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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2017

Da Stregna a Pola nel segno della pittura

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Tra le storie di ‘lontananza’, che sempre di più riguardano le Valli del Natisone, questa ha un sapore particolare. È affidata al caso, più che alla necessità di cercare una nuova dimora. Ce la siamo fatta raccontare direttamente da lei, via telefono, incuriositi dalla presenza, in una comunità di artisti che da oltre due decenni opera a Pola, in Istria, di un cognome che non ammette equivoci.
Eccoci così a parlare di e con Debora Trusgnach, che oggi nella vita si occupa di pittura decorativa e di ‘trompe d’oeil’, quella tecnica pittorica che ci fa credere di vedere oggetti reali e tridimensionali che in realtà non ci sono. Debora ha origini a Stregna per parte di madre ed a Drenchia per parte di padre, ha vissuto oltre vent’anni tra Oblizza e Tribil Inferiore.
Dieci anni fa decide di passare alcuni giorni di vacanza a Pola. “A quel tempo mi dilettavo con illustrazioni, ma anche filastrocche, stando là in vacanza ho incontrato una persona che mi ha parlato di Gradska Radionica, mi ha de…

Lo sloveno-storia-dialetti

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Lingua  slovenaFamiglia linguistica
Indoeuropeo, slavo, slavo meridionale
Storia Gli antenati dello sloveno contemporaneo, furono gli slavi che a partire dal VI secolo si stabilirono nella regione delle Alpi orientali, l'attuale territorio sloveno, a sud di Austria e Ungheria e a nord-est dell'Italia. Le prime testimonianze di una lingua scritta risalgono al X secolo quando apparvero i primi documenti in sloveno. Questi sono i più antichi testi slavi scritti in alfabeto latino. I primi cinquanta libri in sloveno furono scritti da riformisti protestanti nel XVI secolo. Tra questi troviamo la prima grammatica (1550) e la prima traduzione della bibbia. La lingua letteraria moderna nacque dai differenti dialetti sloveni e dalla tradizione slovena scritta che risale a molti secoli prima. Manoscritti di Frisinga - secolo X Dialetti In Slovenia ci sono 7 gruppi dialettali con 46 dialetti in una zona geografica relativamente piccola. Da un punto di vista dialettale, lo sloveno è la lingu…

2. svetovna vojna v stripu - La 2ª guerra mondiale a fumetti (41)

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17 GENNAIO 2017 / 17. JANUAR 2017 Dom

Lieta 1945  je končala druga svetovna vojska. Kar se je pred njo, med njo in po nji gajalo v Benečiji, je lazajnski famoštar g. Antonio Cuffolo (1889-1959) napisu v dnevnikah po slovensko in po italijansko. V drugi pregledani in dopunjeni izadaji, ki jo je urediu Giorgio Banchig, sta izšla par zadrugi Most lieta 2013.  Moreno Tomasetig je slovenski Cuffolu dnevnik spravu v strip , ki ga  v beneškoslovenskem dialektu obljavljamo v vsaki številki Doma. To je 41. nadaljevanje. Nel 70° della fine della seconda guerra mondiale (1945), Moreno Tomasetig ha trasformato in fumetto i diari del parroco di Lasiz, don Antonio Cuffolo (1889-1859). In questa puntata. Il 19 giugno 1944 i partigiani garibaldini fanno saltare la cabina elettrica di Tarcetta. Il 20 luglio arriva la notizia dell’attentato a Hitler. Il 25 luglio scappa il podestà di Pulfero, il 29 luglio i garibaldini a Ponte S. Quirino attaccano i carabineri e i soldati della Republica di Salò e molti…

Lo sloveno-primi documenti-

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Lo sloveno deriva dal protoslavo e si è formato dall'antico slavo ecclesiastico. E' una lingua relativamente recente, dato che i primi documenti scritti risalgono appena al nono secolo. La lingua letteraria è stata sviluppata e diffusa nel sedicesimo secolo da scrittori protestanti. Si deve a Primož Trubar il primo libro, Katekizem (1550), seguito dall' Abecednik (1550). Il Katekizem è la spiegazione di alcuni punti di vista luterani, mentre l' Abecednik insegna a leggere. Jurij Dalmatin tradusse la Bibbia (1583) e Adam Bohorič compilò la prima grammatica della lingua slovena (1584). Questi e tutti i libri protestanti che seguirono, furono sistematicamente distrutti o pubblicamente bruciati durante gli anni della Controriforma 1600-1603. Furono salvati solo alcuni esemplari della Bibbia che i sacerdoti potevano leggere previa dispensa papale. Questa brutale interruzione dell'attività letteraria fu un grave colpo per lo sviluppo della lingua, tanto più che i contro…

