I dubbi del Governo italiano sulle bandiere slovene

Trst/Trieste
Secondo il prefetto di Trieste, Valerio Valenti, la comunità slovena in Italia non può utilizzare la bandiera della Repubblica di Slovenia. Ma gli organismi rappresentativi della comunità slovena ribadiscono una consuetudine invalsa da decenni

La bandiera della Repubblica di Slovenia non può essere utilizzata per rappresentare la comunità nazionale slovena in Italia. È questo il contenuto della lettera inviata dal prefetto di Trieste, Valerio Valenti, alla regione Friuli-Venezia Giulia, che, come riporta il quotidiano Primorski Dnevnik, tramite il Comitato paritetico per i problemi della minoranza slovena in Italia aveva chiesto un’interpretazione sulle norme che regolano la possibilità di utilizzare la bandiera nazionale slovena come simbolo della comunità linguistica in Italia. Per il prefetto, però, «La bandiera di uno stato sovrano non è un simbolo disponibile». Il tema era già finito sui giornali nelle scorse elezioni europee, quando agenti della Guardia di finanza avevano chiesto di non esporre le bandiere slovene su alcuni seggi dell’altopiano. «La questione era stata sollevata dalle due organizzazioni rappresentative della comunità slovena in Italia – spiega La presidente della Skgz, e del Comitato Paritetico, Ksenija Dobrila – e il Comitato paritetico aveva trasmesso la richiesta alla Regione, facendo presente che la legge di tutela prevede l’esposizione di gonfaloni e di simboli della comunità slovena e che la bandiera slovena è un forte elemento identificativo, anche per la comunità degli sloveni in Italia». «Le istituzioni – dice – avevano già specificato più volte in passato la loro posizione, che ora è stata espressa in maniera formale: da un lato il parere del Prefetto è comprensibile, perché la bandiera di uno Stato è soggetta a delle regole di esposizione, e potrebbe generare delle interferenze, d’altro canto si tratta di un elemento identificativo di una comunità. Adesso bisogna pensarci e capire come regolarsi in futuro». Per la presidente del Comitato Paritetico non si tratta però di un tentativo di limitare la presenza della comunità slovena in Italia, perché, spiega, il parere stesso «manifesta la convinzione della necessità di un elemento identificativo: non penso che venga posto nei termini di una limitazione, tanto è vero che la legge lo prevede anche per la comunità friulana». «Credo sia proprio una posizione formale, che però rivela anche attenzione per quanto riguarda le esigenze identificative della comunità». Si tratta però solo di un parere, e la comunità slovena ribadisce la volontà di poter utilizzare la bandiera della vicina Repubblica. «Noi – spiega il consigliere regionale della Slovenska skupnost Igor Gabrovec – abbiamo chiesto al prefetto un parere, e di riconoscere ufficialmente nella legge regionale di tutela della minoranza slovena il vessillo dello Stato sloveno come bandiera ufficiale anche della comunità slovena del Friuli Venezia Giulia, un po’ come succede per la comunità italiana in Slovenia». «Secondo me è un parere un po’ affrettato – aggiunge - poiché non considera la consuetudine, è da 20 anni circa, da quando la Slovenia è indipendente, che questa bandiera viene utilizzata nelle iniziative private, ma anche sui municipi, e su tutte le scuole con lingua d’insegnamento slovena, quindi il diniego arriva con qualche decennio di ritardo. Non è stata considerata nemmeno la sentenza della Corte Costituzionale che in un caso molto simile si era espressa chiaramente a favore della comunità linguistica, che ha il diritto di riconoscersi nelle bandiere e nei simboli dello Stato madre». «Ora – aggiunge – abbiamo chiesto un parere ai nostri legali affinché si possa arrivare a un confronto diretto con la Regione, la Prefettura e anche con il Ministero dell’Interno, perché il Prefetto prima di esprimersi ha sentito comunque Roma. Vogliamo confrontarci con le istituzioni italiane, forti di una serie di pareri e ragionamenti giuridici, e anche la Slovenia». «Il Prefetto nella sua lettera dice che il simbolo della bandiera slovena è un simbolo indisponibile, ma proprio la Slovenia ha sempre esplicitamente autorizzato ad utilizzarlo, basta che lo Stato italiano e le istituzioni italiane non si sentano aggredite o minacciate dall’esposizione della bandiera. Si tratta di una bandiera di uno stato vicino – ricorda – e in un contesto europeo, dove i confini sono spariti, credo non possa esser visto come una minaccia veder sventolare la bandiera slovena a Duino Aurisina, così come la bandiera italiana tricolore sventola a Pirano, a Capodistria e nelle altre località di insediamento della comunità italiana, senza esser mai stata percepita come una minaccia». «Io la vedo così – conclude – e mi piace pensare a una reciprocità».
 Alessandro Martegani (www.rtvslo.si/capodistria, 18. 7. 2019)

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