7 mar 2012

Riapertura grotte di Villanova-Zavarh jame



Domenica 4 marzo riaperte le grotte di Villanova-Zavarh 

Profondità754 m
Altezza500 m s.l.m.
Dopo la consueta pausa invernale domenica 4 marzo riaprono le spettacolari Grotte di Villanova e l’Ufficio IAT delle Grotte, nel quale è possibile ricevere materiale informativo e d’accoglienza su tutto il territorio regionale.
Durante i mesi invernali il GELGV, Gruppo gestore delle Grotte, ha iniziato ad attrezzare alcune parti della Grotta Nuova, finora riservate ai soli speleologi, allo scopo di ampliare gli itinerari delle visite speleoturistiche.
Tra le prime novità della nuova stagione turistica spiccano le nuove convenzioni stipulate con Il Museo Archeologico Medioevale di Attimis, l’Antiquarium della Motta e la Mostra del Fossile di Povoletto, Il Castello di Duino, Il Parco Zoo Punta Verde di Lignano Sabbiadoro e l’Immaginario Scientifico di Trieste, che gestisce anche altre sedi a Pordenone, Malnisio e Montereale Valcellina. Accanto alle altre convenzioni già attive negli anni scorsi e rinnovate anche per il 2012, questi accordi di collaborazione offrono sconti e agevolazioni per la visita al percorso turistico della Grotta Nuova e alle strutture convenzionate. Altre convenzioni per i visitatori delle Grotte consentono di accedere a menù turistici presso alcuni ristoratori dei comuni di Lusevera, Nimis e Tarcento. L’elenco delle convenzioni e le modalità per usufruire degli sconti sono visibili presso la reception delle Grotte e sul sito internet www.grottedivillanova.it
Da marzo a metà giugno il percorso turistico della Grotta Nuova è aperto solo nei giorni festivi dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18. Naturalmente per scolaresche e comitive (min. 15 persone) su prenotazione è possibile effettuare visite fuori orario.
Info al 392 1306550 e, negli orari d’apertura delle Grotte, al 0432 787915.http://www.info.fvg.it/udine/domenica-4-marzo-riaprono-le-grotte-di-villanova/02-03-2012-16810


Col termine generico di grotte di Villanova vengono indicate le principali grotte che si aprono nell'area di Villanova delle Grotte(frazione di Lusevera, in provincia di Udine). In una piccola area delle Prealpi Giulie compresa fra il massiccio dei Monti La Bernadia e la catena del Gran Monte sono state scoperte numerose cavità fra cui le maggiori sono la Grotta Doviza, la Grotta Nuova di Villanova, la Grotta Egidio Feruglio e l'Abisso Vigant. Le prime tre cavità si aprono nel territorio del comune diLusevera, la quarta in quello di Nimis. Altre grotte si aprono nel territorio di Taipana (Monteaperta, ...).
Le grotte dell'area di Villanova sono state esplorate da intere generazioni di speleologi a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Attualmente sono stati esplorati e rilevati oltre quindici chilometri di gallerie.
La grotta Dovica o Tazajama (dietro la grotta trad.letterale)si apre nei pressi di Villanova delle Grotte (Lusevera, Udine) con tre ingressi posti sul versante destro della valle Ta pot Cletia. La lunghezza delle gallerie esplorate finora è superiore a tre chilometri. La grotta, particolarmente complessa, si sviluppa su più livelli. I rami principali sono percorsi da alcuni ruscelli che si uniscono nel Salone delle Confluenze. Le prime esplorazioni della grotta Doviza risalgono alla seconda metà del XIX secolo (1876), ma l'esplorazione ed il rilievo topografico più completi risalgono al primo decennio del '900 ad opera di Giovanni Battista De Gasperi. All'epoca delle prime esplorazioni erano noti solamente due ingressi, definiti come Superiore ed Inferiore. La pianta topografica e la descrizione della cavità vennero pubblicate nel 1916 sulla monografia Grotte e Voragini del Friuli nell'ambito della rivista Mondo Sotterraneo del Circolo Speleologico ed Idrologico Friulano. Nella seconda metà del '900 ulteriori contributi al rilievo topografico della grotta vennero da speleologi di diverse associazioni friulane ed isontine. La scoperta del terzo ingresso della cavità è avvenuta nel 2007.
La grotta Nuova di Villanova si trova esattamente in corrispondenza dell'abitato di Villanova delle Grotte (Lusevera). La Grotta Nuova è particolarmente interessante poiché si tratta di una delle maggiori cavità di contatto conosciute: si sviluppa infatti al contatto fra una bancata di flysch ed una di conglomerato calcareo. Le gallerie principali sono caratterizzate da una tipica sezione trapezoidale, col soffitto in conglomerato, pareti in flysch e fondo coperto da sedimenti.(wikipedia)
LA STORIA
Verso la metà di maggio del 1925 Pietro Negro di Zavarh ,nel passare accanto ad una casa presso la chiesa parrocchiale,si accorse che da una fascina addossata ad una parete rocciosa usciva una strana condensa simile a fumo.Incuriosito si avvicinò alla fascina credendo che si trattasse ad un inizio d'incendio.Invece era tutt'altro: si trattava di vapore acqueo che usciva da un fessura della parete rocciosa.
Allora si ricordò dei racconti degli anziani su misteriose grotte che si trovavano sotto al paese,ma nessuno era riuscito a trovarle.Racconti di una meravigliosa sala ricca di cristalli ed altre meraviglie,che attraversava il paese,forse collegandosi con la vicina grotta Doviza,nota anche col nome di Zaiama.
Una frana o altro forse aveva ostruito  questa galleria,per cui ogni ricerca era stata vana fino allora.
La fessura fu allargata per quanto bastava a far passare una persona,quindi con lampada e piccola picozza insieme ad un altro paesano,Negro esplorò la voragine.
Trovarono un biglietto sul quale c'era scritto:"13-14 aprile1911 G.B.De Gasperi e M. Rodaro del circolo speleologico qui ebbero quartiere durante il rilievo dei canali inferiori.9-10 settembre gli stessi passarono le ore di riposo in questo luogo .29  dicembre finito il rilievo di tutta la grotta.Saluti ai posteri".
Quel messaggio era stato lasciato dallo studioso G.B.De Gasperi che aveva fatto un rilievo della grotta per 2500 m,ponendola al primo posto tra le grotte italiane conosciute.
Il paese in seguito a queste esplorazioni assunse il nome di Villanova delle Grotte.(dalla guida di Villanova delle Grotte) 


