18 nov 2014
Supermercato della poesia-racconti-arte e musica: Oltre lo sguardo. Fotografi a Gorizia prima della ...
Supermercato della poesia-racconti-arte e musica: Oltre lo sguardo. Fotografi a Gorizia prima della ...: Gli atelier fotografici goriziani nella Belle Époque (1860 - 1914). Oltre Lo Sguardo Fotografi a Gorizia prima della Grande Guerra 2...
Slovencem bolj prijazne Unije/Unioni più favorevoli agli sloveni
Il testo del disegno di legge di riforma delle autonomie locali del
Friuli Venezia Giulia, approvato lunedì 17 novembre dalla competente
commissione dl Consiglio regionale, prevede condizioni più favorevoli
per i Comuni nei quali è riconosciuta la presenza della minoranza
slovena. »Su mia proposta, la commissione ha accolto la norma in base
alla quale ai 32 Comuni da Muggia a Tarvisio, dove si applicano
le leggi di tutela, nella costituzione delle Unioni è concessa la
deroga per due principi fondamentali, nel concreto per quanto corncerne
la continuità territoriale e il numero minimo dei residenti. Ciò
garantisce un sostanziale maggiore spazio di manovra per la formazione
di Unioni più favorevoli agli sloveni», sottolinea con un comunicato
stampa il consigliere regionale della Slovenska Skupnost (Unione
Slovena), Igor Gabrovec. La commissione ha accolto pure l’emendamento
dell’assessore Panontin, che obbliga le nuove Unioni a recepire tutte le
disposizioni degli articoli 8, 9, 10 e 21 della legge statale di tutela
degli sloveni, le quali normano, tra l’altro, il bilinguismo visibile e
il diritto all’uso della lingua slovena nella pubblica amministrazione.
La riforma sarà discussa in aula dal 24 al 26 novembre. Gabrovec fa
sapere che il suo atteggiamento in sede di votazione sarà condizionato
dagli sviluppi su altri due temi. In concreto sulla libertà dei 32
Comuni tutelati di aderire o meno alle Unioni, senza incorrere in
penalizzazioni, e sullo status dell’area metropolitana di Trieste.
V ponedeljek, 17. novembra, je pristojna deželna komisija prižgala prvo zeleno luč deželnemu zakonskemu osnutku o krajevnih upravah, ki se z razliko od začetnega osnutka razlikuje zaradi nekaterih pomembnih izboljšav tudi na področju spoštovanja določil zaščitnega zakona za slovensko narodno skupnost. »Na moj predlog je komisija sprejela določilo, da dvaintridesetim občinam z zaščitenega območja od Milj do Trbiža pri ‘risanju’
V ponedeljek, 17. novembra, je pristojna deželna komisija prižgala prvo zeleno luč deželnemu zakonskemu osnutku o krajevnih upravah, ki se z razliko od začetnega osnutka razlikuje zaradi nekaterih pomembnih izboljšav tudi na področju spoštovanja določil zaščitnega zakona za slovensko narodno skupnost. »Na moj predlog je komisija sprejela določilo, da dvaintridesetim občinam z zaščitenega območja od Milj do Trbiža pri ‘risanju’
17 nov 2014
Giovedì la storia della Slavia a Udine-V četrtek beneška zgodovina v Vidnu
Giovedì 20 novembre, alle 18 nella libreria «Odos» a Udine (vicolo della Banca, 6), saranno presentati tre volumi editi dalla cooperativa «Most» in collaborazione con l’associazione «don Eugenio Blanchini» e la Confederazione delle organizzazioni slovene. Si tratta di «Slavia-Benečija. Una storia nella storia» e «Benečija. Ko se mala in velika zgodovina srečata» di Giorgio Banchig (illustrazioni di Moreno Tomasetig) e «Moj dnevnik. La seconda guerra mondiale vista e vissuta nel ‘focolaio’ della canonica di Lasiz» di don Antonio Cuffolo nella seconda edizione curata dallo stesso Banchig. Alla presentazione, organizzata dal gruppo «S. Girolamo-Sloveni a Udine», interverranno il teologo e direttore del «Dom», mons. Marino Qualizza, il docente di sloveno all’Università di Udine, Roberto Dapit, e i due autori. I tre volumi saranno poi presentati mercoledì 26 novembre a Lubiana, al «Cankarjev dom» alle 11, in occasione della Fiera del libro. La presentazione della storia della Slavia avrà luogo, poi, venerdì 5 dicembre alle 18 nella sala consiliare di San Leonardo.
