10 dic 2014

SLOVENO/LEZIONE 13 : IL VERBO AUSILIARE ESSERE

Nella lingua slovena esiste un solo verbo ausiliare, biti (essere). Le sue forme semplici sono: infinito, presente, futuro, imperativo, participio passato. Le forme composte sono il passato ed il condizionale.

Tempo presente
personasingolaredualeplurale
1jaz semmidva (medve, midva) svami (me, mi) smo
2ti sividva (vedve, vidva) stavi (ve, vi) ste
3on (ona, ono) jeonadva (onidve, onadva) staoni (one, ona) so
Il verbo essere al presente negativo, cioè "non essere" (io non sono, tu non sei, ...):
personasingolaredualeplurale
1jaz nisemmidva (medve, midva) nisvami (me, mi) nismo
2ti nisividva (vedve, vidva) nistavi (ve, vi) niste
3on (ona, ono) nionadva (onidve, onadva) nistaoni (one, ona) niso

Nota

In modo analogo alla forma negativa di biti esiste la forma negativa dei verbi hoteti (volere) e imeti (avere) che si coniugano come segue.
Verbo hoteti al presente affermativo/negativo (il negativo si forma cambiando la "h" dell'affermativo in "n"):
personasingolaredualeplurale
1jaz hočem/nočemmidva (medve, midva) hočeva/nočevami (me, mi) hočemo/nočemo
2ti hočeš/nočešvidva (vedve, vidva) hočeta/nočetavi (ve, vi) hočete/nočete
3on (ona, ono) hoče/nočeonadva (onidve, onadva) hočeta/nočetaoni (one, ona) hočejo/nočejo
Verbo imeti al presente affermativo/negativo (il negativo si forma anteponendo una "n" all'affermativo):
personasingolaredualeplurale
1jaz imam/nimammidva (medve, midva) imava/nimavami (me, mi) imamo/nimamo
2ti imaš/nimašvidva (vedve, vidva) imata/nimatavi (ve, vi) imate/nimate
3on (ona, ono) ima/nimaonadva (onidve, onadva) imata/nimataoni (one, ona) imajo/nimajo

Tempo futuro[modifica]

personasingolaredualeplurale
1jaz bommidva (medve, midva) bovami (me, mi) bomo
2ti bošvidva (vedve, vidva) bostavi (ve, vi) boste
3on (ona, ono) boonadva (onidve, onadva) bostaoni (one, ona) bodo
La forma negativa è regolare, cioè ne bom (non sarò).

Modo imperativo

personasingolaredualeplurale
1//midva (medve, midva) bodivami (me, mi) bodimo
2ti bodividva (vedve, vidva) boditavi (ve, vi) bodite
3//////

Participio passato

Anticamente il verbo essere aveva alcuni participi che attualmente non si usano più. E' il caso, ad esempio, del participio presente bivši, -a, -e (con significato "non più esistente") che oggi è incluso semplicemente tra gli aggettivi. L’unico participio rimasto è l’indispensabile participio passato bil, -a, -o (stato, -a, -o), con dualebila, -i, -a e plurale bili, -e, -a (stati, -e, -i). Viene largamente usato per la costruzione delle forme composte di tutti i verbi.

Tempo passato

Il tempo passato di tutti i verbi è una forma composta e si costruisce con l’aggiunta del participio (del verbo che si coniuga) al presente di biti. Per esempio, il verbodelati fa il tempo passato sem delal. Lo stesso verbo ausiliare non fa eccezione:
personasingolaredualeplurale
1jaz sem bil, -a, -omidva (medve, midva) sva bila, -i, -ami (me, mi) smo bili, -e, -a
2ti si bil, -a, -ovidva (vedve, vidva) sta bila, -i, -avi (ve, vi) ste bili, -e, -a
3on (ona, ono) je bil, -a, -oonadva (onidve, onadva) sta bila, -i, -aoni (one, ona) so bili, -e, -a
In caso di forma negativa si usa il presente negativo dell'ausiliare, cioè nisem bil ecc.
Il tempo trapassato che in tutti i verbi si costruisce con l’aggiunta del participio (del verbo che si coniuga) al passato di biti (delati fa sem bil delal), per l’ausiliare stesso non si usa, in quanto risulterebbe la forma *jaz sem bil bil, ti si bil bil, on je bil bil ecc. che oltre ad essere estranea alle costruzioni grammaticali slovene, è anche inutile per la comprensione del testo.

