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16 nov 2017

Entusiasmo per le fiabe di casa

Mercoledì 15 novembre nella sala del Centro culturale sloveno di San Pietro al Natisone/Špietar le fiabe della Benecia hanno ammaliato i bambini delle classi prima, seconda, terza e quarta della locale scuola primaria bilingue. La cooperativa Most ha presentato per loro la raccolta di fiabe della Slavia Friulana dal titoloDomače pravljice – Domače pravce. La raccolta è uscita in lingua slovena standard e in dialetto sloveno beneciano, col sostegno della Region Friuli Venezia Giulia.
A nome della cooperativa Most ha presentato il libro ai bambini, tutti molto attenti, Ezio Goscgnach, che ha spiegato il percorso che ha portato la cooperativa a pubblicare una raccolta di diciotto fiabe locali di Ada Tomasetig di Sorzento/Sarženta. A trascriverle dal dialetto sloveno beneciano nella lingua slovena standard è stato lo slovenista Janoš Ježovnik, cheha anche preparato un’introduzione che dimostra in modo chiaro e semplice come il dialetto beneciano sia un dialetto sloveno. Il libro, curato per la parte grafica da Tuuli Nevasalmi, è impreziosito dai disegni dell’illustratore Moreno Tomasetig.
In allegato al libro c’è anche un Dvd, che contiene i cartoni animati Krajič e Lesica an nje parjatelji. A animare e registrare su Dvd le due fiabe dallo stesso titolo è stato lo studio Malalinea di Udine. I (grandi e i) piccini possono guardare i cartoni animati sia in dialetto sloveno beneciano, con la voce di Ada Tomasetig, sia in sloveno standard, con la voce di Marco Manin.
Alla presentazione ha portato il proprio saluto ai bambini anche il presidente della cooperativa Most Bepo Qualizza, che si è augurato che passino dei momenti durante la loro lettura. Per motivi personali non è potuta essere presente l’autrice ada Tomasetig, secondo cui le fiabe locali «mostrano la vita della Valli del Natisone, dalla mitologia alla vita quotidiana; raccontano come fosse difficile la vita di una volta».
Alla fine della presentazione la cooperativa Most ha regalato il libro col Dvd a tutti i bambini. Nei prossimi giorni ne farà dono anche agli altri alunni dell scuola bilngue di San Pietro al Natisone e in seguito anche agli altri alunni di benecia e Valcanale.