La leggenda del" polentar"
 - Leggende, scoperte e nuove ricerche.
I vecchi di questo paese asseriscono che anticamente nella grotta di Villanova esisteva una vasta galleria tutta ornata di limpidi cristalli che, passando in prossimità della chiesa e della Borgata Dolina proseguiva verso il Monte Bernadia. 
È storia antica, tramandataci dai nostri avi, che una volta nella casa Scudir del Borgo Dolina una famiglia di poveri contadini stava allestendo la cena. 
Quando la padrona ebbe finito di cuocere la polenta disse in dialetto:
chi oce poblisati polentar? (chi vuol pulire il mattarello'?)
Daite mene, daite mene! (date a me, date a me!)
rispose una voce cupa proveniente dall'ignoto.
I presenti furono presi da tale spavento che, precipitosamente abbandonarono cena e casa senza farvi ritorno sino a due giorni dopo, cioè quando vennero a sapere che tre forestieri erano stati a visitare la grotta penetrando fin sotto la Borgata Dolina.
Da notare che in un angolo della casa esisteva un foro in cui si versavano le lavature della cucina. (web)





5 mar 2012

Galanthus nivalis(bucaneve)




Il bucaneve (Galanthus nivalisLinnaeus 1753) è una pianta perenne, erbacea ed eretta della famiglia delle Amaryllidaceae.
l nome del genere (“Galanthus”) deriva da due parole greche: “gala” = latte (bianco come il latte) e “anthos” = fiore.
Il nome specifico (“nivalis”) fa riferimento alla sua precoce fioritura in mezzo alla neve.



Scoperta sul web
Galanthus reginae-olgae Orph. - Bucaneve della Regina Olga: si tratta di una specie distribuita prevalentemente nella Penisola Balcanica sud-occidentale (AlbaniaMacedonia e Nord Ovest della Grecia) con stazioni disgiunte in Calabria e Toscana nord-occidentale (Galanthus nivalis Orph. subsp. reginae olgae) e Sicilia (Galanthus nivalis Orph. subsp. vernalis Kamari), si distingue per il parenchima clorofilliano caratterizzato da uno strato di cellule a palizzata particolarmente grandi e allungate, per la fioritura tendenzialmente autunnale e per il fatto di essere pianta isteranta, che emette le foglie solo al termine della fioritura (questi ultimi due caratteri sono tipici della sola subsp. reginae-olgae).

3 mar 2012

Taipana (Tipana) e le sue frazioni

 video postato su youtube da romeoditreviso 

Taipana (Tipána in sloveno) è un comune italiano di 699 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. Fino al 1935 il comune prendeva il nome della odierna frazione di Platischis.
Taipana sorge a 478 m s.l.m. tra i primi rilievi delle Prealpi Giulie, nel bacino del torrente Cornappo. Oltre al capoluogo fanno parte del comune le frazioni di Cornappo(Karnahta), Debellis(Debeleze), Monteaperta(Viskorsa), Montemaggiore(Brezje), Ponte Sambo, Platischis(Platisce) e Prossenicco(Prosnid), paesini che soffrono quasi tutti di un grave fenomeno di spopolamento.

Storia 

La storia del comune di Taipana si intreccia con quella della Pieve di Nimis e di Tricesimo fino alla creazione della parrocchia resiedente a Taipana nel 1896. La prima fonte scritta che attesta l'esistenza del toponimo Taipana (citato con il nome Taypana) risale ad un atto notarile depositato il 20 luglio 1320 presso la pieve di Nimis in cui si accerta che " Presentibus... Leonardus filius Marini de Taypana... medietas vertat presbitero...in dicta Ecclesia.
Rimasta prima sotto la giurisdizione del Patriarcato di Aquileia in seguito a quella Austro-Ungarica, sotto la Repubblica VenetaTaipana e le frazioni vicine assunsero importanza e si svilupparono come ville, poi raggruppate in epoca Napoleonica nella "vicinia" (l'assemblea dei capi famiglia) di Taipana.