Modo condizionale

Il modo condizionale che include anche il concetto italiano di modo congiuntivo, è la più semplice delle forme composte del verbo, in quanto tutte le forme che si dovrebbero coniugare vengono semplicemente sostituite dalla particella bi seguita dal participio. Per esempio, il verbo delati fa il condizionale bi delal. Ne consegue questo schema per il condizionale del verbo biti:
personasingolaredualeplurale
1jaz bi bil, -a, -omidva (medve, midva) bi bila, -i, -ami (me, mi) bi bili, -e, -a
2ti bi bil, -a, -ovidva (vedve, vidva) bi bila, -i, -avi (ve, vi) bi bili, -e, -a
3on (ona, ono) bi bil, -a, -oonadva (onidve, onadva) bi bila, -i, -aoni (one, ona) bi bili, -e, -a
Questo condizionale del verbo biti è formalmente un condizionale presente e serve anche per formare il condizionale passato di tutti i verbi, unitamente al participio del verbo che si coniuga. Per esempio, il verbo delati fa il condizionale passato bi bil delal. Ecco perchè il verbo ausiliare ha un solo condizionale (cioè non ha il passato). Risulterebbe infatti un improbabile *bi bil bil che – come detto più sopra per il tempo trapassato - non è permesso dalle attuali regole grammaticali.
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7 dic 2014

Campo di Bonis (Taipana ) ipotesi sull'origine del nome


Campo di Bonis
foto di Silvano Cracina
Dalle prime case di Taipana  prendendo la strada a sinistra si arriva ad un grande pianoro che si chiama Campo di Bonis.Si trova in una vallata incontaminata a 700 m s.l.m. è una piana formata da un lago di origine glaciale circondato da boschi dal quale si possono raggiungere le cascate del Rio Boncic.

 - 1° versione
 Sembra che il nome Campo di Bonis derivi da un generale di Napoleone Bonis che si accampò con le sue truppe o vinse una battaglia.Tra i generali di Napoleone non è però mai esistito un generale Bonis o de Bonis,ma vi è un generale Bon,che nel 1797 partecipò alla battaglia del Tagliamento e
alla presa del forte della chiusa di Bovec/Plezzo,al tempo della prima invasione dei Francesi .
Forse la storiella ,come  tutti i racconti popolari tramandati e studiati non è del tutto fantasiosa.
Mi hanno detto che nell'archivio militare di Palmanova è nominato questo  generale Bonis .

2° versione
Nella parlata locale ( dialetto sloveno) ancora oggi la località si chiama Buone,parola che vuol dire bora,infatti in quella zona soffia spesso questo vento. Anche nell'epoca prima di Napoleone veniva chiamata Buone ,quindi io sono più propensa a credere che questa versione sia  la più veritiera . Bisognerebbe trovare le mappe prima del 1936 e verificare come veniva chiamata la località che oggi si chiama Campo di Bonis.In alcuni testamenti  del 1700 in possesso di Silvio Cuffolo era segnato Buone.
Questa ipotesi me l'ha raccontata  Silvio Cuffolo di Platischis ,nipote del cappellano di Lasiz Antonio Cuffolo  la cui storia ispirò lo scrittore France Bevk che scrisse il romanzo "Kaplan Martin Čedermac"

A Campo di Bonis c'è un tipico agriturismo e un centro di equitazione. Il luogo è molto adatto per andare a cavallo.