V četartak, 20. novemberja, ob 18. uri v knjigarni (libreriji) Odos v Vidnu (vicolo della Banca, 6) bojo predstavili »Benečija. Ko se mala in velika zgodovina srečata«, ki jih je ilustriru Moreno Tomasetig in so izšle par zadrugi Most v sodelovanju z združenjam Blankin in s Svetom slovenskih organizacij. Gre za dvoje bukva, po slovensko in po italijansko. Nastale so na podlagi 103. nadaljevanjih, ki so izšla v Domu od lieta 2006 do lieta 2010.
14 nov 2014
Riforma, in Slavia non c’è accordo/ Reforma: ni skupnega stališča
La riforma delle autonomie locali, quella che cambierà radicalmente la geografia amministrativa del Friuli Venezia Giulia, sarà all’esame dell’aula del Consiglio regionale da martedì 18 novembre. La Giunta Serracchiani conta di vedere trasformato il suo disegno in legge in pochi giorni.
Il momento è cruciale, ma la Slavia vi arriva in ordine sparso, senza una posizione condivisa. Il commissario della Comunità montana, Sandro Rocco, lo scorso 5 novembre ha riunito i sindaci a San Pietro al Natisone. Ma è stato muro contro muro.
«Dalla riunione è emersa la necessità di un ente che sia sovraordinato rispetto ai Comuni e che possa dare risposte in termini di servizi alle municipalità più piccole, che si trovano nella condizione di non disporre di personale sufficiente per rispondere alle esigenze dei cittadini», riferisce Rocco. Purtroppo, la convergenza finisce qui, in quanto «ci sono delle situazioni trasversali che non consentono di dare o di proporre un documento condiviso».
Il sindaco di Drenchia, Mario Zufferli, ha sostenuto con decisione la linea di constituire un’Unione che ricalchi la Comunità montana Torre, Natisone e Collio. «Questo territorio – si legge nel documento presentato – per le note vicende geopolitiche del passato non ha potuto avere uno sviluppo armonioso ed equilibrato rispetto alle altre aree della regione, ma adesso con i grandi cambiamenti in seno all’Unione Europea questo territorio diventa centrale, cerniera per un possibile e auspicabile nuovo sviluppo».
Inoltre, in ben 17 dei 25 Comuni si applica la normativa di tutela della minoranza slovena e «questi strumenti legislativi possono permettere ai nostri Comuni un margine di autonomia e pertanto riteniamo sia necessario utilizzare anche queste opportunità». È doveroso pure che la riforma «in sede di approvazione definitiva tenga debitamente conto della presenza della minoranza linguistica slovena». Il documento chiede, infine, di non sottovalutare lo strumento del Gruppo europeo di cooperazione territoriale (Gect) «per l’area compresa tra le Valli del Natisone, Valli del Torre, Collio e lo Zgornje Posočje o valutare le possibilità di un eventuale allargamento territoriale dell’attuale Gect Gorizia-Nova Gorica-Šempeter».
Alle posizioni di Drenchia si sono affiancati anche i comuni di San Floriano del Collio e Savogna rispetto a un mantenimento di quello che è l’attuale assetto della Comunità montana Torre Natisone Collio. Altri, come il sindaco di Stregna, Mauro Veneto, si sono detti favorevoli a unioni entro i confini degli attuali distretti sanitari, che smembrerebbero il territorio montano e lo metterebbero alla mercé della pianura.
Il commissario Rocco, che è sindaco di Attimis, è convinto che «con una mediazione si possa anche mantenere l’assetto attuale. I finanziamenti che derivano dalla presenza di minoranze linguistiche – sottolinea – possono rappresentare delle possibilità per il nostro territorio».
Alla riunione di San Pietro hanno partecipato 14 comuni su 25. «È stata un’assenza soprattutto del Collio, e si può capire davanti a un disegno di legge che prospetta la nascita di due Unioni in provincia di Gorizia – sottolinea Rocco –. È incomprensibile, invece, l’assenza di Cividale, di cui non conosciamo la posizione rispetto alla riforma».
