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27 giu 2017

Il numero 2000, ancora per i nostri diritti

Raggiungere i 2000 numeri di un giornale rappresenta sotto certi aspetti un piccolo miracolo. Oggi, soprattutto, in un momento in cui gli organi di informazione cartacei faticano a restare al passo con la velocità della rete, con le notizie che ti arrivano su uno schermo in tempo reale. Ma, se è un piccolo miracolo, non lo è per caso. Se dal 1974 (e prima ancora, dal 1950, con il Matajur) questo giornale ha raccontato – con le sue lingue, le sue idee, anche i suoi periodi travagliati – questa piccola parte di mondo è stato grazie alla costanza ed alla dedizione delle persone che vi hanno lavorato e lavorano, è stato grazie al supporto economico e spesso anche morale di istituzioni pubbliche e della SKGZ, l’organizzazione della minoranza slovena di riferimento. Ma è stato soprattutto grazie ai lettori del Novi Matajur, che hanno spesso, ancora oggi, il duplice ruolo di usufruitori di notizie e di fonti di informazione. Abbiamo raccontato e continuiamo a raccontare questo mondo a cavallo di un confine che non c’è più, questo ricco paesaggio naturale e culturale, credo con onestà, ascoltando le idee, criticandole se lo riteniamo opportuno, dando spazio alle piccole voci spesso inascoltate.
Ogni mercoledì mattina ci interroghiamo su quanto abbiamo fatto e, se non soddisfatti, pensiamo a come migliorare. Consci che i tempi difficili – già da ora, considerato che come dipendenti stiamo attuando il contratto di solidarietà per poter contenere le spese – non permettono molti slanci in avanti. Ma neanche ci devono costringere a retromarce forzate.
Sul primo numero del Novi Matajur, nel gennaio 1974, si leggeva la volontà di proseguire nella battaglia dei diritti della comunità slovena della provincia di Udine, che voleva essere riconosciuta come tale per poter conservare e valorizzar la propria lingua e cultura slovena.
Una battaglia vinta con la scuola bilingue, con la legge di tutela, con l’energia di associazioni e singoli che da decenni operano sul territorio. Oggi, 2000 numeri dopo, la battaglia è per il diritto di sopravvivere, di rimanere su questo territorio colpito dallo spopolamento.
Il Novi Matajur non starà in retroguardia, come non lo è mai stato, e continuerà, sino a che ne avrà la forza, a dare voce a questa comunità ed a chiedere, per essa, l’opportunità di un futuro. (m.o.)
http://novimatajur.it/attualita/il-numero-2000-ancora-per-i-nostri-diritti.html




26 giu 2017

Storia

Nel 70° della fine della seconda guerra mondiale (1945), Moreno Tomasetig ha trasformato in fumetto i diari del parroco di Lasiz, don Antonio Cuffolo (1889-1959). In questa puntata. Il 21 febbraio 1945 aerei inglesi nei pressi di Loch bombardano due autobus di repubblichini diretti a Caporetto. Il 25 febbraio arriva una colonna di caucasici di fede islamica; hanno fame e divorano le galline. Il 26 febbraio due di loro tentano di violentare una donna a Mezzana. Alle sue grida accorrono due partigiani che uccidono gli assalitori. Un’ora più tardi i cosacchi danno fuoco al paese e portano con sé tutti gli abitanti. Due «turchi» si presentano in canonica, sparano alle galline e si fanno servire il pranzo, che annaffiano con abbondante vino. Ubriachi, chiedono grappa. Quando il sacerdote diche che non sa se ne è rimasta, uno dei due estrae la pistola, mentre l’altro intima a don Cuffolo di bere con loro. (51 – continua) http://www.dom.it/2-svetovna-vojna-v-stripu-51_la-2a-guerra-mondiale-a-fumetti-51/