6 dic 2014

Gli animali dell'Alta Val Torre/BeštieTerske doline in inverno/tou zimi

catena dei Musi/Musac
foto personale


All'arrivo dei primi freddi ci sono animali che cadono in letargo e animali che vivono con il poco cibo che trovano nei prati e boschi.Gli animali che vanno in letargo non devono sprecare energie ,perciò stanno immobili e consumano il grasso accumulato durante la bella stagione, anche i battiti del cuore rallentano per non consumare energie,tutto funziona al minimo.Gli animali con il pelo infoltiscono la pelliccia per difendersi dal freddo.
Quello dello scoiattolo è un semi letargo,perchè ogni tanto si sveglia e va a cercare le provviste che ha preparato per l'inverno, anche le sue orecchie si ricoprono di ciuffi di pelo.
Il ghiro invece dorme a volte anche per sette mesi,dipende da quanto freddo è l'inverno.Infatti per definire una persona che dorme molto si dice "dormire come un ghiro".
L'orso trascorre la stagione invernale in stato di semi-letargo o ibernazione in una tana generalmente ricavata da una piccola grotta naturale.La sua temperatura corporea si abbassa notevolmente,il metabolismo rallenta ed il plantigrado consuma il grasso accumulato.A volte esce dalla tana nelle ore più calde.
Nella Terska dolina-Alta Val Torre troviamo volpi,scoiattoli,ghiri,cinghiali,orsi,caprioli ed altri animali.

orso-medved

scoiattolo-breberica
ghiro-pouh
capriolo-sarnjak

volpe-lisica




Immagini dal web













Svet Miklavž-San Nicolò

 Svet Miklavž

Miklavž  ima škofovsko kapo in palico, belo brado in bele rokavice, dolgi  plašč, koš z darili in zlatimi,  ali srebrnimi šibami.

San Nicolò

 San Nicolò ha cappello di vescovo e  bastone, barba  e guanti bianchi,  lungo cappotto  ,gerlo  con regali e  bacchette dorate  o argentee .
In Friuli porta i regali a Sacile,Brugnera ed in altre località.
Nella Benecia (Valli del Natisone ),in Val Canale, a Gorizia,Trieste,in Slovenia,in alto Adige,in Austria è usanza che porti i regali ai bambini buoni.
La sera del 5 dicembre
dal web
monte Lussari/Svete Višarje
 in tutta la Valcanale, Austria e Slovenia, si rinnova la tradizionale festa di San Nicolò e i Krampus.

La tradizione prevede che al calare della notte arrivino dai boschi, tra le urla e catenacci chiassosi, i Krampus, figure inquietanti coperte di pellicce e dal volto pauroso, sormontato da grosse corna. San Nicolò, un santo buono con una lunga barba bianca, ha il compito di iniziare a placare le ire dei Krampus e successivamente di premiare o ammonire i bambini presenti, a seconda che si siano comportati bene o abbiano fatto i biricchini durante l'anno, ricevendo così la promessa di comportarsi bene durante l'anno successivo. Gli inseguimenti da parte dei Krampus durano ore, rispondendo colpo su colpo alle provocazioni dei ragazzi...

5 dic 2014

Umrl je Milko Matičetov E’ morto Milko Matičetov

immagine dal web
V petek, 5. decembra, nas je zapustil Milko Matičetov, ki je veliko raziskoval slovensko ljudsko izročilo. Najbolj intenzivno se je posvetil raziskovanju obrobnih krajev: Rezija, Ter, Koroška, Posočje, Slovenska Istra in Kras, Zgornja Savska dolina in Koroška, Prekmurje in Porabje. Matičetov se je rodil 10. septembra 1919 v Koprivi na Krasu. 1929. je bil vpisan na gimnazijo v Koper in 1930. prepisan v Gorico. Maturiral je na klasični gimnaziji v Gorici 1938, študiral klasično in moderno filologijo na univerzi v Padovi (1938-1943). Doktoriral je s folklorno študijo Sežgani in prerojeni človek pri Slovenski akademiji znanosti in umetnosti v Ljubljani (1955). Po drugi svetovni vojni se je najprej zaposlil kot kustos pripravnik v Etnografskem muzeju v Ljubljani, od leta 1952 do upokojitve – 1985 – pa je delal na Inštitutu za slovensko narodopisje pri SAZU. Tu je bil leta 1975 imenovan za upravnika Inštituta. Osnoval je arhiv ljudskih pripovedi.

Venerdì 5 dicembre è giunta la notizia della morte di Milko Matičetov, etnografo sloveno che dedicò molte delle sue ricerche alla Val Resia. Matičetov era nato il 10 settembre 1919 a Capriva.