Na deželi arzpravljajo o reformi lokalnih avtonomij. Še v pandiejak bojo pregledovali tekst v komisiji, naslednji tiedan bojo o reformi guorili in glasovali v avli. Pred kratkim je komisar Gorske skupnosti Ter Nediža in Barda Sandro Rocco povabu vse šindake telega teritorija, de bi našli ‘no skupno rešiteu, ki lahko predstavli Deželi. Skupnega jezika pa naši šindaki nieso ušafali. Nekateri predlagajo, de bi nova nadkamunska Unija obiemala teritorij Gorske skupnosti Ter, Nediža in Barda, drugi pa, de bi bla Benečija arzspatjena na zdravstvena okrožja, distretti sanitari. Za parvo rešiteu so se pokazali kamuni Dreka, Sauodnja in Števerjan, zatuo je tudi sam komisar gorske skupnosti, ki je šindik v Ahtnu. Dreški šindik Mario Zufferli je vrašu, naj se upošteva tudi zakon na Slovence, ki bi lahko parpomau, de bi imieli naši kamuni večjo avtonomijo. Blizu tega Zufferli je poviedu, naj se pomisli tudi na Evropsko združenje za teritorialno sodelovanje, na Gect, v katerim bi Benečija sodelovala s Posočjam.
http://www.dom.it/riforma-in-slavia-non-ce-accordo_reforma-ni-prislo-do-skupnega-stalisca/
In val Torre il castagno guarisce/ Kostanj le okreva
La terra si addormenta e nelle Valli del Torre e del Natisone si tirano le somme dell’annata agricola. «Per la castagna i problemi permangono – spiega Stefano Predan, segretario dell’associazione agricoltori sloveni Kmečka Zveza – anche se quest’anno alcune piante, in particolare quelle autoctone, hanno mostrato di subire meno i danni causati dal cinipide, detto anche vespa del castagno». In diversi raccoglitori hanno notato, infatti, specialmente in Alta Val Torre e nel Taipanese, la presenza di un maggior numero di castagne rispetto all’autunno del 2013. Si tratterebbe comunque di un fenomeno di ripresa a macchia di leopardo.
«Per la mela, invece, l’annata è stata più che positiva, sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo, grazie a qualche giornata di sole in più di cui hanno beneficiato le piante a inizio autunno».
Male i seminativi con un prezzo, specie per le granaglie, che è crollato. «Grandi problemi per il mais: credo che a fronte del disastro di quest’anno, parecchi agricoltori faranno le loro valutazioni, se continuare o meno cioè, con questo tipo di coltivazione, specialmente gli addetti del settore che conducono i loro terreni a granturco per la vendita, piuttosto che per il suo impiego interno, in azienda. Negli ultimi anni, comunque, le scelte degli agricoltori stanno cambiando a favore di cereali autunno vernini, cui appartengono specie competitive, dotate di elevata capacità di adattamento a differenti climi». Il mais lascia sempre più spesso il posto, ad esempio, a orzo e frumento, con risultati discreti.
Un dato positivo, in generale, è quello legato al numero di danni causati dalla selvaggina alle colture: a conti fatti, quest’anno le intrusioni risultano in significativo calo, in particolare per il cinghiale.
«In ambito allevamento l’andamento è buono – spiega Predan – se togliamo la parentesi del latte, per cui nella zootecnia si va avanti veramente con notevoli difficoltà. Il prezzo è basso anche se, per la zona delle Valli del Natisone, la Latteria di Cividale continua a mostrare di essere vicina al territorio. Per le carni crediamo che il progetto del macello transfrontaliero porterà notevoli benefici: pensiamo che già i primi mesi del prossimo anno saranno in grado di restituirci i primi segnali positivi, quando di fatto diventerà pienamente operativo il progetto “Farm Eat” con la vicina Slovenia».
Le potenzialità delle terre di confine sono notevoli: aree incontaminate dove si può far pascolare gli animali, spazi ove è possibile vendere la carne in azienda, in un contesto ambientale che favorisce anche il turismo slow. «Con il potenziamento sostenibile dell’allevamento potranno essere recuperate anche diverse zone a pascolo. Notevole il successo, infine, che sta riscuotendo il settore della zootecnia che tratta ovini e caprini, in crescita, con una previsione altrettanto positiva per il futuro». Non mancano gli allevamenti di conigli, in particolare a San Leonardo, e di galline ovaiole.
Tajnik kmečke zveze Stefano Predan je razložil, kakšno je stanje kmetijstva v Terski dolini. Zadnje leto je bilo zelo dobro za jabolka in tudi za domači kostanj, ki v Terski dolini le okreva.
http://www.dom.it/in-val-torre-castagno-guarisce_kostanj-okreva/
Aethina Tumida: Allerta Nazionale - CONDIVIDI!
