni, čim bliže smo Bogu, tem več je svetlobe tudi v naših življenjih. Adventni venci naj bi bili narejeni brez dodatnega okrasja in to z namenom, da pride do izraza opisana simbolika.
Il periodo dei preparativi spirituali e devozionali al Natale inizia con la prima domenica d’Avvento, quest’anno l’1 dicembre, e si conclude nella settimana successiva alla quarta domenica d’Avvento, nella Vigilia di Natale, il 24 dicembre. Diversamente rispetto alla Quaresima, che ci prepara alla Pasqua e dura quaranta giorni, l’Avvento non ha una durata precisa.
Col periodo d’Avvento la Chiesa cattolica inizia un nuovo anno liturgico e a prepararsi al Natale. La Natività di Gesù e le feste seguenti (l’Epifania, il Battesimo di Gesù e la Presentazione di Gesù al Tempio o Candelora) rappresentano un’occasione per approfondire la fede. La gioia per la nascita del Bambino significa gioia per la nuova vita. Inoltre, può rimandare simbolicamente alla gioia per la propria vita.
Tra i preparativi alle ricorrenze liturgiche rientrano anche la preparazione spirituale nella preghiera e l’approfondimento spirituale, ad esempio il sacramento della riconciliazione, diverse forme di astinenza, digiuno, opere buone e elemosina.
Il termine latino adventus significa venuta. Il Signore è giunto due volte. La prima nel mondo come essere umano, nato dalla Vergine Maria; la seconda è attesa nel giorno del giudizio. I cristiani credono nella venuta invisibile del Signore nel cuore dell’uomo per opera dello Spirito Santo ovvero nella presenza segreta di Dio nel cuore di ogni uomo. Il periodo d’Avvento ha un duplice carattere: è tempo di preparazione alla Natività di Gesù, il 25 dicembre; al tempo stesso ci ricorda l’attesa della seconda venuta di Cristo, alla fine dei tempi.
Un segno esteriore della preparazione al Natale è la corona dell’Avvento. Da noi è tradizione prepararne per le case e le chiese, con quattro candele. L’aumentare della luce simbolifica l’aumentare del bene nella vita.
Fissate su una corona di elementi vegetali, le quattro candele richiamano le quattro domeniche d’Avvento. L’uso è mutuato dai popoli germanici. In Slovenia ha preso piede negli anni ’80 del XX secolo. Nelle chiese è sistemato nei presbiteri, in posizione visibile.
La sua forma rotonda richiama la perfezione e l’eternità. I rami sempreverdi ci parlano della vita, di Gesù Cristo che giunge tra noi. Il colore viola rappresenta la speranza che l’oscurità sarà vinta.
Le quattro candele, solo di colore viola o bianco, rappresentano quattro momenti salienti (la creazione, la venuta come uomo, la redenzione e la fine del mondo); i quattro punti cardinali  (nord, sud, est e ovest), che ci parlano dell’universalità di Cristo fatto uomo per il mondo e tutto il genere umano; rappresentano le quattro stagioni, rimandando all’importanza della nascità del Cristo per tutte le ere della storia; rappresentano la vita umana; la candela accesa (alla nascita) si fa sempre più piccola, ricordandoci l’avvicinarsi della fine della vita e la caducità terrena.
Avvicinandoci alla nascita di Gesù c’è sempre più luce; allo stesso modo, anche avvicinandoci sempre più a Dio.

Kuharska mojstrica Ana Roš svetovna ambasadorka za gastronomski turizem

Svetovna turistična organizacija za gastronomski turizem UNWTO, ki deluje pod okriljem ZN, je Ani Roš, kuharski mojstrici iz restavracije Hiša Franko v Starem Selu pri Kobaridu, podelila naziv ambasadorke za gastronomski turizem.
Hiša Franko trenutno gostuje v Madridu, kjer so Ani Roš tudi podelili naziv.
Generalni sekretar krovne Svetovne turistične organizacije Zurab Pololikašvili je ob podelitvi poudaril, da je Ana Roš s svojo zavezanostjo k uporabi lokalnih sestavin zgled pri prispevanju k trajnostnemu podjetništvu.
Kulinarika ključno prispeva k povečanju zanimanja svetovne javnosti za Slovenijo, so prepričani v Slovenski turistični organizaciji, še posebej pa to velja za globalne medije, odkar je bila Roševa zvezda Netflixove oddaje Chef’s Table ter najboljša kuharska mojstrica leta 2017. Slovenija postaja tudi ljubitelji vrhunske gastronomije vse bolj prepoznavna destinacija, kar na primer dokazuje tudi naslov Evropske gastronomske regije 2021. Naslednje leto pa bo izšel tudi prvi Michelinov vodnik, posvečen kulinarični ponudbi na Slovenskem oziroma slovenskim gostilnam.
http://novimatajur.it/cronaca/kuharska-mojstrica-ana-ros-svetovna-ambasadorka-za-gastronomski-turizem.html

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