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22 mar 2017

Centralina sull’Alberone, faccia a faccia fra l’azienda ed i cittadini contrari al progetto

Le valutazioni sulla portata d’acqua del torrente, l’impatto delle opere sul paesaggio e sull’ecosistema dell’Alberone, i costi e gli eventuali benefici per i cittadini di Savogna. Sono stati questi i temi principali dell’atteso dibattito, a tratti anche molto acceso, sul progetto della ditta Sunex Srl che prevede la realizzazione di una centralina idroelettrica sul corso d’acqua che attraversa il territorio comunale. L’incontro, promosso dall’amministrazione, si è tenuto lo scorso 20 marzo nella sala polifunzionale del capoluogo. Per conto della ditta promotrice hanno partecipato alla serata l’ingegnere progettista Moreno Segat, Michele Piccottini, naturalista che ha realizzato lo studio dell’impatto ambientale, Alvise Tosi, soprintendente della progettazione meccanica del ‘progetto Alberone’ e Davorin Gregori, amministratore delegato della Sunex Srl. Moderatrice la giornalista Alessandra Beltrame.
Mentre all’ingresso della sala alcuni attivisti del Comitato ‘Amici del torrente Alberone’ – contrario alla realizzazione della centralina –  animavano il colorato banchetto in cui raccoglievano le firme per la petizione che hanno consegnato agli uffici regionali il giorno successivo la serata, è stato il progettista Segat a illustrare in sintesi il progetto. Che – ha spiegato – è stato ampiamente modificato in una nuova ed aggiornata versione. Rispetto alle prime previsioni, lo studio della serie storica sui dati della portata media dell’acqua del torrente ha imposto una riduzione delle attività dell’impianto a 250 giorni all’anno. La condotta forzata sarà realizzata sulla destra idrografica del torrente seguendo una pista forestale e quindi non più la viabilità stradale che conduce a Montemaggiore. Condotta che sarà realizzata quasi interamente in vetroresina salvo che nel previsto attraversamento del letto dell’Alberone (in località Ieronizza) in cui sarà in acciaio. Nell’ampio spazio riservato al dibattito si sono susseguiti diversi interventi di cittadini contrari (o quantomeno scettici) sulla effettiva realizzazione dell’opera. Le critiche principali hanno riguardato soprattutto la scarsità di acqua che renderebbe assolutamente sconveniente la centralina, l’impatto dell’opera che ridurrebbe drasticamente la biodiversità dell’Alberone e gli scarsi benefici che porterebbe ai residenti. Nonostante la riduzione delle previsioni sulla produzione di energia, ha replicato Segat, l’opera risulta economicamente sufficientemente vantaggiosa per giustificare l’investimento di 3 milioni di euro che farebbe il gruppo Sunex. Quanto alla portata dell’acqua, ha ribadito di aver utilizzato un modello di studi preciso che ha preso in considerazione la portata media del corso d’acqua dal 2000 al 2016. Piccottini ha poi spiegato che la fauna dell’Alberone vedrebbe ridotto il proprio habitat, nell’area interessata, del 20 per cento, ma che il passaggio dei pesci sarebbe comunque garantito dal corridoio biologico previsto nello studio (in caso di secca, infatti, l’impianto resterebbe spento). Sui benefici per la comunità di Savogna infine, Gregori si è detto disposto ad avvalersi di maestranze locali per la realizzazione delle opere e di aver previsto l’assunzione di un addetto del posto per la manutenzione e la custodia dell’impianto. Da parte sua, il sindaco di Savogna Germano Cendou ha ricordato ai presenti che su questo progetto la parola definitiva spetta alla Regione e che il Comune non ha competenze specifiche per avallare od opporsi al progetto di Sunex. L’ultimo giorno utile per presentare osservazioni e opposizioni sul merito del progetto agli uffici regionali è il prossimo 24 marzo.
http://novimatajur.it/attualita/centralina-sullalberone-faccia-a-faccia-fra-lazienda-ed-i-cittadini-contrari-al-progetto.html

I segreti di gubane e strucchi - Skrivnosti domačih gubanc in štrukju


Questo mese il forno La Gubana della nonna di Azzida/Ažla ha organizzato quattro laboratori, che si svolgono ogni giovedì dalle 19.00 alle 21.00 nei locali dell’attività. Lì il 2 e il 9 marzo si è potuto imparare a fare la fujača e gli strucchi lessi e fritti. Gli ultimi due incontri si svolgeranno il 16 e il 23 marzo. Per iscriversi ai laboratori e per saperne di più sulle iniziative e sui prodotti del forno potete visitare la pagina internet www.gubanadellanonna.com. Abbiamo intervistato Elisa Costantini, che con la madre Valeria Domenis conduce l’attività del forno e che per il proprio lavoro ha ricevuto un riconoscimento da parte di Confartigianato Udine.