In questo articolo farò un breve riassunto della situazione su quello che sta succedendo in Italia, precisamente nel settore dell’apicoltura, questo per coinvolgere molte più persone, non solo apicoltori ma anche agricoltori, naturalisti, animalisti, biologi, ricercatori, entomologi e semplici civili. Questo perché ci serve aiuto da tutti e tutti devono essere informati.
Dal 12 Settembre si è scoperto di aver importato un nuovo parassita delle api, originario dell’Africa, chiamato Aethina Tumida o Piccolo Coleottero degli Alveari (da ora in poi per abbreviare chiamato AT) trovato in alveari nei pressi del porto navale di Gioia Tauro in provincia di Reggio Calabria.
Il parassita si nutre di polline e miele e ne causa la fermentazione, invalidandone la vendita.
La Regione Calabria è intervenuta emanando un decreto in cui ordina la bruciatura dell’intero apiario, cioè se in un’arnia viene riscontrata la presenza di AT anche tutte le altre nello stesso luogo, quindi nello stesso apiario, devono essere distrutte. Una sola arnia di api può contenere dalle 50 alle 100 mila api.
Il ciclo biologico del coleottero consiste nell’entrare nell’alveare dove tramite una particolare comunicazione riesce a farsi nutrire dalle api, dopo depone le sue uova dalle quali dopo pochi giorni nascono le larve che escono dall’arnia e cadono nel terreno circostante dove si trasformano insetto adulto completando il ciclo. Ma si dice che possa completare il ciclo biologico anche all’interno di frutta e verdura in decomposizione.
L’AT ha colonizzato molti apiari e si sposta volando anche a 15-20 km di distanza attirato dall’odore di altre arnie.
La procedura di eradicazione sta nel sigillare gli alveari, accatastarli e bruciarli, dopodiché viene arato il terreno e cosparso di pesticidi anti-larvali.
Ad oggi la zona rossa si allarga coinvolgendo anche la Sicilia dove i roghi continuano, anche se l’eradicazione è risultata inefficace.
Gli alveari distrutti ammontano ad oltre 2500, e le istituzioni promettono di risarcire gli apicoltori, ma alle promesse si ha poca fede.
Noi apicoltori ci aspettavamo da anni che prima o poi questo parassita sarebbe arrivato, ma le autorità sanitarie non hanno preso provvedimenti di prevenzione e inoltre a molti di questi veterinari manca la competenza di base nel settore apistico.
Non si è studiato se il coleottero porti o no al collasso gli alveare, negli Stati Uniti, in Canada e Australia ci convivono, noi stiamo sterminando senza capirci nulla.
Stiamo portando all’estinzione l’ape italiana (Apis Mellifera Ligustica Spinola) e questo si rifletterà sulle produzioni agrarie.
Le api sono importanti per l’impollinazione quindi per la frutta, per la verdura e per l’erba medica di cui si nutrono gli allevamenti di bestiame. Siamo tutti coinvolti!
Concludendo bisogna creare un punto della situazione, perché cominciano anche a sorgere i primi pensieri di nascondere il coleottero a causa dell’incompetenza delle autorità sanitarie che continuano a bruciare gli alveari. Gira voce che sono stati gli apicoltori ad autodenunciarsi, ma sappiamo anche di molti altri che sono stati costretti a bruciare perché sono intervenuti i militari. Dobbiamo fermare questa strage!
Oltre AT quest’anno è entrata e si sta espandendo anche la Vespa Velutina che sta creando disagi in Liguria e Piemonte perché si nutre di api e sta spopolando migliaia di alveari e questo è un’altro segno di mancanza di prevenzione in Italia.
Vi prego di condividere questa notizia, in pubblico, nei gruppi e anche al di fuori di Facebook.
Grazie anche da parte delle api.
vedi anche la pagina dell’IZS: Aethina tumida. Situazione epidemiologica ; Comunicato agli apicoltori
Dal 12 Settembre si è scoperto di aver importato un nuovo parassita delle api, originario dell’Africa, chiamato Aethina Tumida o Piccolo Coleottero degli Alveari (da ora in poi per abbreviare chiamato AT) trovato in alveari nei pressi del porto navale di Gioia Tauro in provincia di Reggio Calabria.
Il parassita si nutre di polline e miele e ne causa la fermentazione, invalidandone la vendita.
La Regione Calabria è intervenuta emanando un decreto in cui ordina la bruciatura dell’intero apiario, cioè se in un’arnia viene riscontrata la presenza di AT anche tutte le altre nello stesso luogo, quindi nello stesso apiario, devono essere distrutte. Una sola arnia di api può contenere dalle 50 alle 100 mila api.