LA MINORANZA SLOVENA IN FRIULI VENEZIA GIULIA

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Lo sloveno è una lingua indoeuropea del gruppo slavo meridionale. Oltre ad essere lingua ufficiale della vicina Repubblica di Slovenia, rappresenta una minoranza linguistica nella nostra Regione, presente lungo la fascia frontaliera che va dal Comune di Muggia al Comune di Tarvisio. Le comunità slovenofone sono inserite in un contesto plurilingue; la divisione dialettale della minoranza slovena in Italia, rende difficile la scelta di uno standard letterario sloveno come linguatetto per tutte le comunità. Infatti, mentre la minoranza presente nelle province di Trieste e Gorizia (in cui vigono condizioni di bilinguismo totale) si riconoscono nella lingua e nella cultura della Slovenia, i gruppi della provincia di Udine tendono a sottolineare la differenza dei loro dialetti nei confronti dello standard sloveno per rimarcare la loro specificità culturale. Lo sloveno ha ottenuto il riconoscimento di lingua minoritaria con la Legge 482/99 “Norme in materia delle minoranze linguistiche stor…

Intervallo

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Contea di Tribil Superiore: La Grande Guerra sul monte Hum.

Contea di Tribil Superiore: La Grande Guerra sul monte Hum.: Presentazione del progetto "Il sentiero della Grande Guerra del Monte Cum/Hum verrà presentato sabato 4 febbraio nella Sala Comunale d...

Quando la guerra è interiore: Trilogia della città di K

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Due gemelli, una nonna sconosciuta e dai contorni di favola macabra, una piccola casa a pochi metri dalla frontiera con “l’altro Paese”; una cittadina chiusa in se stessa, che langue nella povertà e nell’isolamento, ma che rifiuta – in qualche modo – di soccombere. Sullo sfondo, quasi impalpabile, la guerra: nera di morte e di miseria, spettro innominabile e innominato. I gemelli (non si conoscono, all’inizio della storia, i loro nomi) hanno solo undici anni quando, per volontà di una madre disperata, vengono portati via dalla “Grande Città”, loro luogo natio, e condotti dalla nonna in campagna, nella “Piccola Città” (mai nominata se non per l’iniziale, K. appunto), per sopravvivere alla fame e ai bombardamenti. Con loro, solo una piccola valigia; di fronte a loro, soltanto due possibilità: indurire il carattere, o crollare di fronte ai soprusi della nonna, alle interminabili ore di lavoro, al freddo, alla povertà, al male sociale che lento dilaga nel bisogno e negli stenti. Dotati di…

Molte le richieste di preghiere

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Quelli appena trascorsi sono stati dodici mesi caratterizzati da un grande bisogno di ritrovare la fede e la speranza, in un momento molto difficile per la grave crisi economica ma, soprattutto, per la crisi dei valori e della famiglia. Lo hanno notato anche le suore clarisse del convento di clausura di Partistagno di Attimis/Ahten. «Credo sia stata una concomitanza di eventi – dice una delle sorelle –; Papa Francesco ha indetto l’Anno Santo, l’Anno della Misericordia. E in tante persone, più di sempre, è nato forte il desiderio di ritrovare il Signore, nella preghiera, cercando un luogo lontano dalla confusione, immerso nella calma, come è il nostro monastero. Ogni giorno in questo luogo sacro c’è l’Adorazione, in chiesa, e numerosi fedeli hanno voluto essere presenti. Più degli altri anni». Pure al parlatorio, dove le religiose sono sempre disponibili all’ascolto attraverso la grata, sono giunti tanti uomini e donne, in cerca di conforto, di una parola di aiuto, di comprensione e di …

Cormòns, capitale del Collio

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fonte dal blog L'oppure vedi link in fondo al post Se da Udine ci dirigiamo verso Gorizia (o viceversa), o da Cividale del Friuli ci immergiamo nei Colli Orientali del Friuli passando oltre Corno di Rosazzo, arriviamo nel cuore della zona collinare friulana famosa in tutto il mondo, il Collio, il cui centro principale è senza dubbio Cormòns. Fondata dai Romani su tracce di antichi insediamenti preistorici, è una cittadina di stampo asburgico in cui si respira aria mitteleuropea, contornata da caratteristici borghi sul confine con la Slovenia. A Cormòns e dintorni, infatti, data la vicinanza al confine, si parla anche lo sloveno, oltre naturalmente all’italiano e al friulano.
Il territorio circostante è ovviamente caratterizzato dai rilievi collinari del Collio, la cui formazione geologica avvenne oltre 40 milioni di anni fa, quando ancora tutta la zona era sommersa dall’acqua. L’erosione di quest’ultima creò la formazione di particolari rocce che si cementarono formando il terreno…