Kaj boste arzkrili na zadnjih dvieh srečanjih?
»V četartak, 16. marča, bo Francesca Gobbo pokazala, kuo se naprave sladčine z medam an sezonskim sadjam, napravjene brez cukerja za tiste, ki imajo intolerance. Telo delavnico parpravjamo kupe z vidansko pekarno Dal Cont Delicatesse. 22. marča, bomo pokazal’, kuo se runa galobico an druge sladčine za Veliko nuoč.«
Je že vič liet, ki parpravjate korše, de bi stuorli zapoznat domače dobruote. Ne samuo par nas a tudi po sviete…
»Kupe z mamo vičkrat hodimo po sviete gledat slovenske al furlanske emigrante. Jim učimo, kuo se runa gubanco an druge tradicionalne sladčine. Smo ble v Belgiji in Kanadi. Nas vabejo zveza Slovenci po svetu an društva furlanskih migrantu. Tle par nas pa je že kajšno lieto, ki par Auserju v Špietru učmo kuo narest gubanco, ocvarte an kuhane štrukje, slane an sladke torte, piškote.«
Kuo j’ tuo, de ste dali pekarni ime »Gubana della nonna« an dost liet od tega ste jo odparli?
»Pekarna se je že klicala takuo, kàr smo jo lieta 1999 vzel’ tu roke iz prejšnjih gaspodarju, ki so jo bli odparli lieta 1985. Prej smo imiel’ pekarno pred cierkujo, lieta 2006 pa smo se preselil’ na drug kri cieste, po cierkvi, an smo kupil’ kajšno novo makino, de bi izbuojšali producion.«
Vaše dobruote imajo posebno skriunost, so sad jubezni do domačih ricet an parjateljskih vezi po sviete…
»Moja mama, kàr je vzela pekarno, je prehodila vse Nediške doline. Napravla je dugo pot, de bi izbuojšala produkcijo. Hodila je po dolinah od hiše do hiše, po starih ricetah štrukju an gubanc, ki jih je pravala nardit vič krat priet kuo je ušafala te pravo. A tudi parjatelji iz domačih kraju an ki živjo okuole po sviete so ji dal’ vič ricet: iz Deviških otoku plumcake, ki se ga runa z bananami, kuo se naprave testuo za slane torte ji je učiu kuhar iz Rodija, kuo se naprave slan plumcake pa se je zapisala v bukvarni v New Yorku iz bukvi francoske kuharce. V lietih so paršli blizu bukva sladčin an jedi iz vič kraju Italije, Evrope an sveta.«
Seveda, kar jih runa posebno dobre, so tudi sestavine (ingredienti), ki jih nucate…
»Ingrediente skarbno zbieramo, saj želimo, de naše sladčine so kvalitetne. Kupmo te narbuojše ingrediente, ku suho sadje, moko an jajca an gledamo dat manj cukerja an masla v naše dobruote.«
Al’ ste zadovoljni s prodajo vaših dobruot? Kje jih prodajate an kada ste odparti v Ažli?
»Smo zadovoljni. Vsake lieto se arzšieri krog kupcu naših dobruot tudi zauoj delavnic in novosti, takuo de nas nimar vič judi pozna. Prodajamo naše dobruote v celi deželi. Nam jih prašajo tudi iz druzih kraju Italije an po sviete. Naše sladčine se jih ušafa v malih targovinah od Trsta do Tarbiža. Naša pekarna je odparta vsak dan in tudi ob nediejah. Zaparto je ob pandiejkih.« (Larissa Borghese)

http://www.dom.it/skrivnosti-domacih-gubanc-in-strukju_i-segreti-di-gubane-e-strucchi/

21 mar 2017

Chi erano gli «slavi alpini - Du to so bili »slavi alpini«


I resiani, come tutti i restanti sloveni, derivano dagli slavi alpini – una componente degli slavi meridionali che, nell’alto Medioevo, si insediò anche a Resia/Rezija (ciò avvenne circa 1.300 anni fa).
Allora queste genti si spinsero fino in Carnia. All’epoca fondarono il primo stato slavo, chiamato Carantania e comprendente l’attuale Carinzia, la Slovenia e i territori del Friuli occupati dagli slavi fino al “limes” longobardo, Resia compresa. Il centro più importante di questo regno si trovava in Carinzia, nei pressi dell’oggi noto santuario di Maria Saal.

Rozajonavi tej wsi ti drüi Slavinci so z taa röda judi, ka po laški se jin di da »slavi alpini«, ki ni so bili pert od ti jüdi slavi, ki po stari so došli tu-w ise kraje ano ni so se wstavili pa izdë w Reziji (isö to jë bilo dan mijar ano trï stuw lit na nazëd).
Isï jüdi itadej ni so bili došli dardo orë w Karnjo. Izdë jë bila norëd pa ta pyrwa krajska, ki na se klïcala da Karantanija. Ta-pod iso krajusko jë bila cëla Koroška, ta nešnja Slovenija ano ta pert izdë w Laške, tu ki so bili isi jüdi slavi dardo mëje klïcana po latïnski limes longobardöw, ano pa wsa Rezija. Ta ves bojë importent od ise krajske jë bila ito, ki šćalë nešnji din jë ta stara cirköw Marija Saal tu-wnë w Koroški. (s.q.)


http://www.dom.it/du-to-so-bili-slavi-alpini_chi-erano-gli-slavi-alpini/

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