Il ciclo biologico del coleottero consiste nell’entrare nell’alveare dove tramite una particolare comunicazione riesce a farsi nutrire dalle api, dopo depone le sue uova dalle quali dopo pochi giorni nascono le larve che escono dall’arnia e cadono nel terreno circostante dove si trasformano insetto adulto completando il ciclo. Ma si dice che possa completare il ciclo biologico anche all’interno di frutta e verdura in decomposizione.
L’AT ha colonizzato molti apiari e si sposta volando anche a 15-20 km di distanza attirato dall’odore di altre arnie.
La procedura di eradicazione sta nel sigillare gli alveari, accatastarli e bruciarli, dopodiché viene arato il terreno e cosparso di pesticidi anti-larvali.
Ad oggi la zona rossa si allarga coinvolgendo anche la Sicilia dove i roghi continuano, anche se l’eradicazione è risultata inefficace.
Gli alveari distrutti ammontano ad oltre 2500, e le istituzioni promettono di risarcire gli apicoltori, ma alle promesse si ha poca fede.
Noi apicoltori ci aspettavamo da anni che prima o poi questo parassita sarebbe arrivato, ma le autorità sanitarie non hanno preso provvedimenti di prevenzione e inoltre a molti di questi veterinari manca la competenza di base nel settore apistico.
Non si è studiato se il coleottero porti o no al collasso gli alveare, negli Stati Uniti, in Canada e Australia ci convivono, noi stiamo sterminando senza capirci nulla.
Stiamo portando all’estinzione l’ape italiana (Apis Mellifera Ligustica Spinola) e questo si rifletterà sulle produzioni agrarie.
Le api sono importanti per l’impollinazione quindi per la frutta, per la verdura e per l’erba medica di cui si nutrono gli allevamenti di bestiame. Siamo tutti coinvolti!
Concludendo bisogna creare un punto della situazione, perché cominciano anche a sorgere i primi pensieri di nascondere il coleottero a causa dell’incompetenza delle autorità sanitarie che continuano a bruciare gli alveari. Gira voce che sono stati gli apicoltori ad autodenunciarsi, ma sappiamo anche di molti altri che sono stati costretti a bruciare perché sono intervenuti i militari. Dobbiamo fermare questa strage!
Oltre AT quest’anno è entrata e si sta espandendo anche la Vespa Velutina che sta creando disagi in Liguria e Piemonte perché si nutre di api e sta spopolando migliaia di alveari e questo è un’altro segno di mancanza di prevenzione in Italia.
Vi prego di condividere questa notizia, in pubblico, nei gruppi e anche al di fuori di Facebook.
Grazie anche da parte delle api.
vedi anche la pagina dell’IZS: Aethina tumida. Situazione epidemiologica ; Comunicato agli apicoltori
13 nov 2014
Pravica do poznanja naše zgodovine/Il diritto di conoscere la nostra storia
Il libro della storia della Slavia friulana, scritto da Giorgio Banchig, illustrato da Moreno Tomasetig ed edito dalla cooperativa Most tratta della storia degli sloveni della provincia di Udine dagli albori ai giorni nostri. La pubblicazione, che è sia in italiano sia in sloveno, verrà presentata insieme ai diari della seconda guerra mondiale di Antonio Cuffolo giovedì 20 novembre alla libreria “Odos” di Udine. Oltre all’autore e all’illustratore, interverranno Roberto Dapit, professore di sloveno all’università degli studi di Udine e il teologo e direttore responsabile del Dom mons. Qualizza. Il volume verrà presentato anche mercoledì 26 novembre alla fiera del libro di Lubiana e poi nelle valli del Natisone venerdì 5 dicembre alle 18 a Merso di Sopra. In quest’occasione interverranno Silvester Gabršček del Ministero alla cultura sloveno, Roberto Dapit e Sandro Piussi, professore di storia della chiesa.
Zgodovina je »zgodovina naše duše; zgodovina duše pa je zgodovina sveta.« Giorgio Banchig si je vzeu na posodo besiede poznanega italijanskega zgodovinarja Benedetta Croce v predgovoru svojih bukvi »Benečija. Ko se mala in velika zgodovina srečata«, ki jih je ilustriru Moreno Tomasetig in so izšle par zadrugi Most v sodelovanju z združenjam Blankin in s Svetom slovenskih organizacij. Gre za dvoje bukva, po slovensko in po italijansko. Nastale so na podlagi 103. nadaljevanjih, ki so izšla v Domu od lieta 2006 do lieta 2010.
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