25 giu 2017

Scuola plurilingue al via a Ugovizza - Od septembra večjezična šola v Ukvah

Nelle scuole dell’infanzia e primaria nel comune di Malborghetto-Valbruna il prossimo settembre sarà avviata la sperimentazione del modello plurilingue. A annunciarlo è Alberto Busettini, assessore alla Cultura e Istruzione del Comune di Malborghetto. «Abbiamo deciso di fare un grande investimento sul futuro della valle, per le future generazioni. Imparare e parlare le lingue vuol dire non solo tutelare le nostre radici e il nostro bagaglio culturale, ma anche intraprendere un percorso di crescita che fornisce potenti strumenti logici, oltre alla possibilità di poter studiare e lavorare anche nelle vicine Austria e Slovenia», spiega l’assessore. «Un bimbo che cresce parlando sloveno e tedesco, ad esempio, impara molto più facilmente tutte le altre lingue», aggiunge Busettini.
Grazie alla collaborazione e all’esperienza del prof. Gombos dell’Università di Klagenfurt, il Comune di Malborghetto sta attivando un comitato tecnico-scientifico che produrrà il modello definitivo da presentare al ministero dell’Istruzione in primavera. «Il professor Gombos – spiega Busettini, – è un profondo conoscitore della Valcanale; ha già lavorato per il nostro istituto scolastico e ha, inoltre, costruito modelli di scuole bilingui per la Carinzia. Il tavolo di lavoro riunirà anche insegnanti, genitori e le associazioni di lingua, in modo tale che il percorso sia condiviso dall’intera comunità.
Grazie alla scuola, alle precedenti amministrazioni comunali e alle associazioni delle minoranze linguistiche slovena e tedesca molto lavoro è stato fatto in questi anni; ora è il momento di arrivare al dunque. È per questa ragione che ho voluto premere l’acceleratore: nei giorni scorsi la sperimentazione è stata presentata alle famiglie e permetterà di saggiare l’efficacia del nuovo modello nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo della primaria. Da settembre l’approccio ad alcune materie e aree disciplinari sarà, quindi, in lingua, avvalendosi di insegnanti madrelingua o bilingue, affiancati dalle insegnanti della scuola. L’amministrazione comunale ristrutturerà alcune aule, compresa quella informatica, con fondi già stanziati in bilancio, al fine di agevolare metodologie di insegnamento innovative che ben si adattano ad un approccio plurilingue.
La sperimentazione è frutto di un progetto strutturato dall’Istituto Bachmann appositamente per il comune di Malborghetto-Valbruna dal titolo «Cresco in più lingue: friulano, sloveno e tedesco». Il progetto è accompagnato da una convenzione che vede uniti nel raggiungimento degli obiettivi del progetto il Comune di Malborghetto-Valbruna, l’Istituto Bachmann, l’Arlef e le associazioni delle minoranze linguistiche tedesca e slovena – Kanaltaler Kulturverein, Associazione Cernet, Centro Planika e Associazione Blanchini. Parallelamente alla sperimentazione, il comitato scientifico elaborerà il modello plurilingue definitivo. All’assessore spetterà il compito, in primavera, di recarsi al ministero dell’Istruzione con il modello e i dati risultati dalla sperimentazione, per strappare al ministro un sì definitivo a favore di una scuola di cui beneficerà tutta la Valcanale.
Per realizzare questo progetto l’amministrazione comunale ha presentato alla Regione, assieme alla scuola, una domanda di finanziamento di progetto speciale. Lunedì, 19 giugno, tale progetto è stato presentato anche a Igor Gabrovec, vicepresidente del Consiglio regionale, giunto in visita a Malborghetto appositamente per affrontare l’argomento della scuola plurilingue. Come ricordato da Gabrovec, la richiesta d’istruzione plurilingue in Valcanale è stata nuovamente ribadita col convegno organizzato nel novembre del 2016 a Malborghetto e con la successiva firma di una risoluzione congiunta. Richiamando gli sforzi profusi negli anni dalle amministrazioni locali e dai sodalizi delle minoranze linguistiche in favore di un istruzione plurilingue, nonché l’interesse a riguardo dimostrato dai genitori, il vicepresidente Gabrovec ha espresso vivo interesse per il progetto presentato alla Regione, che si è detto disposto a sostenere nelle sedi opportune. Gabrovec ha, inoltre, approfittato della sua visita in Valcanale per confrontarsi anche rispetto a altre tematiche legate alla tutela delle lingue minoritarie locali e per incontrare le associazioni delle minoranze linguistiche.