IL PROGRAMMA DEL SANTUARIO DI PORZUS PER IL 2017

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Con l’arrivo del nuovo anno arriva anche il nuovo calendario degli appuntamenti al Santuario Mariano di Porzûs/ Porčinj, anche se pure in questi mesi freddi i fedeli hanno continuato a raggiungere il luogo di fede per una  preghiera o per onorare la Madonna in chiesa o nella cappella dell’apparizione. Si comincia ufficialmente il 22 aprile, alle 10.30, con la messa celebrata in sloveno da mons. Alojz Uran, arcivescovo emerito di Lubiana. Il giorno successivo, alle 11.15, apertura ufficiale della stagione dei pellegrinaggi con l’arcivescovo mons. Diego Causero, già nunzio apostolico. Canterà il coro di Carlino diretto dalla maestra Giada Paravano. Il 7 maggio, per il mese della Madonna, pellegrinaggio a Porzûs/Porčinj delle Parrocchie di Urbignacco di Buja e di Rubignacco. Maggio, che annuncia la bella stagione, si chiude con un appuntamento di preghiera, il 31, alle 20. Riprendono poi gli incontri di fede delle Messe dell’ammalato: il 18 giugno, alle 17, c’è la prima celebrazione del …

Il Manoscritto di Cergneu o Černjejski Rokopis

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Il Manoscritto di Cergneu o Manoscritto di Cividale o, anche, Catapan di Cergneu (Černjejski Rokopis o Čedadski Rokopis o, anche, Beneškoslovenski Rokopis in sloveno) è uno dei rari manoscritti redatti in lingua slovena, impiegando i caratteri latini al posto di quelli glagolitici o cirillici utilizzati nei testi paleoslavi, pervenuto fino ai nostri giorni. È stato analizzato e divulgato all'inizio del secolo scorso da Vatroslav Oblak e da Jan Baudoin de Courtenay che curò la pubblicazione del testo integrale corredato delle fotografie di tutte le sue pagine . Attualmente è conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli.
Il documento fu redatto alla fine del XV secolo, nel periodo compreso tra la scrittura dei più antichi manoscritti in sloveno a noi noti, denominati "Monumenti di Frisinga" (metà del IX secolo), e la stampa dei primi libri in lingua slovena (1550Abecednik e Katekizem). Fa parte dei pochi manoscritti sloveni conservati in Italia

L'OPINIONE di Riccardo Ruttar

Vivere nelle valli diventerà privilegio Con l’Epifania le feste, le spese per garantirsi regali, generi alimentari, addobbi e 
quant’altro sono ormai alle spalle. Non che il sistema distributivo di ogni bene
 possibile ritrovi la calma: appaiono già suggerimenti al carnevale e spuntare di 
colombe e uova di Pasqua. Quindi la festa consumistica continua nelle moderne cattedrali in cui si 
santifica la materialità della vita sacrificandola all’utile, sì, ma anche al superfluo se 
non all’inutile ed al dannoso. Il senso religioso, quello del secondo comandamento «ricordati di santificare le feste» – senza parlare del primo che recita: «Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio al di fuori di me» – già a
 partire dalla festività domenicale si è perso da tempo e quindi si è perso anche
 quel richiamo al trascendente, allo spirituale, ai valori non monetizzabili. Sembra che oggi una parte consistente dell’umanità si caratterizzi per la sua capacità di consumo e che a questo dio sacrifichi la pr…

GIORNATA DELLA MEMORIA (27 FEBBRAIO )

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Chi salva una vita, salva il mondo intero(Talmud)


Nella tradizione mistica ebraica, 36 Giusti vivono su questo pianeta senza essere consapevoli della loro natura “speciale”. Nessuno li conosce, sono in un certo senso “nascosti” (nistarim), ma in ogni momento della storia ce ne saranno sempre 36 e la loro presenza assicura l’esistenza del mondo stesso.
Nella narrativa europea orientale il viandante forestiero che giunge in una comunità giusto in tempo per salvarla dalla catastrofe è molto probabilmente uno dei 36, ma è troppo umile per rendersene conto. Terminata la sua missione, torna nell’anonimato.
Nessuno sa chi siano quei 36, ma ogni ebreo dovrebbe cercare di conformare il più possibile il suo comportamento e il proprio stile di vita ad essi, dovrebbe cioè agire come se fosse uno di loro e tenere a mente il detto talmudico che “chi salva una vita salva il mondo intero”.
Gino Bartali

Era un devoto cattolico, molto legato all'Arcivescovo di Firenze Angelo Elia Dalla Costa.
Dopo l'…