 Il suo lavoro ha rappresentato un contributo permanente  e internazionale nel campo della filologia e dell'etnologia slovena. Era particolarmente affezionato a Resia e alla Benecia. La sua bibliografia contiene oltre 280 unità; uno dei suoi libri più famosi e popolari è senza ombra di dubbio la raccolta delle Zverinice iz Rezije(favole di animali).

Terska in Karnajska dolina: “Daleč od oči, daleč od srca”


V pundijak, 8. dičemberja, ob 16.00 bo na Fakulteti za uporabne družbene študije v Novi Gorici simpozij z naslovom “Kako mladi Slovenci v Italiji vidijo svojo prihodnost”. Dogodek organizira Dejan Valentinčič, zaposlen na fakulteti tej mladi raziskovalec in asistent za področje ustavnega prava in človekovih pravic. Sodielovali bojo Jaruška Majovski (Tržaška an Goriška), Matia Mosenich (Tržaška an Goriška), Igor Černo (Terska dolina, Benečija), Luciano Lister (Kanalska dolina), Tanja Peric (Slovenska skupnost, Mladi za prihodnost), Barbara Ferluga (Slovenska kulturno gospodarska zveza), Simon Peter Leban (Svet slovenskih organizacij), David Peterin (Demokratska stranka), Martina Marmai (Mladi Benečani). Parva okrogla miza ima naslov “Slovenska identiteta, jezik in kultura v očeh mladih Slovencev v Italiji”, druga pa “Odnos mladih do političnega delovanja slovenske manjšine v Italiji ter boja za spoštovanje manjšinskih pravic. Uvodni častni nagovor bo imeu Viljem Černo.
Dejan Valentinčič dobró pozna naše kraje in zuj taá smo a uprašali, kaj misli o stanju dolin Ter nu Karnahta anu kako vidi njih prihodnost.
Bardo
Zakaj mislite, da je potrebno govoriti o mladih?
“Mladi so prihodnost vsake družbe, zato je zelo pomembno, da se jim prisluhne, kaj oni menijo o družbenem dogajanju in kakšne so njihove želje. To je pomembno tudi v manjšini, da mlade posluša in upošteva. Od mladih je odvisno preživetje in razvoj manjšine.”
Mislite, da znamo v Benečiji valorizirati mlade?
“Že pred več kot tremi desetletji so se nekateri zelo dobro zavedali, kako pomembni so mladi in da je zato pomembna tudi njihova vzgoja in so ustanovili dvojezično šolo v Špetru, ki daje odlične rezultate. Skupini, kot sta Mladi Benečani in Mladi slavisti dokazujeta, da se mladi znajo tudi sami organizirati in si priboriti potrebno pozornost in prostor na beneški zemlji. To je bilo pred kratkim spet odlično vidno tudi na Sejmu beneške piesmi, kjer so mladi pokazali vso svojo energijo in željo po ohranitvi slovenskega jezika in kulture.”
Vi lepo poznate Benečijo in Rezijo. Rekli ste, da sta dolini Ter in Karnahta v najslabšem stanju iz jezikovnega in kulturnega vidika. Zakaj je po vašem mnenju, tako?
“Na žalost sta obe dolini zelo odmaknjeni in slabo razviti, zato sta bili vedno zaradi slabega življenja deležni izseljevanja. Danes, ko je tudi število otrok padlo, se vidijo katastrofalne posledice. Ni problem le asimilacija, problem je tudi, da ljudi skorajda ni več. Ostajajo predvsem starejši. Na žalost številni tudi niso znali ali hoteli svojega domačega govora in navad, ljubezni do domače zemlje predati na mlajše. Poleg ekonomskih težav je tudi vsem, ki so zatirali identiteto ljudi, njihovo početje na žalost zelo dobro uspelo.”
Ponavadi bi bilo treba biti nekoliko bolj pozorni do tistih, ki so sibkejši. Tako se ne dogaja v slovenski manjšini v Italiji… Dolini Ter in Karnahta sta bili sistematično ignorirani: ni delovnih mest, redki so prispevki za kulturne dejavosti. Zakaj je po vašem mnenju tako?
“Na žalost smo ljudje tudi takšni, da vsak najprej poskrbi zase. Za Ter in Karnahto se bojim, da drži tudi pregovor »Daleč od oči, daleč od srca«. Zaradi odmaknjenosti dolin in slabih povezav se z dolinama nihče ni kaj veliko ukvarjal, ampak sta bili prepuščeni sami sebi.”
Kakšno predstavo imate o neustanovitvi dvojezične šole v Bardu in Tipani?
“To me je zelo razžalostilo. Zdelo se je, da so ovire že premagane in bosta šoli dejansko zaživeli kot dvojezični. To kaže, da marsikomu še vedno ni všeč, da bi se ljudje prebudili in začeli ceniti svoj jezik in tradicijo. Kako zelo pomembna je šola se lepo pokaže v Nadiških dolinah in zato zelo spodbujam pobudnike dvojezičnih šol naj ne obupajo, ampak vztrajajo še naprej. Mogoče bo pa naslednjič le uspelo in bodo otroci dobili s tem priložnost za lepše in bogatejše življenje.”
Kako vidite prihodnost teh dveh dolin?
“Res mislim, da je največ odvisno od šol in zato držim pesti, da bi naslednjič le uspelo. Upajmo tudi, da bo ekonomske krize kmalu konec in jo bosta tako Italija kot Slovenija dobro prebrodili, in se bo nato našla volja in interes za vlaganje tudi v ti dve dolini in bi tako dobili nove službe in možnost za boljše življenje.”
Traduzione
Valli del Torre e  del Cornappo :" Lontano dagli occhi,lontano dal cuore"