15 nov 2017

Na skupni poti z gospodom Molarom - In cammino insieme a don Molaro

Sabato 11 novembre nella chiesa del Sacro cuore a Merso di Sopra si è tenuta la messa di ingresso di don Michele Molaro, che si occuperà delle parrocchie di San Leonardo Abate, di San Paolo Apostolo in Stregna, di San Giovanni Battista in Tribil di Sopra, di S. Maria in Liessa e di S. Maria Assunta in Drenchia.
La messa, presieduta dall’arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato, è inizita con la lettura del decreto di nomina di don Michele Molaro, chiamato alla guida delle parrocchie rimaste vacanti in seguito alla rinuncia di don Michele Zanon e al trasferimento ad altro incarico di don Federico Saracino.
«Stiamo facendo lo sforzo più grande possibile per servire nel modo migliore le Valli del Natisone, dove possiamo assicurare una presenza di sacerdoti buona rispetto ai tempi», ha detto nell’omelia l’arcivescovo. Come ha evidenziato, nelle Valli opereranno ora tre parroci: don Michele Zanon nelle parrocchie di San Pietro e Pulfero, don Michele Molaro nelle parrocchie assegnategli e don Natalino nelle parrocchie di Savogna e Tercimonte. Con loro collaborano da anni mons. Sandro Piussi, don Davide Larice, mons. Marino Qualizza e mons. Mario Qualizza.
Mons. Mazzocato ha, quindi, esortato le comunità alla collaborazione e all’unità per tenere viva la fede cristiana anche nei più giovani.
Ai riti di ingresso hanno fatto seguito i saluti.
È stata particolarmente partecipata e commossa la presenza della comunità di Sappada, accorsa numerosa a salutare don Molaro.
Il delegato del sindaco di Sappada lo ha ringraziato, a nome dei cittadini e dell’amministrazione comunale, per il servizio pastorale effettuato per sette anni a Sappada «rispettando usanze e tradizioni. Don Molaro si è prodigato per la ristrutturazione di edifici parrocchiali, ha dedicato attenzione a tutti, soprattutto agli anziani, ha organizzato campeggi e gite. Ci ha onorato con la sua presenza discreta e ha partecipato ad eventi gioiosi come il pellegrinaggio al santuario alpino di Maria Luggau e al recente gemellaggio. Ora servirà le Valli del Natisone, alle quali ci lega anche il ricordo di un altro nostro parroco, mons. Dionisio Mateucig, che ricordiamo con affetto» La direttrice del Consiglio pastorale e parrocchiale di Sappada ha rivolto a nome della comunità un grazie sincero a don Molaro. «Dimostrategli calore, accoglienza, disponibilità e collaborazione – ha esortato le comunità delle valli – perché per il sacerdote la comunità in cui opera diventa anche la sua nuova famiglia». «C’è sempre un velo di tristezza nei saluti finali, – ha concluso – ma conforta il fatto che, anche se lontani, restiamo uniti nel pensiero e nella preghiera».
«Caro don Michele Molaro – ha detto il sindaco di San Leonardo, Antonio Comugnaro – oggi la nostra comunità è in festa, pronta ad affrontare con entusiasmo un nuovo tratto di strada insieme. Noi tutti ci auguriamo un percorso condiviso che ponga la persona al centro di ogni attività e interesse. L’amministrazione comunale di San Leonardo è certa che sapremo guardare insieme nella stessa direzione». E ha sottolineato che «il punto di forza delle nostre Valli è l’identità linguistica e culturale, che è strettamente legata alla fede cristiana fin dai tempi del Patriarcato di Aquileia. È merito dei sacerdoti se si è tramandata fino a noi. Lei arriva qui da Sappada, un’altra comunità ricca di una lingua e una cultura specifica, che nell’intervista al nostro quindicinale Dom ha detto di aver rispettato e valorizzato, e di essere disposto a farlo anche qui da noi, perché capisce l’attaccamento alle proprie origini. Insieme, allora, potremo operare anche per riscoprire la cultura del nostro territorio, della sua storia e delle sue tradizioni».
Il direttore del Consiglio pastorale di San Leonardo, Gabriele Sibau, che ha parlato anche a nome della comunità di Stregna, ha espresso un sentito benvenuto al nuovo parroco, chiamato ad operare «in una realtà complessa e ricca, che può offrire molto e che necessita di ascolto, di affetto, di luoghi di incontro e condivisione ».
«Dober vičer» ha esordito don Molaro a conclusione della messa, accompagnata dal coro di San Leonardo, assicurando la sua disponibilità per un impegno di crescita comune, di fede e culturale. Alla comunità di Sappada ha rivolto un saluto in tedesco e alle nostre Valli ha detto «Hvaljen bodi Jezus Kristus».
La messa, alla quale hanno preso parte i sindaci di San Leonardo, Drenchia, San Pietro, Stregna e Pulfero, il consigliere regionale Giuseppe Sibau, i sacerdoti don Michele Zanon, don Natalino Zuanella, don Sandro Piussi, don Mario Qualizza e il diacono Leopoldo Pantarotto, si è conclusa con una foto e un momento conviviale presso il plesso delle scuole di San Leonardo.
A Liessa domenica 12 novembre don Michele Molaro ha celebrato la sua prima messa, affiancato da mons. Marino Qualizza. La comunità, con i sindaci di Grimacco, Eliana Fabello, e di Drenchia, Francesco Romanut, ha accolto il nuovo parroco in piazza don Rino Marchig. (Larissa Borghese, foto di Oddo Lesizza)
V saboto 11. novemberja popudan je v cierkvi Presvetega Sarca Jezusovega v Gorenji Miersi videnski nadškof msgr. Andrea Bruno Mazzoicato vmestiu novega podutanskega famoštra g. Michela Molara. Bo tudi srienski, lieški in dreški famoštar, se pravi, de bo skarbeu za cele rečanske doline, se pravi za vse fare kamunu Svet Lienart in Sriednje, kjer je biu do sada famoštar g. Michele Zanon, Garmak in Dreka, kjer je biu do sada g. Federico Saracino, ki je imeu tudi Kosco in Gorenj Tarbij. Na Liesah je novi podutanski famoštar molu parvo mašo v nediejo, 12. novemberja.
Gaspuod Molaro ima 46 liet in je iz Coderna. Rodiu se je 25. febrarja 1971, v duhovnika je biu posvečen lieta 1996. Od lieta 2010 je biu famoštar v Sappadi, priet pa na Bili. S parhodam g. Molara se Nediške doline praktično vračajo na staro stanje, kàr so ble tri fare (Špietar, Podutana in Dreka) in trije famoštri. Donašnji dan je far danajst pa so famoštri trije (v Špietru, v Podutani in v Sauodnji) na teritoriju, kjer je služilo 26 duhovniku. Po reformi videnske nadškofije, ki bo začela vajati hlietu, bojo zaparli špietarsko foranijo in bojo Nediške doline ratale adno samo pastoralno sodelovanje (collaborazione pastorale) pod čedajsko foranijo.