Seconda guerra mondiale 

Durante la seconda guerra mondiale il territorio del Comune fu coinvolto dalle attività della resistenza friulana con la partecipazione delle Brigate Garibaldi e delle Brigate Osoppo .

Lingue e dialetti 

Il censimento del 1971 riscontrava che il 74,4% della popolazione del comune si dichiarava appartenente alla minoranza linguistica slovena.
Questo dato in seguito al fenomeno dello spopolamento montano ha visto ridursi drasticamente la minoranza linguistica slovena.(wikipedia)




Dan bot-una volta in marzo

Una volta nel mese di marzo,quando la terra non era più gelata ,si iniziava a potare ed innestare gli alberi da frutto:meli,peri,viti,prugni.
Dalla luna di febbraio fino a Pasqua si seminavano le patate e si potavano le viti.

1 mar 2012

Štruklji iz skute- strucchi (gnocchi)di ricotta



Gli Štruklji  sono un cibo tipico del popolo sloveno.Si preparano sia nella versione dolce che salata.Si cuociono in acqua salata,nel forno o si fanno fritti.


Štruklji  dolci

Ingredienti per la pasta
250g di farina
sale
1,5 dl di acqua tiepida
1 cucchiaio di olio
Ripieno
3 uova
140 g di zucchero
1 confezione di zucchero vanigliato
750 g di ricotta
100 g di uvetta
1dl panna 
burro q.b
1 fialetta di rhum
Preparazione
Per la pasta mescolate tutti gli ingredienti e versateli sulla farina disposta sul piano di lavoro. Impastate poi a lungo,fino a che non otterrete un insieme morbido e ben liscio,lavorare per 15 minuti. Coprite con un panno bianco e lasciate riposare al fresco per mezz'ora. 
Ora preparate il ripieno: sbattere i tuorli con lo zucchero,aggiungere la ricotta schiacciata,l'uvetta ammollata nel rum e gli albumi sbattuti.
Stendete la pasta ottenendo una sfoglia di due o tre millimetri di spessore,fate un rotolo in cui porrete il ripieno.Tagliate i bordi e chiudete il rotolo premendo i bordi.Infarinate un canovaccio bianco,mettetevi il rotolo con l'aiuto del canovaccio e legatelo con lo spago.Mettete a bollire in acqua salata per 25 minuti.Scolate il rotolo,tagliate a fette,servite con burro fuso e a chi piace cannella e zucchero.  Serviteli tiepidi.

Se si vuole fare la versione salata farcire solo con ricotta mescolata con crescione,servire con burro fuso,formaggio grattuggiato o ricotta affumicata. 
                                            
                                            Buon appetito!!!



Taipana.Ponte Vittorio rimesso in sicurezza



Ponte Vittorio in completa sicurezza, a Taipana, grazie a una certosina opera di ristrutturazione finanziata dalla Protezione civile regionale. L’intervento si è reso necessario per impedire un possibile futuro crollo del passaggio che collega l’Italia alla Slovenia, dal tratto compreso tra Platischis e Prossenicco e il paese di Bergogna, nella vicina Repubblica.
Prima della caduta dei confini e dell’ingresso della Slovenia nell’area Schengen, per superare il ponte era necessario esibire il lasciapassare, poiché la struttura coincideva con un valico di seconda categoria. Oggi il transito è libero e permette un collegamento più veloce con l’area del Posočje/Alta valle dell’Isonzo per chi abita nel comune di Taipana e, in generale, per chi sceglie di percorrere un itinerario turistico diverso dal solito, suggestivo, nel verde, e in luoghi ricchi di storia.
Il ponte, dedicato a Vittorio Emanuele, è stato realizzato nel 1915 ed è stato progettato per le necessità del tempo, quindi per il transito a piedi o di mezzi leggeri, in particolare carri agricoli, di portata limitata.
L’infrastruttura «a gravità», cioè in sospensione, senza supporti centrali nel punto massimo dell’arcata, per decenni ha assolto ottimamente alla sua funzione. Di recente, tuttavia, a causa della carenza di manutenzioni costanti, di proliferazione di vegetazione infestante e del passaggio molto più frequente di vetture e camion, il ponte ha cominciato a dare segnali di cedimento. Il paramento di monte, in particolare, quello del lato italiano, aveva perso coerenza ed era quindi crollato per una superficie di circa 15 metri quadrati....leggi di più  http://www.dom.it/taipana-ponte-vittorio_ristrutturato-e-messo-in-sicurezza/

Nediska domaca modruost -saggezza popolare della val Natisone

Se marzo verdeggia
tutto facilmente si secca
illustrazione di
Moreno Tomazetig
Marzo asciutto,aprile bagnato,
felice il contadino che ha piantato
ill. Moreno Tomasetig

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