Lunedì 8 dicembre alle ore 16.00 alla Facoltà di studi sociali di Nova Gorica si terrà il simposio intitolato
" Come vedono il loro futuro i giovani sloveni in Italia".L'incontro è organizzato da Dejan Valentinčič ricercatore ed assistente nella facoltà  di Nova Gorica nell'ambito dei diritti delle minoranze .
Interverranno Jaruška Majovski,Matija Mosenich,Igor Černo,Luciano Lister,Tanja Perich,Barbara Ferluga,Simon Peter Leban,David Peterin,Martina Marmai.La prima tavola rotonda ha come titolo "L'Identità slovena,la lingua e la cultura negli occhi dei giovani sloveni in Italia;la seconda invece " L'atteggiamento dei giovani verso l'attività politica della minoranza slovena in Italia e la lotta per il rispetto dei diritti delle minoranze". L'apertura i sarà fatta dal prof.Viljem Černo.
Dejan Valentinčič , intervistato da un  giornalista del Novi Matajur,ha affermato che i giovani sono il futuro di ogni società,quindi è necessario ascoltarli ,perchè da loro dipenderà la sopravvivenza e lo sviluppo della minoranza.
Nelle Valli del Natisone, la scuola bilingue di San Pietro che ha sta dando ottimi risultati, ha reso più consapevoli i giovani della loro appartenenza alla minoranza .Di recente hanno dimostrato tutta la loro energia e il desiderio di preservare la lingua e cultura   al "Senjam beneške piesmi ".
Purtroppo la Val Cornappo è  si trova  nella peggiore  condizione dal punto di vista linguistico e culturale.
E' una valle  isolata ,sottosviluppata e vive di emigrazione.Il numero dei bambini è molto esiguo e si possono vedere le conseguenze disastrose.C'è un forte problema di assimilazione,ci sono pochi giovani ,in loco rimangono solo gli anziani.Purtroppo la maggior parte  di questi non ha voluto tramandare il dialetto,le usanze  e l'amore per la propria terra  a figli e nipoti.Gli abitanti sono stati ignorati ,non c'e alcuna attività lavorativa in loco, quasi inesistenti  le attività culturali.Per Ter e Karnahta vale il detto "Lontano dagli occhi,lontano dal cuore".
Mi sono molto rattristato quando ho saputo che a Taipana e a Bardo non si sarebbe istituita la scuola bilingue,sembrava che tutti gli ostacoli fossero superati.Ciò dimostra che molti non vogliono che la gente abbia consapevolezza ed apprezzi la propria lingua e le tradizioni.Speriamo  che la crisi economica  finisca presto  sia  in Italia che in Slovenia e che si trovi la volontà e l'interesse ad investire in queste valli.

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