Vignetta di Moreno


Dante si fa male con il martello durante il lavoro.Oh mamma mia ,come mi fa male il dito!
BUM! Chi ha spento la luce?Aiuto...Tutti speriamo che si abituerà davvero.

13 nov 2017

Dal Friuli plurale all’Europa dei popoli

Dal Friuli plurilingue ad un’Europa unita nella diversità. La tavola rotonda, tenutasi lo scorso 3 novembre nella sede dell’università di Udine in via Tomadini, momento conclusivo del progetto Europa 57/17 (realizzato dal CDE dell’Università di Udine e Radio Onde Furlane in occasione del 60. anniversario dei Trattati di Roma), è stata l’occasione per un confronto a 360 gradi su passato, presente e possibile futuro dell’Unione Europea.
Nel corso della mattinata si sono confrontati Pier Virgilio Dastoli (presidente del Movimento Europeo Italia), Giorgio Grimaldi (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), Renato Damiani, Angelo Floramo (Casa per l’Europa di Gemona), Carlo Puppo (Informazione friulana, Radio Onde Furlane), Diego Navarria (Assemblea della Comunità linguistica friulana), Francesco Rossi (cooperativa Zero Idee Udine), Sonia Bosero (Ufficio Mobilità e Relazioni internazionali dell’Università di Udine) e Jolita Ziauberyte (assistente didattico presso l’Ateneo udinese). Coordinatori degli interventi Marco Stolfo (docente nel Modulo Jean Monnet MuMuCEI all’Università di Udine) e Claudio Cressatti (docente di Culture politiche in Europa nello stesso ateneo udinese).
Davanti ad una platea composta (anche) da insegnanti e studenti di quattro scuole superiori, Dastoli ha ricordato il sogno dei federalisti europei per la creazione degli Stati Uniti d’Europa, sottolineando il valore dei risultati raggiunti: la pace fra gli stati europei, in primis fra Francia e Germania, e la tutela dei diritti universali dei cittadini. Ma non ha nascosto le difficoltà odierne delle istituzioni europee, seguite alla crisi economica del 2008 che ha portato ad un aumento delle diseguaglianze economiche e alla rinascita di “gelosie” fra gli stati membri. L’approccio più efficace, secondo Dastoli, resta quello di affrontare le sfide della globalizzazione cercando una soluzione dei problemi a livello europeo. Secondo Grimaldi, una proposta concreta per realizzare l’Unità dei popoli europei (già avanzata dal presidente francese Macron) potrebbe essere quella di creare un budget comune dell’UE destinato ai grandi investimenti pubblici. Per Damiani sarebbe anche auspicabile integrare le politiche degli Stati in tema di disoccupazione con un progetto comune per la formazione professionale. In generale però – ha ribadito Damiani – l’Europa dovrebbe riscoprire il principio di sussidiarietà, accentrando solo le competenze necessarie e decentrando quanto più possibile verso i livelli istituzionali più vicini ai cittadini.
Floramo, in apertura della seconda parte della mattinata, ha riflettuto sulla pluralità delle comunità del Friuli, sulla capacità “storica” dei friulani ad essere inclusivi. E, rivolgendosi ai ragazzi in sala li ha esortati ad essere “Friulani e poliglotti” in una terra che è un “piccolo compendio dell’universo, con un’identità specifica ma varia e plurale”. Sulla stessa linea l’intervento di Puppo che ha ricordato come le attività di Radio Onde Furlane siano rivolte alla collaborazione con i popoli che compongono l’Europa nel rispetto delle comunità minorizzate. A partire dalla realtà friulana nella quale – ha sottolineato – Radio Onde Furlane ha avviato una collaborazione con il settimanale sloveno Novi Matajur. “L’Europa che vogliamo – ha concluso Puppo – è questa che si costruisce dal basso partendo da comunità e popolazioni, mentre siamo in difficoltà di fronte ad un Europa che diventa incarnazione degli Stati nazionali”. Anche Navarria ha ribadito la necessità che nel contesto europeo si possa superare il principio che eguaglia il concetto di nazione con quello di Stato, riconoscendo pari dignità a tutte le comunità linguistiche. Rossi ha quindi portato l’esperienza di Zero Idee per la costruzione (efficace) di progetti europei.
In conclusione, infine, Bosero e Ziauberyte hanno relazionato sulle opportunità offerte dal progetto Erasmus definito “uno dei maggiori successi nel processo di integrazione europea”.
http://novimatajur.it/attualita/dal-friuli-plurale-alleuropa-dei-popoli.html