V otroškem vrtcu in osnovni šoli v občini Naborjet-Ovčja vas bodo od septembra začeli izvesti eksperimentacijo večjezičnega šolskega modela. Tako je napovedal Alberto Busettini, tamkajšnji odbornik za kulturo in šolstvo. »Odločili smo se, da bomo naložili v  prihodnost doline in novim rodovom v prid. Naučiti se jezikov in jih govoriti ne pomeni samo zaščititi naše korenine in našo kulturno dediščino, a tudi začeti pot odraščanja, ki ponuja mogočna logična orodja in tudi možnost, da bi nadaljevali izobrazbo in delali v bližnjih Avstriji in Sloveniji«, pojasnjuje odbornik. » Otrok, ki med odraščanjem govori slovensko in nemško, se na primer veliko lažje nauči vseh ostalih jezikov,« doda še Busettini.
V sodelovanju z izkušenim profesorjem Gombosom z Univerze v Celovcu, Občina Naborjet-Ovčja vas bo ustanovila tehniško-znanstveni odbor, ki bo izdeloval dokončni model, ki ga bodo spomladi predstavili ministrstvu za šolstvo. »Profesor Gombos je zelo dober poznavalec Kanalske doline – poudarja Busettini -; delal je že za naš šolski zavod in je med drugim izdeloval modele za dvojezične šole na avstrijskem Koroškem. Delovno omizje bo združevalo tudi učitelje, starše in društva manjšinskih skupnosti, da bi celotna skupnost v Kanalski dolini bila soudeležena.«
S strani šole, prejšnjih občinskih uprav in društev slovenske in nemške manjšinskih skupnosti je v teh letih bilo izvedeno obilo dela; zdaj je čas, da preidemo k bistvu. Zato sem stopil na plin: v prejšnjih dneh smo eksperimentiranje predstavili družinam. Ta bo omogočila preverjanje učinkovitosti novega modela v otroškem vrtcu in v prvem in drugem razredu osnovne šole. Od septembra bo torej pristop do nekaterih predmetov in panog v jeziku in zato se bomo obrnili na dvojezične učitelje ali učitelje, ki furlanščino, slovenščino in nemščino govorijo kot materni jezik. Tem učiteljem bodo ob strani učitelji ukovške šole. Občinska uprava bo obnovila nekatere učilnice in multimedijsko učilnico s sredstvi, ki jih je že predvidevala v obračunu. Tako bo olajšala inovativne učne metode, ki dobro ustrezajo večjezičnemu pristopu.«
Eksperimentiranje je nastalo v okviru projekta z naslovom »Cresco in più lingue: friulano, sloveno e tedesco« (»Odraščam v več jezikih: furlanščini, slovenščini in nemščini«), ki ga je Zavod Bachmann pripravil prav za občino Naborjet-Ovčja vas. Projekt spremlja konvencija, ki pri dosegi ciljev projekta združuje Občina Naborjet-Ovčja vas, Zavod Bachmann, deželna agencija za furlanski jezik Arlef in društva nemške in slovenske jezikovne skupnosti – Kanaltaler Kulturverein, Združenje Cernet, Središče Planika in Združenje Blanchini. Med eksperimentiranjem bo znanstveni odbor izdeloval dokončni večjezični model. Odbornikova naloga bo, naj se z novim modelom in podatki o eksperimentiranju mudi na obisku na ministrstvu za šolstvo, da bi dobil dokončno odobritev nove šolske ponudbe, ki naj bi nastala celotni Kanalski dolini v prid.
Da bi izvedla ta projekt, je občinska uprava s šolo Deželi predstavila prošnjo za financiranje posebnega projekta. V ponedeljek, 19. junija, so ta projekt predstavili tudi Igorju Gabrovcu, podpredsedniku deželnega sveta, ki se je mudil v Naborjetu na obisku prav za to, da bi se soočal z vprašanjem večjezične šole. Gabrovec je spominjal, da je želja po večjezičnem šolstvu v Kanalski dolini spet bila poudarjena na posvetu, ki sta ga novembra 2016 v Naborjetu organizirali združenji Cernet in Blanchini. Posvetu je tudi sledil podpis skupne resolucije. Gabrovec je tudi opozoril na večletni vloženi trud krajevnih občinskih uprav v prid večjezičnemu šolstvu, kot tudi na zanimanje, ki so ga starši dokazali. Sam podpredsednik Gabrovec je nato izražal veliko zanimanje za projekt, ki sta ga Občina in šola predstavili na Deželi in je obljubil, da ga bo podpiral v pristojnih uradih. Gabrovec je med drugim izkoristil priložnost svojega obiska Kanalske doline, da bi se soočal z drugimi temami, ki so povezane z zaščito domačih manjšinskih jezikov in da bi se srečal z društvi domačih manjšinskih skupnosti.

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