Il cappellano Čedermac alla Joppi - Čedermac v knjižnici v Vidnu

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Mercoledì 25 gennaio, alle 18, nella sala «Corgnali» della civica biblioteca «Joppi» (riva Bartlolini 5) avrà luogo la presentazione del romanzo «Il cappellano Martin Čedarmac» (uscito nel 1938), pubblicato nel 2015 dalla cooperativa «Most» di Cividale del Friuli in italiano nella traduzione del compianto Ezio Martin. L’opera tratta della proibizione dell’uso della lingua slovena nelle chiese della Slavia Friulana, avvenuta nel 1933 con decreto di Benito Mussolini. Nello stesso volume è raccolto anche il romanzo «Kaplan Martin Čedarmac» a fumetti, disegnato da Moreno Tomasetig e con testi nel dialetto sloveno delle Valli del Natisone, pubblicato in 67 puntate dal quindicinale Dom tra il 31 gennaio 2011 e il 31 gennaio 2014. La prefazione al volume è dello scrittore triestino Boris Pahor. Alla presentazione a Udine, organizzata dalla stessa «Joppi» e dall’assessorato alla Cultura del Comune per il ciclo «Dialoghi in biblioteca», interverranno il direttore della «Joppi», Romano Vecchiet…

Gli arrotini di Resia al museo - Rezijanski brusači v muzeju

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«Rivive la memoria storica di un umile mestiere». È quanto era scritto all’ingresso della prima mostra permanente dell’arrotino, inaugurata a Stolvizza nel 1999. Negli anni si è arricchita di numerosi oggetti inerenti questo tradizionale mestiere della Val Resia. Trasferitosi nella nuova sede nel 2005, il museo è nato con l’intento di trasmettere alle generazioni future la memoria di un antico mestiere, tramandato di padre in figlio, delle genti della Val Resia, ma soprattutto di Stolvizza. All’ingresso di Stolvizza, nella piazza dedicata all’arrotino, lo sguardo incontra un grosso masso con un bassorilievo in metallo, omaggio ai tanti arrotini scomparsi, veri padri di quest’umile mestiere. Con forte determinazione il C.A.M.A., associazione che riunisce gli arrotini della Val Resia sparsi in tutta Italia, ha deciso di tenere aperto il Museo dell’arrotino a Stolvizza, unico nel suo genere in Italia, durante tutto l’anno. Questo per permettere a turisti e scolaresche di poter conoscere…

Emergenza Abruzzo: Panontin, grande lavoro del personale FVG

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GIORNO DELLA MEMORIA

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Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell'Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. https://it.wikipedia.org/wiki/Giorno_della_Memoria

Due poesie di Dan Pagis, scrittore ebreo (1930- 1986)
Scritto a matita in un vagone piombato
Qui, in questo convoglio,
io eva
con mio figlio abele
Se vedrete mio figlio maggiore
caino, figlio di adamo,
ditegli che io ...






"No no: loro, senz’altro
erano esseri umani: uniformi, stivali.
Come spiegarlo? Creati furono a immagine di Dio.

Io ero un’ombra.
Io avevo avuto un altro Creatore.

E Lui, nella Sua grazia, non ha lasciato in me qualcosa di mortale.
E sono fuggito verso Lui, sono salito lieve, azzurro,
pacificato, direi quasi: scusandomi;
un fumo verso un fumo onnipotente
che non ha corpo né immagine". 
fonte:http://www.myshangrila.it/eventi/giornomemoria015/giornomemoria015.htm

PER NON DIMENTICARE la storia poco conosciuta

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I Lagher fascisti per sloveni,croati e antifascisti in Friuli Il Lager di Gonars




Il 6 aprile 1941 Hitler e Mussolini invadono la Jugoslavia, che viene smembrata e divisa fra le potenze occupanti.
La Slovenia fu divisa fra Italia (il territorio che diventa Provincia di Lubiana) e Germania.
Già dall’ottobre del 1941 il tribunale speciale a Lubiana pronuncia le prime condanne a morte, il mese dopo entra in funzione il tribunale di guerra. La lotta contro i partigiani si sviluppa nel quadro di una strategia politico-operativa rivolta alla colonizzazione di quei territori.

Con l’intervento diretto dei comandi militari la politica della violenza si esercita nelle più svariate forme: iniziano le esecuzioni sommarie sul posto, incendi di paesi, deportazioni di massa, esecuzioni di ostaggi, rappresaglie sulle popolazioni a scopo intimidatorio e punitivo, saccheggio dei beni, rastrellamento sistematico delle città… Prende corpo il progetto di deportazione totale della popolazione, con il trasfe…